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La Nasa si affida troppo a SpaceX, Blue Origin e Northrop Grumman?

Coronavirus Nasa

Il futuro dei programmi spaziali della Nasa è (troppo) nelle mani delle compagnie spaziali private, secondo Axios

 

Da SpaceX di Elon Musk a Blue Origin di Jeff Bezos, la Nasa si affida sempre di più alle compagnie private per i suoi programmi spaziali.

A inizio dicembre l’agenzia spaziale statunitense ha assegnato a un trio di società contratti per lo sviluppo di stazioni spaziali private.

Blue Origin, Northrop Grumman e Nanoracks hanno ricevuto un totale di quasi 416 milioni di dollari nell’ambito del progetto Commercial Leo Destinations (Cld) della Nasa. Ovvero contratti per iniziare a progettare e costruire stazioni spaziali gestite da privati.

Non solo. Lo scorso aprile la Nasa ha assegnato a SpaceX un contratto per costruire un lander – una navicella spaziale necessaria a raggiungere la superficie della Luna – entro il 2024.

Piuttosto che costruire e possedere l’hardware stesso, la Nasa si è sempre più rivolta alle partnership pubblico-privato come un modo per raggiungere i suoi obiettivi nello spazio.

Come ricorda Cnbc, l’agenzia americana ha avuto un grande successo attraverso questo modello negli ultimi dieci anni. Northrop Grumman e SpaceX hanno fornito infatti veicoli per servizi di carico e trasporto equipaggio con successo.

Tuttavia, questo modello di partenariato pubblico/privato può comportare rischi per la Nasa, in particolare quando si tratta di tecnologie estremamente difficili.

Nel prossimo futuro la Nasa prevede infatti di concentrarsi sul trasporto di persone su Marte e sulla Luna. Ma le sue ambizioni di esplorazione dello spazio profondo dipendono dalla capacità dell’agenzia di consegnare con successo le principali operazioni in orbita terrestre bassa a società private, sottolinea Miriam Kramer su Axios.

Tutti i dettagli.

I CONTRATTI A BLUE ORIGIN, NORTHROP GRUMMAN E NANOROCKS

La scorsa settimana la Nasa ha assegnato contratti multimilionari a tre squadre di società spaziali commerciali per il programma Cld.

Nello specifico, Nanoracks ha vinto il più grande premio individuale con 160 milioni di dollari, mentre Blue Origin e Northrop Grumman hanno ricevuto rispettivamente 130 milioni e 125,6 milioni di dollari.

Con la Nasa che prevede di ritirare la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) entro la fine del decennio, il programma Cld rappresenta uno sforzo per rivolgersi ad aziende private per nuove stazioni spaziali.

Queste stazioni spaziali – che saranno costruite da Blue Origin, Northrop Grumman e Nanoracks con i partner – dovrebbero fungere da hub in cui gli astronauti della Nasa potranno vivere e lavorare dopo la fine della Iss.

L’agenzia spaziale americana prevede così di risparmiare più di 1 miliardo di dollari all’anno di conseguenza.

IL CONTRATTO A SPACEX PER IL LANDER LUNARE

Ma oltre alle stazioni spaziali gestite da privati, la Nasa punta anche di raggiungere la Luna affidandosi a una compagnia privata.

Lo scorso aprile la Nasa ha anche assegnato un contratto da 2,9 miliardi di dollari a SpaceX per costruire un lander progettato per portare gli esseri umani sulla superficie della Luna usando la sua Starship ancora in fase di sviluppo come parte del programma Artemis dell’agenzia, che dovrebbe far atterrare il suo primo equipaggio entro il 2025.

Per motivi di budget, la Nasa si affida a SpaceX come unico fornitore di un lander, anche se altre società come Blue Origin ha fatto offerte per il progetto. Tanto che l’azienda spaziale di Bezos ha fatto causa al governo degli Stati Uniti dopo la decisione della Nasa di assegnare il contratto esclusivamente alla compagnia di Elon Musk.

(Qui l’approfondimento di Startmag sulla Nasa che rinvia il ritorno sulla Luna (anche per colpa di Bezos e Musk).

IL “GRANDE ESPERIMENTO” DELLA NASA

Gli attori dello spazio privato che guideranno i piani della Nasa per il prossimo decennio definiscono la posta in gioco secondo Axios.

Il “grande esperimento” della Nasa in questo momento è testare dove funzionano queste partnership commerciali, ha detto ad Axios Casey Dreier della Planetary Society.

Ma ora,l’agenzia sta diventando più ambiziosa con queste partnership per il suo programma Luna e le stazioni spaziali.

“Funziona per far atterrare strumenti scientifici sulla Luna?” fa notare Dreier. “Funziona per procurarsi tute spaziali? Funzionerà per creare stazioni spaziali affidabili? Non conosciamo le risposte a queste domande”.

I DUBBI DI ELON MUSK SU STARSHIP

A metà novembre il fondatore e ceo di Spacex, Elon Musk, ha annunciato che il mega-razzo Starship, selezionato dalla Nasa per il ritorno degli americani sulla Luna, tenterà il suo primo volo orbitale all’inizio del prossimo anno.

E la scorsa settimana sempre Elon Musk ha fatto sapere che SpaceX ha iniziato a costruire una piattaforma di lancio per i suoi razzi Starship in Florida.

Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli.

Il lancio di prova è in attesa di approvazione normativa, poiché SpaceX ha bisogno di una licenza di lancio dalla Federal Aviation Administration (Faa) per la missione, con l’agenzia federale che prevede di completare una valutazione ambientale chiave entro la fine di quest’anno.

Inoltre, l’annuncio di costruzione della piattaforma di lancio arriva anche mentre SpaceX lavora per risolvere una “crisi” con la produzione dei motori Raptor che alimentano i razzi Starship, che Musk ha rivelato in un’e-mail ai dipendenti il giorno dopo il Ringraziamento. Nell’email, visionata dalla Cnbc, Musk descriveva una situazione terribile, avvertendo di un “vero rischio di bancarotta” per SpaceX se la compagnia non volasse regolarmente con i razzi Starship entro la fine del 2022.

“Se in qualche modo quella scommessa non dovesse dare i suoi frutti, i piani della Nasa per portare le persone sulla Luna potrebbero essere messi in discussione o almeno ritardati”, ha concluso Dreier ad Axios.

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