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Cosa vuole fare la Nasa con l’ossigeno dalla CO2 su Marte

Moxie

L’esperimento Moxie ha avuto successo: la Nasa è riuscita a ottenere ossigeno dall’atmosfera di Marte. Potrebbe essere il primo passo verso una missione umana sul pianeta. E Musk osserva…

Dopo una serie di test, la NASA è riuscita a ottenere ossigeno dall’atmosfera di Marte, composta al 96 per cento da anidride carbonica. L’esperimento si chiama MOXIE (Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment) e rientra nella missione di Perseverance, il rover atterrato su Marte nel febbraio 2021.

QUANTO UN PICCOLO ALBERO SULLA TERRA

Le sperimentazioni per la produzione di idrogeno, sette in tutto, sono iniziate ad aprile 2021 e si sono svolte in differenti condizioni atmosferiche (nel ciclo giorno-notte) e nelle diverse stagioni del pianeta (che durano di più di quelle terrestri perché Marte impiega più tempo per orbitare attorno al Sole).

In ognuno di questi test, MOXIE è riuscito a produrre i sei grammi di ossigeno all’ora previsti: è una quantità paragonabile a quella prodotta da un piccolo albero sulla Terra.

IL PRIMO UTILIZZO DELLE RISORSE EXTRA-TERRESTRI

Jeffrey Hoffman, ex-astronauta, professore all’Istituto di tecnologia del Massachusetts e tra i responsabili del programma MOXIE, ha detto che si tratta della “prima dimostrazione di come sia possibile utilizzare le risorse presenti sulla superficie di un altro corpo planetario e trasformarle chimicamente in qualcosa di utile per una missione umana”. “In questo senso, è un evento storico”, ha aggiunto.

La NASA fa rientrare quanto fatto da MOXIE nella definizione di “Utilizzo delle risorse in-situ” o ISRU: è uno degli aspetti principali della missione lunare Artemis (che punta infatti a installare una presenza di lungo termine sul satellite), oltre che dell’esplorazione dello spazio profondo. “Più lontano si spingono gli umani nello spazio profondo”, spiega a questo proposito l’agenzia, “più sarà importante generare prodotti con i materiali locali”, in mancanza di altro.

CHE COS’È MOXIE

MOXIE è una scatoletta di forma rettangolare – dalle dimensioni di un tostapane, scrive CNN -, sufficientemente piccolo per poter venire trasportato dal rover Perseverance. È progettato per funzionare per periodi limitati di tempo, accendendosi e spegnendosi a ogni giro, allineandosi alla tabella di esplorazione di Perseverance.

LE POSSIBILITÀ FUTURE

Un MOXIE di grandi dimensioni potrebbe essere provvisto di più unità perennemente attive. E potrebbe venire inviato su Marte prima di una missione umana per produrre ossigeno su larga scala, quanto un centinaio di alberi. Producendo e stoccando ossigeno in quantità sufficienti, gli astronauti giunti su Marte potrebbero poi utilizzarlo sia per respirare che per ottenere combustibile per il razzo che li riporterà sulla Terra.

I PIANI DI ELON MUSK

Elon Musk, fondatore della società aerospaziale SpaceX e sostenitore della necessità di una colonizzazione umana di Marte, aveva scritto mesi fa su Twitter che SpaceX stava “iniziando un programma per togliere la CO2 dall’atmosfera e trasformarla in carburante per razzi”, definendolo un passo “importante per Marte”.

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