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Leonardo, Telesat con Thales Alenia Space farà concorrenza a SpaceX e Amazon Kuiper?

Thales Alenia Space

Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) ha siglato un accordo con l’operatore satellitare Telesat per divenire primo contraente nella costruzione della costellazione Lightspeed in orbita terrestre bassa

 

Non solo la costellazione Starlink di SpaceX. L’orbita terrestre bassa diventerà ancora più affollata con i satelliti per la banda larga costruiti da Thales Alenia Space per Telesat.

Thales Alenia Space, la joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) ha firmato infatti un accordo con l’operatore satellitare Telesat per la realizzazione della costellazione Lightspeed, composta da ben 298 satelliti. Il valore della commessa è di 3 miliardi di euro.

La rete fornirà una connessione di più terabit al secondo in tutto il mondo per servizi professionali a banda larga sicuri, efficienti e a bassa latenza.

Telesat ha annunciato che la sua costellazione inizierà a offrire servizi nel 2023.

Tutti i dettagli.

L’ACCORDO TRA TELESAT E THALES ALENIA SPACE

Il produttore di satelliti franco-italiano si è aggiudicato un mega contratto per la fornitura di una flotta iniziale di 298 satelliti (700 kg) per la costellazione Lightspeed situata in orbita bassa terrestre (Leo) e lanciata da Telesat.

Telesat si affiderà a Thales Alenia Space non solo per sviluppare il segmento spazio e di missione, ma anche per le performance del sistema end-to-end e le associate specifiche tecniche.

IL VALORE DEL CONTRATTO

L’accordo da 3 miliardi di dollari è per la produzione di 298 satelliti, software di gestione della rete e per l’integrazione dei satelliti con gateway da distribuire in tutto il mondo. L’intero investimento previsto per Lightspeed è di 5 miliardi di dollari.

LA COSTELLAZIONE LIGHTSPEED

Il segmento spaziale di Lightspeed consisterà inizialmente di 298 satelliti, di classe 700-750 Kg. La rete fornirà una connessione in tutto il mondo di servizi professionali sicuri, efficienti e ad alte prestazioni.

I primi, saranno pronti per essere messi in orbita nei prossimi due anni. Come scrive il Sole 24 Ore “da quel momento, per mettere in orbita l’intera infrastruttura serviranno altri 12 mesi. Lightspeed fornirà i primi servizi a partire dalla seconda metà del 2023, per poi andare a regime nel 2024. Per rispettare le tempistiche fissate dal contratto Thales Alenia Space produrrà un satellite al giorno”.

Come spiega la nota di Tas, l’interconnessione dei laser ottici tra satelliti fornirà una rete di copertura globale, anche al di sopra degli oceani e dei poli, con un alto livello di sicurezza per servizi end-to-end. Il sistema permetterà di ottimizzare il segmento di terra riducendo il numero di passaggi e garantendo maggiore libertà nel posizionamento dei punti di accesso del sistema.

THALES ALENIA SPACE HA BATTUTO IL RIVALE AIRBUS DEFENCE E SPACE

Con GlobalStar 2, O3B e Iridium NEXT, Thales Alenia Space ha già sviluppato tutte le costellazioni per telecomunicazioni a orbita terrestre bassa e media, oggi pienamente operative.

Il ceo di Telesat ha dichiarato a SpaceNews che Thales Alenia Space è stata selezionata per il suo progetto satellitare ma anche per i suoi servizi di ingegneria e di terra.

La selezione del produttore franco-italiano conclude una valutazione lunga un anno. Come racconta SpaceNews, Thales Alenia Space nel 2018 ha collaborato con Maxar Technologies nel tentativo di affrontare Airbus Defence and Space. In seguito Thales Alenia e Maxar si sono separati e la gara per la costellazione di Telesat è diventata una competizione a tre.

LA CONCORRENZA CON STARLINK E AMAZON KUIPER

I satelliti di Telesat creeranno un “nuovo programma rivoluzionario di costellazioni che supererà tutti i programmi esistenti e finora concepiti”, ha dichiarato Hervé Derrey, presidente e Ceo di Tas.

Telesat si sta muovendo nel nuovo settore competitivo delle reti Leo con l’obiettivo di servire i cosiddetti clienti aziendali. Ovvero operatori mobili, governi, aerei e compagnie di navigazione.

“Questo non è un player a banda larga per i consumatori”, ha precisato il ceo di Telesat.

Come specifica Reuters infatti, la maggior parte dei concorrenti Leo — che include SpaceX di Elon Musk, e la sua costellazione Starlink, e la Blue Origin di Jeff Bezos con il Progetto Kuiper — è focalizzata sul mercato dei privati.

ORBITA BASSA AFFOLLATA

Come spiega La Tribune, con solo 188 satelliti in orbita, Telesat sarà già in grado di avere una copertura globale completa ma l’obiettivo iniziale è raggiungere l’orbita di 298 satelliti.

“Potremmo continuare ad aggiungere satelliti per soddisfare le esigenze del mercato. Inizieremo con la costellazione iniziale di quasi 300 satelliti e, se necessario, potremo aggiungere altri satelliti per portare più capacità sul mercato”, ha precisato il ceo di Telesat Dan Goldberg. Telesat ha richiesto  infatti l’autorizzazione alla US Communications Regulatory Authority (Fcc) per il lancio di 1.300 satelliti aggiuntivi.

A questo proposito, SpaceX conta di raggiungere le 1.500 unità in questa prima fase di messa in orbita e ha già ricevuto l’autorizzazione per il lancio di almeno 12.000 satelliti. Lo scorso agosto anche il progetto Amazon Kuiper ha ottenuto il via libera dalla Fcc per la messa in orbita di 3.236 satelliti entro il 2026.

MA IL LANCIO DI LIGHTSPEED DIPENDE DA BLUE ORIGIN

Come dicevamo, Telesat intende lanciare l’intera costellazione tra il 2023 e il 2025.

Nel 2019 Telesat ha firmato un accordo con Blue Origin di Jeff Bezos per i servizi di lancio del razzo New Glenn,

A questo proposito ricordiamo che il lanciatore pesante New Glenn a cui sta lavorando Blue Origin non è ancora operativo. Il lancio inaugurale del razzo è previsto infatti per il prossimo anno, ma Goldberg è fiducioso che “sarà pronto” quando Telesat inizierà il lancio tra due anni.

Tuttavia, il contratto con Blue Origin non è esclusivo, ha precisato il ceo Goldberg. “Lavoreremo anche con altri fornitori di servizi di lancio per schierare tutti i satelliti che dobbiamo schierare”. Pertanto il ceo di Telesat ha promesso un annuncio già “il mese prossimo”.

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