Microsoft non ha più l’esclusività nella vendita dei modelli di intelligenza artificiale di OpenAi, che ora potrà stringere accordi con altre grandi compagnie tecnologiche, rivali della Big Tech guidata da Satya Nadella.
COSA CAMBIERÀ PER OPENAI
La rinegoziazione del patto con Microsoft dovrebbe permettere a OpenAi di assicurarsi una maggiore capacità di calcolo, oltre ad aiutarla nella competizione con Anthropic, che negli ultimi giorni ha ricevuto corposi investimenti da Google (10 miliardi di dollari, che potrebbero diventare 40) e da Amazon (5 miliardi, che potrebbero diventare 25).
Sia OpenAi che Anthropic stanno peraltro lavorando all’offerta pubblica iniziale: la creatrice di ChatGpt potrebbe raggiungere una valutazione di 1200 miliardi, mentre la sviluppatrice di Claude potrebbe arrivare a 800 miliardi.
COSA CAMBIERÀ PER MICROSOFT
I nuovi termini potrebbero rivelarsi positivi anche per Microsoft, che di OpenAi è attualmente la maggiore finanziatrice, avendovi investito 13 miliardi dal 2019. La Big Tech, infatti, rimarrà la partner principale di OpenAi nel cloud computing, ne avrà in licenza le proprietà intellettuali fino al 2032 e riceverà una quota del 20 per cento dei suoi ricavi fino al 2030 entro un limite massimo che non è stato rivelato. Ad oggi, comunque, OpenAi è in perdita.
L’accordo, poi, elimina una clausola che avrebbe consentito a OpenAi di interrompere i pagamenti a Microsoft al raggiungimento della cosiddetta “intelligenza artificiale generale“, vale a dire l’evoluzione della tecnologia attuale che promette di riuscire a superare l’umano medio nelle attività cognitive.
TRA AZURE, AMAZON WEB SERVICES E GOOGLE CLOUD
In un documento interno visionato due settimane fa da Cnbc, OpenAi sosteneva che la partnership con Microsoft ne stesse limitando le capacità di raggiungere nuovi clienti, in particolare le imprese che utilizzano le piattaforme di cloud computing di Amazon Google e che non potevano integrarvi pienamente i prodotti di OpenAi a causa della sua relazione esclusiva con Microsoft. Adesso che questa esclusività è stata rimossa, diverse imprese potrebbero passare ai servizi di OpenAi al posto di quelli di Anthropic.
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Azure, la piattaforma di cloud computing di Microsoft, però, non è stata messa da parte: OpenAi continuerà a utilizzarne i servizi per un valore di almeno 250 miliardi di dollari al 2032, e Microsoft manterrà la possibilità di offrirvi in anteprima le tecnologie di OpenAi. La Big Tech, inoltre, non dovrà più versare una quota delle proprie entrate a OpenAi per l’offerta dei suoi modelli su Azure.
UN VANTAGGIO ANCHE PER MICROSOFT?
La rimozione dell’esclusività significa anche, per Microsoft, che non dovrà più occuparsi della costruzione di tutti i centri dati – infrastrutture costose perché richiedono tanti processori avanzati e tanta energia – necessari al progresso tecnologico di OpenAi. Le risorse liberate potranno venire investite nello sviluppo di modelli linguistici proprietari: la società vi sta lavorando anche in un’ottica di riduzione della dipendenza da OpenAi.







