Innovazione

Internet non uccide la cultura

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Il web aiuta nella diffusione della cultura e grazie ad Internet nascono nuovi modi per sostenere l’arte e gli artisti

Si dice che per essere ricordati a lungo come opinionisti bisogna fare delle previsioni che non possono essere facilmente verificate. Ed eccone una: il 21esimo secolo, fatto di tecnologia e cultura, sarà ricordato per essere l’inizio di una rinascita per l’arte e la cultura. Può sembrare improbabile dirlo e pensarlo ora, ma veramente tra diversi decenni potremo renderci conto di quanto questa affermazione possa essere vera. Ma partiamo dall’inizio.

Dal web la minaccia all’editoria

Negli ultimi 10 anni, l’avanzata della tecnologia ha minacciato il vecchio ordine delle imprese culturali. Pensate all’editoria. l giornalismo, dicevamo, è diventato sempre più web e più social e meno carta stampata. Lo studio «Italia Creativa», realizzato da EY (Ernst&Young) con il supporto delle principali Associazioni di categoria guidate da Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e Siae, parla chiaro. Mentre tutti i settori creativi registrano una buona crescita, quello editoriale registra un calo superiore all’8% (2015 su 2014).

Editoria

Editoria

Quotidiani e periodici hanno registrato un valore economico pari a 4,7 miliardi di euro, in calo dell’8,3%. Diminuiscono anche gli occupati del settore, che sono 94.000, meno 4,6%.

Smartphone e Social Network hanno rivoluzionato la nostra vita e le nostre abitudini. Sono in tanti che la mattina hanno rinunciato a comprare il loro quotidiano preferito insieme al caffè, preferendo leggere le ultime notizie dalle edizioni digitali. Alcuni utilizzano le principali piattaforme social per capire, con un rapido sguardo, quali sono le novità più importanti della giornata. A pochi utenti della rete sfugge la condivisione di una notizia sul terremoto o di qualche altra catastrofe.

Il lettore è nomade. Non ha più un solo quotidiano di riferimento, ma legge le notizie da più fonti, che magari non consulta tutti i giorni (e che a volte non conosce nemmeno).

Siamo nel bel mezzo di una mutazione irreversibile e piena di novità. Alcune buone e altre meno. Altre ancora non ci è dato saperlo, visto che il cambiamento è in corso.

L’altra faccia di internet. Le opportunità culturali che offre la tecnologia

Se quanto detto sopra è vero, è anche vero che cultura non è solo carta stampata. Ed è sugli altri fronti che la tecnologia sta facendo la differenza. Il digitale offre nuovi formati e nuove modalità per usufruire di film, musica, libri e arti visive e concede una fruizione continua.

youtube-connectI blog e i podcast su YouTube, negli ultimi 20 anni, hanno permesso la demolizione di alcune barriere per i nuovi creativi.

Inizialmente gli ideatori della tecnologia hanno guardato al lato commerciale della cosa. Grazie ai nuovi formati e alle nuove piattaforme speravano di raggiungere milioni di lettori, telespettatori o ascoltatori, per fatturare sempre più denaro, grazie alla pubblicità. Tutto si basava sulle visualizzazioni, il contenuto era poco importante. Ecco, la cultura sembrava esser entrata in tunnel buio senza fine.

La rivincita dei contenuti

Qualcosa, però, sta cambiando. Dobbiamo precisare, innanzitutto, che notizie, informazioni e definizioni importanti è possibile reperirle anche su internet. Basta scegliere le giuste fonti: Treccani ha portato online tutta la sua enciclopedia, mettendo il sapere alla portata di tutti.

E non solo. Negli ultimi anni, e con maggiore intensità negli ultimi 12 mesi, la gente ha cominciato pagare per usufruire dei contenuti via internet. Spesso abbonandosi a piattaforme di settore.

NetflixGuardiamo ad Amazon Prime, Netflix, TimVision, Mediaset Premium, ma anche a Spotify e Apple Music. C’è chi paga anche per usufruire di contenuti più di nicchia e per le notizie (Il New York Times e molti altri giornali americani, per esempio, hanno registrato un aumento degli abbonamenti dopo Donald J. Trump ha vinto la presidenza Usa). Nasce un mondo sostenibile che finanzia i contenuti.

L’aumento di abbonamenti alle piattaforme significa che alcuni degli autori preferiti dal pubblico sopravviverà ad internet. E non solo: significa che potrebbe prender piede anche nuove modalità si sostenere nuovi talenti culturali. Il digitale potrebbe portare a una più ampia varietà di artisti e mettere in connessione le persone che fanno arte e chi ne gode.

Patreon: la piattaforma che fa cultura

C’è una piattaforma che più delle altre si propone di fare cultura e di promuovere e sostenere gli artisti. Parliamo di Patreon, nata dal 2013, da un’idea di Jack Conte, musicista e creativo noto online per i remix di canzoni e melodie famose, e di e Sam Yam, sviluppatore. Si tratta di una piattaforma di crowdfunding utilizzata per gli scopi più vari: dalla produzione di video e mini-serie web, all’ideazione di serie di fumetti; dallo sviluppo di videogames e giochi di ruolo, alla pubblicazione di articoli, podcast e guide creative.

È su Patreon che tutti i creativi hanno la possibilità di ricevere denaro per finanziare il proprio progetto, grazie agli utenti.
“Quello che vogliamo fare è cambiare l’intero meccanismo di finanziamento che guida la produzione di contenuti online”, ha detto Jack Conte. “Vogliamo cambiare come il lavoro viene pagato e come il web funziona. Per noi artisti si tratta di un problema molto, molto grosso”.

Come funziona Patreon

Due le categorie di utenti che navigano su Patreon: i creativi alla ricerca di fondi e coloro che sono interessati a finanziare il lavoro di questi creativi. E allora, sulla piattaforma è possibile trovare musicisti (come il fondatore), videomaker, disegnatori, programmatori e sviluppatori web e mobile, scrittori, fotografi, grafici e molti altri ancora che sperano che le loro creazioni piacciano e convincano i Patron, ovvero gli utenti pronti a finanziare.

Ogni Patron potrebbe effettuare una donazione singola o attivare una donazione mensile. E in base alla donazione, l’utente può acquisire il diritto a giocare un quadro esclusivo in un gioco di ruolo, a partecipare ad una sessione live di disegno con il fumettista preferito, restare aggiornato sull’attività delle artista, vedere una web-serie.

Patreon è diverso da KickStarter

Finanziamenti. É questa la parola chiave che caratterizza anche le piattaforme di crowdfunding come KickStarter o IndieGoGo, ma Patreon è diverso da questo. Su KickStarter o IndieGoGo, però, l’utente finanziatore concorre alla realizzazione di grandi progetti, mentre su Patreon, il Patron aiuta un singolo artista per progetti piccoli.

C’è anche da dire che Patreon non pone limiti alle offerte: l’utente può decidere di sostenere l’artista in base alle proprie disponibilità economiche.

“Posso avere una vita normale ora”, ha detto Peter Hollens, un cantante a cappella che crea video di cover su YouTube. Il signor Hollens, che vive a Eugene, in Oregon, guadagna circa 20,000 dollari al mese grazie alla sua pagina Patreon. Il denaro gli ha permesso di assumere un aiuto di produzione e di aumentare la sua produttività, e, ovviamente, tutto questo ora lo rende davvero un artista.

“Io non devo andare fuori sulla strada o suonare nei bar,” ha detto Hollens. “Posso essere un padre e posso essere un marito. Questo normalizza la mia carriera. Si normalizza la carriera di essere un artista, che non è mai stata normalizzata”.

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