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Perché la Corea del sud stanga Google su Android

Google Corea

L’Antitrust della Corea del sud ha multato Google per 177 milioni di dollari per imporre ai produttori di smartphone e tablet l’utilizzo di precise versioni di Android, nonostante sia open source. Tutti i dettagli

 

L’Autorità antitrust della Corea del sud (FTC) ha multato Google con una multa da 177 milioni di dollari per aver imposto a Samsung (che è sudcoreana) e ad altri produttori di dispositivi “smart” di utilizzare esclusivamente le versioni autorizzate del sistema operativo Android.

L’ACCUSA DELL’ANTITRUST SUDCOREANO

Android è un sistema operativo per dispositivi mobili, come smartphone e tablet, distribuito con una licenza libera nella quale tuttavia non sono presenti alcuni software proprietari di Google come Google Play.

La FTC afferma che Google ha impedito ai produttori di dispositivi elettronici di utilizzare le versioni fork di Android, spiega il Nikkei Asia: ovvero quei software creati a partire dal codice sorgente di un altro già esistente (Android, in questo caso).

Secondo l’accusa della FTC, Google ha costretto Samsung, Amazon, Acer e altre aziende del settore a firmare degli accordi sul divieto di utilizzare o sviluppare versioni fork di Android. L’autorità ha definito la pratica come “illegale” e l’ha sanzionata.

IL VALORE DELLA MULTA

Rispetto all’utile netto (40 miliardi) riportato nel 2020 da Alphabet, la società controllante di Google, l’importo della multa (177 milioni) è molto piccolo. Ma secondo la FTC si tratta comunque di una mossa significativa.

Il presidente dell’autorità, Joh Sung-wook, ha detto che la multa “crea uno slancio per riprendere in futuro la pressione sulla concorrenza nei mercati dei sistemi operativi mobili e delle app”.

“Nello specifico”, ha aggiunto, “è significativo che abbiamo stabilito una base per i dispositivi e i servizi innovativi, nel mentre i dispositivi intelligenti stanno espandendo il loro territorio agli orologi intelligenti, le automobili e i robot”.

La multa è comunque la terza più grande imposta in Corea del sud una multinazionale, dopo quelle a Qualcomm – azienda di telecomunicazioni statunitense – nel 2009 (224,5 miliardi di won) e nel 2016 (1000 miliardi di won) per abuso di posizione dominante.

COSA FA LA COREA DEL SUD CONTRO LE BIG TECH

La multa a Google arriva due settimane dopo l’approvazione, nel paese, di una legge che vieta alle aziende del mercato degli app store di imporre certi metodi di transazioni ai fornitori di contenuti. Nello specifico, la legge colpisce Apple e la stessa Google, che impongono tasse del 30 per cento su ogni transazione all’interno degli store.

A fine agosto l’autorità sudcoreana che si occupa della tutela dei dati personali ha comminato una multa di 4,8 milioni di euro a Facebook e Netflix per violazioni della privacy. Google, in questo caso, ha ricevuto solo un avvertimento.

LA QUOTA DI MERCATO DI GOOGLE

La FTC sostiene che, grazie al divieto di utilizzo di versioni fork di Android, Google agisca come una sorta di autorità di regolazione, obbligando le aziende produttrici a dover sottostare alla sua approvazione prima di poter immettere sul mercato i propri dispositivi. Google arrivava a bloccare l’uscita dei prodotti che non utilizzavano le versioni certificate del sistema operativo: è successo ad esempio a Samsung, che nel 2013 aveva lanciato uno smartwatch che utilizzava inizialmente una versione personalizzata di Android, poi sostituita con un altro sistema operativo dopo la reazione di Google.

Grazie a questa pratica, spiega la FTC, la quota di mercato di Google nel mercato globale (Cina esclusa) dei sistemi operativi per dispositivi mobili è arrivata al 97,7 per cento nel 2019; nel 2010 era del 38 per cento appena. La stima però non include il sistema operativo iOS di Apple, che non è open source e che non viene ceduto in licenza a terze parti.

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