Innovazione, Pagamenti digitali / Fintech

Le vere sfide dell’innovazione tecnologica per il governo Conte

di

open Fiber

Per essere competitivi in Europa e nel mondo, è fondamentale per l’Italia, se non imprescindibile, puntare sull’innovazione tecnologica. Ed è l’innovazione tecnologica lo strumento essenziale per la crescita economica. Eppure, il nostro Paese rimane spesso fanalino di coda in Europa su quasi tutti i temi del digitale.

Basta guardare ai risultati del DESI 2018 (Digital Economy and Society Index), l’indicatore della Commissione Europea che misura il livello di attuazione dell’Agenda Digitale di tutti gli Stati membri. La fotografia rilasciata quest’anno sembra immutata da quella dello scorso anno: un’Europa ricca di differenze e complessivamente in difficoltà a crescere sui temi del digitale.

Per quanto riguarda il nostro Paese, ancora una volta l’Italia resta poco competitiva classificandosi agli ultimi posti (25° su 28 Paesi) con i punteggi più bassi.

Connessione

La connettività digitale è considerata un diritto sociale nell’Unione europea. La banda ultra-larga a 100 Mbps è disponibile per il 58% delle famiglie europee ma solo il 15,4% di queste ha sottoscritto abbonamenti a 100 Mbps. Rispetto alla media europea, l’Italia mostra le performance più deboli: la copertura di banda ultra-larga è disponibile solo per il 22% di famiglie (classificandosi in penultima posizione) e di queste solo il 4,8% sottoscrive abbonamenti a 100Mbps. L’obiettivo di raggiungere un utilizzo da parte del 50% delle famiglie entro il 2020 sembra molto lontano.

Capitale Umano

Sulla dimensione del capitale umano, l’Italia ha perso un posto, scivolando ulteriormente verso il fondo della classifica. La percentuale di italiani che accedono a internet ha segnato un leggero incremento (69% rispetto al precedente 67%) anche se lontano dalla media europea di 81%.

Uso di internet

L’Italia non è riuscita a fare progressi, confermandosi al penultimo posto in classifica. Stazionaria nell’utilizzo di internet per videogiochi, musica e video con il 79% anche quest’anno e in calo per la fruizione delle news (56% rispetto al 60% dell’anno precedente). Si registra un lieve aumento per l’utilizzo dei social network (dal 60% al 61%), nell’utilizzo di eBanking (dal 42% al 43) e nello shopping online (dal 41% degli utilizzatori di Internet al 44%).

Pubblica amministrazione

Rispettivamente alla PA, si registrano aumenti non significativi. In Italia soltanto il 30% degli utenti Internet ha trasmesso moduli alla PA utilizzando i canali online (rispetto alla media europea del 58%). La nuova rilevazione sull’eHealth denota una delle migliori performance per il nostro Paese, con il 24% dei cittadini che usa servizi sanitari online.

Integrazioni delle tecnologie digitali

Il 71% delle medio-grandi aziende italiane ha un sito web, poco al di sotto quelle piccole con una percentuale del 69%. L’Italia si conferma leggermente sotto alla media Ocse del 77%.

Per quanto riguarda invece gli investimenti impiegati nella Ricerca&Sviluppo, purtroppo la percentuale è bassa: soltanto il 14% degli investimenti è dedicato alle ICT, pari all’0.76% del Pil.

È chiaro dunque che una delle sfide che il nuovo esecutivo è chiamato ad affrontare sia quella dello sviluppo tecnologico del Paese. Secondo l’Economic Outlook 2017 dell’Ocse, gli investimenti privati stanno aumentando in misura consistente, proprio supportati dagli incentivi legati al piano Industria 4.0, il Piano nazionale su investimenti, produttività e innovazione. Altra sfida riguarda l’adeguamento di competenze richiesto dall’innovazione tecnologica: la digitalizzazione dell’industria non può prescindere da un’adeguata formazione e riqualificazione del capitale umano.

(intervento tenuto oggi al Digital&Payment, summit di organizzato dall’Apsp, l’associazione prestatori servizi di pagamento)

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