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Antitrust ChatGPT

L’Antitrust Ue interroga ChatGpt

La commissaria all'Antitrust europeo Margrethe Vestager ha annunciato che Bruxelles ha deciso di inviare una richiesta di informazioni ulteriori per saperne di più sull'accordo tra Microsoft e OpenAI, software house responsabile del chiacchieratissimo ChatGpt

Il piccolo e per alcuni famigerato chatbot sulla carta sa tutto. Chissà se sarà in grado di rispondere anche alle domande che l’Antitrust comunitario è ansioso di rivolgere a Microsoft e a OpenAi, naturalmente in merito al finanziamento della prima a favore della seconda che finisce inevitabilmente per legare a Redmond la software house di ChatGpt, tra le più promettenti e avanzate soluzioni nella corsa alle Intelligenze artificiali.

COSA VUOLE SAPERE L’ANTITRUST DA CHATGPT

La commissaria uscente all’Antitrust europeo Margrethe Vestager ha annunciato che la Commissione ha deciso di inviare una richiesta di informazioni ulteriori sull’accordo Microsoft-OpenAI per capire se “alcune clausole di esclusivitàpotrebbero avere un effetto negativo sui concorrenti”.

Si tratta solo dell’ultimo colpo di coda che l’esecutivo comunitario uscente ha assestato alle Big Tech statunitensi in quest’ultimo scampolo di legislatura, con una vera e propria accelerazione che sta creando non pochi grattacapi ad Apple ma pure a Microsoft, già alle prese con le richieste di chiarimento di Bruxelles su altri fronti.

L’INVESTIMENTO MICROSOFT IN OPENAI

Molti osservatori infatti ritenevano che la Commissione uscente avrebbe lasciato i dossier aperti sulle scrivanie dei prossimi membri dell’esecutivo europeo. Invece i commissari sembrano decisi a lavorare fino all’ultimo giorno utile.

Sotto la lente di ingrandimento della Commissione le possibili conseguenze del maxi investimento che Microsoft ha elargito a favore della software house guidata da Sam Altman. Negli anni OpenAI ha ricevuto da Redmond un totale di 13 miliardi di dollari: la cifra e le clausole per poterne beneficiare falsano in qualche modo il gioco della concorrenza?

COSA AVEVA RISPOSTO MICROSOFT

Dal colosso fondato da Bill Gates ostentano sicurezza: “L’unica cosa che è cambiata di recente è che Microsoft ora avrà un osservatore senza diritto di voto nel consiglio di amministrazione di OpenAI”, aveva dichiarato qualche mese fa un portavoce di Microsoft, quando l’esecutivo comunitario aveva inoltrato le prime richieste.

In quell’occasione la Commissione aveva concesso alle parti interessate tempo fino all’11 marzo per fornire feedback sulla concorrenza nei mondi virtuali e sull’intelligenza artificiale generativa e inviato richieste di informazioni anche a diverse grandi aziende digitali sui due temi.

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