“Tutto il valore del mercato andrà ai chip e a ciò che chiamiamo ontologia.”
Alexander C. Karp, ceo di Palantir (la società con sede a Denver co-fondata dal miliardario della tecnologia Peter Thiel) esordisce così la sua terza lettera agli azionisti dall’inizio del 2025 datata 4 agosto, con una sua citazione del 6 giugno 2024.
Proprio la missiva “è particolarmente bizzarra e inquietante”, come analizzato dal giurista Andrea Venanzoni e da Alessandro Aresu, consigliere scientifico di Limes e autore di “Geopolitica dell’intelligenza artificiale”, in un approfondimento per Le Grand Continent.
Lunedì la società di analisi software ha riportato i risultati del secondo trimestre del 2025, superando per la prima volta un miliardo di fatturato trimestrale, battendo le stime di Wall Street e alzando la guidance per l’intero anno.
In particolare, Palantir Technologies ha registrato nel secondo trimestre una crescita del 53% nei ricavi da contratti governativi statunitensi e i ricavi del fornitore di software di intelligenza artificiale sono cresciuti del 48% durante il periodo, merito dell’“impatto sorprendente dell’intelligenza artificiale”.
Il suo valore di mercato ha superato i 379 miliardi di dollari, entrando nella lista delle 20 aziende statunitensi più preziose, superando Salesforce, IBM e Cisco e entrando a far parte delle prime 10 aziende tecnologiche statunitensi per capitalizzazione di mercato.
“In prima linea nell’impero algoritmico di Trump, Alex Karp e Peter Thiel, fondatori dell’onnipotente Palantir, sono convinti di aver già vinto: “gli scettici sono disarmati, rassegnati a una forma di sottomissione” scrive Venanzoni su Le Grand Continent.
Tutti i dettagli.
COSA FA PALANTIR
Prima di addentrarci nel presente (e futuro prossimo) di Palantir, è bene ricordare che l’azienda, fondata nel 2003 da Alex Karp (attuale ceo), Peter Thiel, Nathan Gettings, Joe Lonsdale e Stephen Cohen, è la più controversa società californiana di data mining con profondi legami con i servizi segreti e le agenzie militari statunitensi. I primi finanziatori dell’azienda includevano In-Q-Tel, braccio finanziario della Cia.
I NUMERI SORPRENDENTI DELL’ULTIMO TRIMESTRE
“Questo è un trimestre davvero anomalo, che capita una volta ogni generazione, e ci dispiace che i nostri detrattori siano rimasti delusi”, ha affermato Karp durante la call con gli azionisti dopo l’annuncio degli utili.
Al 30 giugno 2025 i ricavi del fornitore di software di intelligenza artificiale sono cresciuti del 48%, raggiungendo la soglia di un miliardo di dollari contro i 940 milioni di dollari previsti. Gli analisti non si aspettavano un fatturato di 1 miliardo di dollari dall’azienda con sede a Denver prima del quarto trimestre. I ricavi di Palantir negli Stati Uniti sono aumentati del 68% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 733 milioni di dollari, mentre i ricavi commerciali negli Stati Uniti sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente (+93%), raggiungendo i 306 milioni di dollari. Le vendite al governo Usa sono aumentate a 426 milioni, rappresentando oltre il 42% del fatturato totale del secondo trimestre.
La società software per la gestione e l’analisi di grandi quantità di dati ha registrato un utile netto di 326,7 milioni di dollari, ovvero 13 centesimi per azione, un incremento del 144%, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 134,1 milioni di dollari, ovvero 6 centesimi per azione.
“La società ha accelerato la propria crescita in maniera esponenziale e raramente vista prima, entrando nel novero delle ventuno società statunitensi più rilevanti per market cap” spiega Venanzoni in un post su X a corredo dell’articolo de Le Grand Continent. “Merito della corsa all’intelligenza artificiale, vocata anche alla sicurezza e alla difesa, su cui Karp e Thiel hanno puntato da anni” prosegue Venanzoni, aggiungendo anche “Merito della visionarietà della società e dei contratti governativi che hanno reso Palantir una estensione del governo”.
I MAXI CONTRATTI CON IL PENTAGONO
Di recente la società ha anche ampliato infatti uno dei suoi accordi con l’esercito degli Stati Uniti fino a 619 milioni di dollari fino al 2028. Lo scorso dicembre ha anche comunicato un’espansione del suo contratto con lo U.S. Special Operations Command (Ussocom) per fornire soluzioni tecnologiche a supporto delle capacità aziendali.
Come ricorda il Financial Times, Palantir si è aggiudicata anche un contratto da 30 milioni di dollari ad aprile per aiutare l’Immigration and Customs Enforcement (Ice) a sviluppare una piattaforma “ImmigrationOS” che migliorerà il monitoraggio dei migranti e delle deportazioni, mentre il presidente Trump cerca di aumentare le espulsioni.
La scorsa settimana, Palantir ha annunciato di aver firmato un accordo con il governo Usa del valore di 10 miliardi di dollari nel prossimo decennio, uno dei più grandi contratti software del Dipartimento della Difesa.
