Innovazione

Leonardo, tutte le novità in arrivo per la divisione Aerostrutture

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leonardo aerostrutture

C’è un programma in cantiere in Europa per portare delle capacità di sviluppo per produrre in modo innovativo le ali degli aerei. Fatti, ipotesi e scenari dopo le parole dell’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo

 

“C’è un programma di cui adesso non voglio parlare, perché auspicabilmente verrà definito nelle prossime settimane: noi potremo, nei nostri stabilimenti del Sud, se questo programma viene approvato dal sistema della Difesa europeo, per portare delle capacità di sviluppo per fare in modo innovativo delle ali”.

Lo ha preannunciato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, con un accenno nel corso del suo intervento all’EY Capri Digital Summit la scorsa settimana.

È una opportunità, dice, che si baserà su “un mix molto complicato complicato di tecnologia e capacità”.

Profumo ne ha parlato ragionando sul “settore delle aerostrutture, che è il settore più impattato dalla crisi Covid. Facciamo pezzi di aerei commerciali e quanto meno si viaggia tanti aerei in meno si vendono”. Un settore, quindi, che “deve proprio reinventarsi completamente”.

La divisione Aerostrutture dell’ex Finmeccanica risente infatti della flessione dei rate produttivi dei programmi Boeing 787 e Atr. Anche se lo stesso Profumo ha sottolineato di recente che la divisione aerostrutture “pesa meno del 10% del totale del nostro fatturato”.

Quale potrebbe essere dunque questo nuovo programma per fare in modo innovativo delle ali? Ecco un’idea.

L’ALA INNOVATIVA MESSA A PUNTO DA MIT E NASA

L’anno scorso i ricercatori del Mit (Istituto di tecnologia del Massachusetts) hanno comunicato lo sviluppo di un nuovo tipo di ala in collaborazione con la Nasa. Si tratta di un’ala di aeroplano che può cambiare forma e aumentare l’efficienza del volo, della produzione e della manutenzione degli aerei.

L’ala progettata dai ricercatori del Mit e della Nasa sarebbe più aerodinamica di quella convenzionale, in grado di muoversi nella sua interezza. L’ala è composta da centinaia di piccoli pezzi identici che contengono componenti rigidi e flessibili che la rendono più leggera ed efficiente delle tradizionali ali di aeroplano. Poiché l’ala potrebbe adattarsi alle caratteristiche particolari di ogni fase del volo (decollo, atterraggio, crociera, ecc.), potrebbe funzionare meglio delle ali tradizionali.

Le parti dell’ala sono disposte in una struttura reticolare: l’intera struttura presenta numerose parti vuote, che danno vita a un super-materiale elastico, leggero ed estremamente resistente.

A CHE PUNTO È IL PROGETTO

Come sottolineava Focus l’anno scorso, “i ricercatori del Mit che hanno realizzato il prototipo si sono occupati anche di una sua possibile industrializzazione. Hanno messo a punto un processo produttivo basato su stampa 3D grazie al quale è possibile realizzare le migliaia di componenti necessarie alla costruzione dell’ala a costi decisamente competitivi”.

“Ma prima di vederla su aerei commerciali passerà ancora diverso tempo”, precisava Focus. “Le prime applicazioni di questa nuova tecnologia saranno probabilmente nell’industria aerospaziale.”

COSA HA DETTO L’AD DI LEONARDO

Che sia questo il programma che si andrà a definire nelle prossime settimane preannunciato dal numero uno dell’ex Finmeccanica?

Profumo ne ha parlato ragionando sul “settore delle aerostrutture, che è il settore più impattato dalla crisi Covid. Un settore che deve proprio reinventarsi completamente”.

“E noi — ha detto ancora Profumo — possiamo reinventarci solo pensando al futuro, pensando a delle innovazioni, ad esempio su come utilizzare di più il composito, o con nuove caratteristiche; o pensare a come utilizzare le nostre capacità in altri settori di sbocco. O pensare a come fare in modo diverso quello che già oggi facciamo”.

LA SITUAZIONE DELLO STABILIMENTO DI GROTTAGLIE

Una soluzione quest’ultima auspicata da sindacati e dipendenti degli stabilimenti di aerostrutture Leonardo al Sud, soprattutto Grottaglie e Pomigliano.

Le mutate condizioni di mercato preoccupano infatti lo stabilimento di Leonardo di Grottaglie (Taranto), dove si costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787.

