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Meta sta violando la legge europea sui mercati digitali?

Secondo la Commissione europea, Meta non rispetta il Digital Markets Act: le sue regole sul tracciamento dei dati personali non offrono delle opzioni complete agli utenti di Facebook o Instagram. La società di Zuckerberg rischia una multa fino al 10% del fatturato globale.

La Commissione europea ha informato oggi Meta Platforms, la società guidata da Mark Zuckerberg che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, che il suo nuovo modello per la gestione dei dati personali potrebbe violare il Digital Markets Act, cioè la legge per la promozione della concorrenza sui mercati digitali dell’Unione europea.

COSA PREVEDE IL DIGITAL MARKETS ACT EUROPEO

Secondo la Commissione, questo modello – noto come pay or consent, “paga o acconsenti” – non fornisce agli utenti “una versione meno personalizzata ma equivalente dei social network” di Meta.

L’articolo 5 del Digital Markets Act impone infatti ai cosiddetti gatekeeper – cioè alle grandi società tecnologiche che controllano l’accesso ai mercati digitali, come anche Alphabet e Apple – di chiedere il consenso degli utenti per combinare i loro dati personali tra i servizi offerti dalla loro piattaforma principale e gli altri servizi; se un utente si rifiuta di fornire il consenso, deve avere accesso a delle alternative meno personalizzate ma equivalenti dei servizi in questione. I gatekeeper, inoltre, non possono subordinare l’uso dei loro servizi o di alcune funzionalità al consenso degli utenti.

IL MODELLO PAY OR CONSENT DI META

Lo scorso novembre Meta, in risposta al nuovo quadro regolatorio dell’Unione europea, ha adottato un modello pay or consent che mette gli utenti europei di Facebook e Instagram davanti a una scelta: pagare un abbonamento mensile per non vedere pubblicità sui social network della holding, oppure accedere a una versione gratuita di questi servizi contenente delle inserzioni personalizzate sulla base dei loro dati.

Secondo le conclusioni preliminari della Commissione, il modello pay or consent non rispetta il Digital Markets Act perché non offre agli utenti la possibilità di cedere a Meta una quantità inferiore di dati e usufruire di un servizio equivalente a quello basato sulla pubblicità. In sostanza, al momento gli utenti di Meta o accettano di pagare per evitare il tracciamento dei loro dati, oppure devono acconsentire a un tracciamento totale: non esiste una via di mezzo, semplificando.

COSA SUCCEDE ORA

L’indagine della Commissione si concluderà formalmente entro dodici mesi dalla sua apertura, il 25 marzo scorso. Se le conclusioni preliminari dovessero diventare definitive, Bruxelles potrebbe imporre a Meta una sanzione fino al 10 per cento del suo fatturato globale; la pena può aumentare fino al 20 per cento in caso di violazioni ripetute.

LA SANZIONE DELL’ANTITRUST ITALIANO A META

A inizio giugno l’Agcm, l’autorità italiana a garanzia della concorrenza, ha emesso una sanzione di 3,5 milioni di euro a Meta per pratiche commerciali ingannevoli sulla creazione e la gestione degli account su Facebook e su Instagram.

In breve, la società non avrebbe informato adeguatamente gli utenti di Instagram che i loro dati sarebbero stati utilizzati per scopi commerciali e non avrebbe fornito informazioni sulla possibilità di contestare la sospensione degli account su Facebook e su Instagram.

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