CAPITALIZZAZIONE RECORD
Per dare un’idea di questa crescita esponenziale, un’azione Palantir valeva circa 24 dollari il 6 agosto 2024. Il 6 agosto 2025, varrà più di 160 dollari, ricorda Venanzoni su Le Grand Continent.
“VENDERE ONTOLOGIA PER ANNIENTARE GLI UOMINI SENZA PETTO”
L’azienda, che supererà i 400 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, ha ora un nuovo progetto: vendere “ontologia” per annientare “gli uomini senza petto”.
Come spiega lo stesso Karp nella lettera agli azionisti, si tratta di una citazione da L’abolizione dell’uomo di C. S. Lewis – l’autore di Narnia – sugli “uomini senza petto”, cioè privi di senso morale. Secondo Venanzoni, “appare come un chiaro ed esplicito riferimento, nel libro di Karp La Repubblica Tecnologica, a un’industria tecnologica cullata da illusioni incapace di produrre una visione autentica del mondo. Perché in quella di Peter Thiel e Alex Karp, la forza deve essere usata”.
COS’È ONTOLOGY
È in questo clima che ha dato vita a prodotti Palantir come Foundry, Forward Deployed Engineers, Maven e Ontology appunto.
“Ontology è uno strumento di interfaccia progettato per garantire l’integrazione delle diverse piattaforme messe a disposizione dall’azienda, in particolare Foundry, alimentate dai dati e dalle esigenze operative di una determinata organizzazione” ricorda Andrea Venanzoni su le Grand Continent, aggiungendo che “Questa integrazione dà vita a un ibrido digitale, creato estraendo informazioni e modelli decisionali dai dati, sospeso tra la dimensione virtuale del software e la realtà empirica della gestione amministrativa”. “La novità di questa soluzione è che rappresenta una fusione senza precedenti tra virtuale e reale, tra tecnico e amministrativo. Il suo effetto principale: la notevole accelerazione del processo decisionale da parte dei dipendenti pubblici” sottolinea Venanzoni.
Ma Ontology non è solo un prodotto, quanto piuttosto una vera e propria filosofia invocata da Palantir.
“Palantir la definisce come una mappatura sistematica dei dati utilizzando concetti semantici significativi. L’obiettivo è combinare l’approccio informatico (“mappatura dei dati”) con un riferimento diretto al concetto filosofico di “significato”. L’azienda evoca quindi l’origine filosofica del termine, per poi tradurlo in termini operativi: l’ontologia servirebbe a catturare “i nomi, i verbi e gli aggettivi di un’organizzazione”” spiega su Le Grand Continent Alessandro Aresu.
L’OBIETTIVO
Secondo Aresu, “L’ontologia serve a posizionare l’azienda nella “domanda” di intelligenza artificiale (applicazioni) rispetto all'”offerta” (per ora, principalmente modelli linguistici). Il linguaggio di Karp descrive un futuro in cui le aziende operano in modi radicalmente nuovi”.
“L’obiettivo finale, come spiega il CTO dell’azienda, Shyam Sankar, è “l’azienda a guida autonoma”. In questa visione, il ruolo dei dipendenti si trasforma: guidati da Palantir, non sono più esecutori del flusso di lavoro, ma supervisori di un “esercito di agenti di intelligenza artificiale” che, a loro volta, eseguono le operazioni che costituiscono l’azienda come attore collettivo. Gli esseri umani non sono più semplicemente i guardiani dell’urgenza e del processo decisionale fondamentale, chiamati a gestire i casi più critici – o convinti a farlo. Perché? Per moltiplicare la produttività per 50. Palantir torna così, in un certo senso, all'”intelligenza aumentata” di cui parlava Thiel all’inizio della sua storia, più di vent’anni fa, con l’obiettivo di posizionare l’azienda come l’architetto visionario dell’attuale rivoluzione. Altri attori, principalmente società di consulenza, rimarranno indietro” conclude Aresu.
VERSO LO STATO ALGORITMICO
Tuttavia, per Venanzoni “ora Palantir fa il salto di qualità: con executive order del marzo 2025 Trump ha imposto il superamento del vecchio sistema di interscambio informativo e informatico delle agenzie e delle strutture pubbliche”.
Ed ecco che torniamo all’Ontology dell’azienda fondata da Thiel e Karp, “l’integrazione di tutti i dati detenuti dalle amministrazioni americane in un sistema dinamico – chiarisce l’esperto – che integra le varie piattaforme messe a disposizione da Palantir, in primis Foundry, raffinando i dati, estraendone informazioni e producendo pattern decisionali ottimizzati. Nei fatti un sistema di governo algoritmico che certamente resta human-centered ma viene da chiedersi il funzionario pubblico quanto cognitivamente riesca a discostarsi, al bisogno, dalla decisione algoritmica”.
“È letteralmente la costruzione della “repubblica tecnologica” sognata da Karp” conclude Venanzoni.