Innovazione

Nuova circolare IVASS. Passo indietro sulla dematerializzazione dei documenti?

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rc auto

L’istituto sulla vigilanza per le assicurazioni, nel tentativo di venire incontro alle esigenze degli automobilisti stabilisce che i documenti cartacei hanno ancora prevalenza sui dati contenuti nei database e su quanto stabilito dai processi automatici di accertamento. Il rischio è quello di un passo indietro nel necessario processo di dematerializzazione dei documenti

Start Magazine in collaborazione con  anorc_logo_09
di Sarah Ungaro e Francesca Cafiero – Ufficio di Presidenza ANORC

Parafrasando la celebre frase pronunciata da Neil Armstrong, con la circolare n. 0111471/16 del 1° giugno 2016 l’ IVASS (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) credendo di compiere un piccolo passo per l’automobilista, compie invece un grande passo indietro per la dematerializzazione. Si tratta, infatti, di un passo indietro rispetto a un percorso incontrovertibile e inarrestabile, la cui portata, sembra scontato ribadirlo, ha investito oramai tutti i settori dell’agire umano.

Facciamo una premessa: con il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. l, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, era stata disposta la progressiva dematerializzazione dei contrassegni assicurativi per la RCA e la loro sostituzione con sistemi elettronici o telematici, al fine di contrastare i fenomeni di contraffazione degli stessi.

Nello specifico, la dematerializzazione del contrassegno è stata attuata con la costituzione – presso il CED (centro elaborazione dati) della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – della banca dati contenente le informazioni relative alla copertura assicurativa dei veicoli, aggiornata in tempo reale dalle compagnie di assicurazione per il tramite di ANIA.

Inoltre, con la creazione del sito web  www.ilportaledellautomobilista.it era stata anche resa disponibile, per gli organi di polizia, un’applicazione per verificare le informazioni di dettaglio delle coperture assicurative, comprese quelle relative agli intestatari dei veicoli, al fine di consentire l’adozione degli eventuali provvedimenti sanzionatori.

Dal 18 ottobre 2015, quindi, è venuto meno l’obbligo di esposizione del contrassegno assicurativo e, come stabilito nella Circolare del Ministero dell’Interno del 15 ottobre u.s., dalla stessa data è inapplicabile l’art. 181 del Codice della Strada, che prevede una sanzione per l’automobilista che ometta di esporlo.

Tuttavia, lo stesso Ministero dell’Interno aveva precisato solo in un comunicato stampa (non quindi in una Circolare o in un provvedimento alla stessa equiparabile nella gerarchia delle fonti del nostro ordinamento), datato 9 ottobre 2015, che nonostante la dematerializzazione del contrassegno permaneva l’obbligo in capo all’automobilista di portare a bordo il certificato di assicurazione, pena l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’art. 180 del Codice della strada.

Dematerializzazione: la cirolare IVASS del 1 giugno

In argomento, la recente Circolare IVASS del 1° giugno 2016, richiamando le note 300/A/3477/16/106/15 del 13 maggio 2016 e 300/A/7886/15/124/9 del 16 novembre 2015, nonché la precedente circolare ministeriale n. 300/A/7094/15/12479 del 15 ottobre 2015 e il comunicato stampa del Ministero delle Infrastrutture risalente al 12 ottobre 2015, sancisce che ai fini dell’accertamento della copertura, l’attestazione cartacea rilasciata dall’impresa assicurativa dell’avvenuta stipula o del pagamento “prevale in ogni caso rispetto a quanto accertato o contestato a seguito di consultazione della banca dati […] al fine di addivenire a comportamenti omogenei da parte delle Autorità pubbliche e per evitare inutili contenziosi con gli automobilisti”.

Per ovviare dunque al problema dei numerosi sequestri di veicoli causati da ritardi e disfunzioni nell’alimentazione dell’apposito portale istituito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – attraverso il quale dovrebbe ormai svolgersi in maniera (quasi) del tutto automatizzata il processo di accertamento – l’ IVASS ha richiamato tale – fantomatico – “generale principio di prevalenza delle risultanze cartacee rispetto a quelle della banca dati”.
A ben guardare, infatti, l’assunto dell’ IVASS – formulato sulla scorta del comunicato stampa del Ministero dei Trasporti – appare incomprensibile per un duplice motivo: innanzitutto l’inesistenza di tale principio di prevalenza del contenuto dei documenti cartacei in quanto è noto che tutte le norme – dal CAD al nuovo Regolamento europeo eIDAS (910/2014) – ci dicono il contrario (peraltro, nel caso specifico, tali documenti cartacei non sono altro che una fotocopia oppure la mera stampa di un documento originale informatico, con le relative conseguenze in termini di limitato valore probatorio sancite dall’art. 2719 cc e dall’art. 23 del CAD).

Per altro verso, occorre considerare che sia le risultanze presenti nella banca dati, sia i dati “stampati” sul supporto cartaceo provengono comunque dalla stessa impresa assicurativa che li comunica, anzi, la banca dati – al contrario della stampa cartacea – è almeno tenuta dal Ministero dei Trasporti, quindi sono senz’altro da considerarsi maggiormente attendibili i dati ivi contenuti rispetto a una semplice stampa!

Questa politica, quindi, anziché tendere al potenziamento e all’implementazione del portale, per contrastarne le evidenti criticità, giustifica queste ultime suggerendo di aggirarle e compiendo sostanzialmente un passo indietro nella gestione della fase di controllo.

Dal lato dell’automobilista questa misura potrà risultare addirittura rassicurante, sotto certi aspetti, laddove si scongiura il rischio che l’«ignoto» proveniente dal portale possa compromettere la certezza di un’attestazione fissata sull’imperitura carta. Dall’altro lato, questa tendenza rappresenta invece una controproducente inversione di rotta rispetto la dematerializzazione, verso la realizzazione di un mondo “ibrido” non sufficientemente automatizzato per essere digitale e non più così tanto cartaceo per poter essere nostalgicamente definito analogico.

Gli strumenti di fatto ci sono, sono stati predisposti, ma manca tuttavia una convinta reingegnerizzazione dei processi che ne sono presupposto e oggetto. In conclusione, rievocando la figura del cosmonauta americano, è ancora probabilmente lontano il giorno in cui i certificati assicurativi riguarderanno le astronavi, anziché le automobili, tuttavia sembra ancora più lontano il giorno in cui i controlli da ibridi si tramuteranno in automatici e il digitale potrà dirsi prevalente rispetto al cartaceo.

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