Innovazione

La Silicon Valley vacilla. Si spera in un 2017 migliore

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Il prossimo anno sarà decisivo per il futuro della Silicon Valley: si spera che le Ipo di Snapchat e Spotify possano ravvivare il settore tecnologia

Il futuro della Silicon Valley è appeso ad un filo, quello delle prossime Ipo, attese per il 2017. Il settore tecnologico è in salute, ma non quanta basta. E a dimostrarlo, come scrive Bloomberg, è la scarsità di offerte pubbliche del 2016, che ha anche trascinato giù il morale e l’interesse degli investitori.

Il 2016 è stanno uno degli anni peggiori per le Ipo del settore tecnologia degli Stati Uniti: solo 25 società si sono quotate in borsa, raccogliendo, in toto, 3,3 miliardi di dollari. Una cifra davvero irrisoria, se si confronta con i volumi generati negli anni precedenti: 8,3 miliardi di dollari nel 2015 e 35400000000 di dollari nel 2014, anno dell’offerta pubblica iniziale di Alibaba Group Holding Ltd.

Il futuro della Silicon Valley è legato al “al mercato delle offerte pubbliche”, ha sostenuto Asheem Chandna, partner della società di Venture Capital, Greylock Partners. Sono le offerte pubbliche che stimolano il mercato e spingono gli investitori a fare la loro parte, spiega Asheem Chandna.

Lo scorso anno, come dicevamo, le Ipo sono state solo 25 e, allo stesso tempo, anche i finanziamenti privati hanno subito una contrazione, secondo i dati della società di ricerche Pitchbook.  Il capitale di rischio investito negli Stati Uniti, nel 2016, al 7 dicembre 2016 è pari a 24,8 miliardi di dollari, in calo del 13% rispetto allo scorso anno e 58% rispetto al 2014.

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2017: si prospetta un anno positivo

Sarà il 2017 a decidere le sorti della Silicon Valley, ma le premesse son buone. Dovrebbe arrivare nel 2017 (e con molta probabilità a marzo) quella che è già stata definita una delle IPO tecnologiche più attese degli ultimi anni: l’offerta pubblica di Snapchat. Le prime indiscrezioni sulla quotazione in Borsa parlano di un valore tra 20 e 25 miliardi di dollari. Una cifra, come scrive Bloomberg, che rappresenterebbe un premium consistente rispetto all’attuale valore della società, pari a circa 18 miliardi di dollari.

E ancora. Nella seconda metà dell’anno dovrebbe anche avvenire l’Ipo. La società proprio in vista di una vicina offerta pubblica iniziale ha rinunciato all’acquisizione di Soundcloud.

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