Attualmente il sito di Grottaglie, dove lavorano 1.300 dipendenti diretti sta tenendo un passo di produzione di dieci coppie di fusoliera (la centrale e la posteriore centrale) al mese. Nel 2019 sono state anche prodotte 14 coppie.

Nonostante le rassicurazioni del viceministro Buffagni dopo l’incontro con la dirigenza Leonardo un mese fa, resta l’agitazione tra gli addetti ai lavori nello stabilimento per la decelerazione delle commesse di Boeing.

A settembre ci sono state infatti ben tre fermate alla produzione in tre venerdì del mese. La sospensione rientra in un piano aziendale che ha già portato lo stabilimento pugliese a fermarsi, con una chiusura collettiva e le ferie di tutto il personale, dal 6 agosto sino a fine mese.

Dipendenti e sindacati erano dunque in attesa del programma produttivo di Boeing per il 2021.

“Il nuovo programma produttivo di Boeing, che nel sito Leonardo di Grottaglie già circola su tutti i pc anche se l’azienda non lo ha ancora formalmente condiviso con i sindacati, prevede che dalle attuali 10 coppie di sezione di fusoliera del 787 si scenda a 6 a metà 2021, in che mese non è però specificato, per restare così per due anni, sino a metà 2023”.

Lo ha riferito il 6 ottobre all’Agi Davide Sperti della Uilm dopo la richiesta di incontro che lo stesso sindacato dei metalmeccanici ha inviato ai ministri Stefano Patuanelli (Mise) e Nunzia Catalfo (Lavoro), nonché all’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

AVVIATO PERCORSO DI CONFLITTUALITÀ INTERNA ED ESTERNA

Nel frattempo, lunedì 12 ottobre la Rsu Uilm di Grottaglie ha dichiarato “l’avvio di un percorso di conflittualità interna ed esterna al sito che partirà da lunedì 19/10 p.v. attraverso il blocco dell’autocontrollo delle attività produttive all’interno dello stabilimento di Grottaglie”.
“Per quanto concerne le modalità di coinvolgimento esterno, —prosegue la Rsu Uilm —  a valle della richiesta Uilm di incontro inviata alle istituzioni di ogni livello già in data 05/10, solleciteremo nuovamente il presidente della Regione Puglia rieletto, prima di decidere di autoconvocarci davanti alle sede regionale di Bari.”

“La dichiarazione di sospensione dell’autocontrollo — conclude la Rsu Uilm di grottaglie — sarà revocata a seguito della convocazione di un incontro sindacale, alla presenza delle Segreterie territoriali ed RSU, nel quale dovranno esserci le risposte concrete sulle modalità di gestione della situazione contingente e futura”.

Comunicato sindacaleLa scrivente, consapevole di quanto il tempo non possa essere una variabile indipendente data la…

Gepostet von Uilm Leonardo Grottaglie am Montag, 12. Oktober 2020

E QUELLA DELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO

A causa dell’aggiornamento delle richieste dei clienti (Boeing-Airbus-consorzio ATR), Leonardo ha annunciato un taglio al budget importante anche sul carico di lavoro sia a Pomigliano (dove si lavora soprattutto sul 767 e sull’Atr) che a Nola.

Come ha riportato a inizio agosto Igv, “l’azienda ha prospettato un piano, per far fronte in questo secondo semestre del 2020, che prevederebbe l’azzeramento degli straordinari, la drastica riduzione delle trasferte lunghe, forti tagli e riduzione delle commesse in sub appalto delle ditte esterne, il blocco di nuove assunzioni, chiusure collettive modulate per stabilimento (21gg per gli stabilimenti di Pomigliano e Nola).

“Leonardo non può avviare una trattativa semplicemente sugli ammortizzatori sociali”. Ha dichiarato il 12 ottobre Rocco Palombella, segretario generale Uilm, al termine dell’incontro a Napoli con i delegati e attivisti Uilm del sito di Leonardo Pomigliano.

Per il rappresentante Uilm l’ex Finmeccanica “deve discutere realmente di progetti futuri che possono essere complementari rispetto alle produzioni attuali, con la piena salvaguardia occupazionale. La divisione delle aerostrutture, quella maggiormente in difficoltà, si snoda principalmente in tre stabilimenti che si trovano nel Sud Italia, come Pomigliano, Grottaglie e Foggia. Serve l’intervento del Governo per garantire il futuro occupazionale e produttivo nel Mezzogiorno, oltre al rispetto degli impegni di Leonardo”.

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