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Non solo Meta: licenziare e cercare elettricisti

E' in corso una sorta di “blue collar washing”, in cui le aziende mentre si arricchiscono dicono sempre più ai cittadini, disorientati dalla velocità delle trasformazioni in corso, che il loro destino è fare gli elettricisti e gli idraulici. Il caso Meta e non solo. L'approfondimento di Aresu

La strategia di Meta sull’intelligenza artificiale può essere sintetizzata così: licenziare e cercare elettricisti. Si tratta forse di una formula riduttiva. Del resto, oltre agli elettricisti la ricerca coinvolge anche gli idraulici.

Non sono battute. È la presa d’atto di un paradosso legato alla dimensione materiale della tecnologia: siccome l’intelligenza artificiale è anzitutto un insieme di data center, questa struttura funge da traino per opportunità impreviste, ma allo stesso tempo mette in luce le competenze assenti e le “razionalizzazioni” interessate che coinvolgono alcune aziende. Cavi in fibra ottica, cemento armato, impianti di raffreddamento, strutture di accumulo dell’energia, mani umane sono tutti elementi indispensabili, all’interno di questa filiera, come abbiamo appreso negli ultimi anni e come continueremo ad apprendere, in attesa del prossimo chokepoint e del prossimo materiale di cui c’è carenza.

In che contesto avviene tutto ciò? Nel contesto in cui, pochi giorni fa, Meta ha comunicato l’intenzione di tagliare il 10% della propria forza lavoro, licenziando circa 8.000 dipendenti e congelando le assunzioni per migliaia di altre posizioni aperte. Nella logica di Zuckerberg, bisogna continuare a spendere decine di miliardi nella corsa all’intelligenza artificiale e sfruttare un contesto in cui i dipendenti sono divenuti più produttivi. Così Meta può presentarsi al mercato come azienda sempre più“snella”: licenziando.

L’altra faccia della medaglia è, invece, una comunicazione pubblica sempre più incentrata sulla bellezza del lavoro tecnico. La stessa azienda che si impegna a licenziare lancia, pertanto, un forte allarme sulla carenza di manodopera specializzata per la costruzione delle infrastrutture fisiche necessarie a sostenere i modelli di intelligenza artificiale. Dina Powell McCormick, giunta alla presidenza di Meta per rispondere all’allineamento con Trump (di cui è stata Deputy National Security Advisor durante la prima amministrazione), ha dichiarato durante un vertice a Washington che gli Stati Uniti avranno bisogno di una forza lavoro completamente nuova. Cosa sarebbe questa “novità”? Risposta: saranno necessari più elettricisti, gli “eroi” che attualmente non esistono ma saranno chiamati volenti o nolenti a costruire l’infrastruttura fondamentale che permetterà all’America di “vincere”.

Non a caso, Meta ha lanciato in questi giorni una grande iniziativa pluriennale volta a formare rapidamente e gratuitamente migliaia di americani, trasformandoli in tecnici della fibra ottica altamente qualificati e ben retribuiti. Il programma ha una durata intensiva di quattro settimane, comprende lezioni teoriche in aula, laboratori pratici e attività in team.

Anche Larry Fink di BlackRock, leader globale della gestione del risparmio, ha affermato nei suoi ultimi interventi che il boom dell’intelligenza artificiale creerà una marea di posti di lavoro legati a mestieri essenziali come elettricisti, saldatori e idraulici, tagliando parte dei lavori da ufficio. Le economie, secondo Fink, devono quindi cambiare rapidamente la percezione pubblica dei mestieri tecnici. Anche in questo caso, BlackRock ha lanciato un programma, “BlackRock Future Builders Initiative”, per rafforzare con 100 milioni di dollari di investimenti la forza lavoro che supporta fisicamente l’espansione delle infrastrutture negli Stati Uniti, inclusi i sempre più numerosi data center, attraverso progetti di apprendistato e di inserimento professionale.

Questi eventi da un lato confermano quanto la dimensione materiale della tecnologia sia essenziale per comprendere il ciclo dell’intelligenza artificiale. Dall’altro lato, ci fanno capire che è ormai in corso una sorta di “blue collar washing”, in cui le aziende mentre si arricchiscono dicono sempre più ai cittadini, disorientati dalla velocità delle trasformazioni in corso, che il loro destino è fare gli elettricisti e gli idraulici.

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