Innovazione

Nasce SPID, il sistema pubblico per l’identità digitale

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Con lo SPID ogni cittadino avrà un PIN unico per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Ma il servizio è gratuito solo per due anni?

Al via lo Spid. A partire da oggi, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e il direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), Antonio Samaritani, presentano lo SPID, il nuovo sistema pubblico per l’identità digitale. Cosa significa? Che ogni cittadino avrà un PIN unico per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

Come ottenere la nuova identità digitale SPID?

Si potrà richiedere le proprie credenziali di accesso rivolgendosi a InfoCert, Poste Italiane e Tim (attraverso la società Trust Technologies del gruppo Telecom Italia). Sono solo questi i primi tre soggetti ai quali aziende e privati potranno rivolgersi per richiedere la nuova identità digitale SPID. Su Infocert è possibile trovare un modulo da compilare per prenotarsi, mentre Poste è già pronta ad accontentare gli utenti con con il suo PosteID (il servizio è stato già adottato dall’azienda per ). Sul sito di TIM Trust Technologies, si legge che ‘TIMid sarà disponibile a breve su Nuvola Store oppure sul nostro Store online. Dopo aver verificato la tua identità, ti invieremo le tue credenziali SPID e da quel momento potrai usarle per entrare nei siti che aderiscono a SPID’.

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Le tre aziende renderanno disponibili le prime identità digitali a partire dal 15 marzo. Inizialmente, sarà possibile accedere ad un piccolo gruppo di amministrazioni centrali e periferiche che hanno partecipato alla fase sperimentale (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail e Agenzia per l’Italia Digitale; le regioni Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche; Comune di Firenze). In tutto saranno offerti 300 servizi, in gran parte già disponibili.

Obiettivo del Governo è quello di dare il PIN unico a dieci milioni di cittadini e imprese entro il 2017. Su questo tanto atteso passo in avanti nella digitalizzazione del Paese, però, ci sono delle ombre: se è vero che l’Agenzia per l’Italia digitale ha sempre garantito che per lo SPID non si pagherà nulla, è vero anche che sui siti di Infocert e TIM Trust Technologies si precisa che il servizio ‘è gratuito per i primi 2 anni’. 

Su questo punto Agid è sempre stata chiara, fin dal lancio del progetto pilota di Spid nel 2014: se alcuni avevano ipotizzato un costo in linea con quello apparso oggi sui siti di Poste, Infocert e Tim (2 euro l’anno), da subito Agid ha escluso questa possibilità.

Una posizione a più riprese contestata, però. Spid infatti è molto più di un semplice pin, è un sistema molto completo di servizi che ha un costo non indifferente, costo al quale secondo alcuni i cittadini dovrebbero partecipare.

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