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Chi e perché picchia su Iliad

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I sindacati dei lavoratori del settore tlc manderanno ad Antitrust e Agcom un dossier su Iliad. Ecco perché. Le versioni di tutte le parti in causa

Iliad accusata di dumping da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Le sigle sindacali del settore tlc picchiano duro contro la nuova entrante nel mercato italiano e contro l’analisi sugli effetti di questo ingresso redatta da I-Com, l’istituto per la competitività. E dell’argomento se ne dovranno occupare, a breve, anche l’Antitrust e l’Agcom. Ecco i dettagli e le versioni di tutte le parti in causa.

DOSSIER ILIAD AD ANTITRUST ED AGCOM

Secondo quanto appreso da fonti sindacali da Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, sulle scrivania di Agcm (Autorità Antitrust) ed Agcom dovrebbe presto arrivare il dossier Iliad, accusata di dumping commerciale (ribasso scorretto ed estremo dei prezzi per guadagnare quote di mercato).

MERCATO IN CRISI

Dumping che avrebbe acuito la crisi del settore tlc, secondo le sigle sindacali, che scrivono (qui la nota completa): “Il settore delle tlc è in profonda crisi per una politica di competizione aggressiva già prima dell’ingresso di Iliad nel mercato italiano, oggi questo fenomeno è ancora più accentuato per il dumping commerciale imposto da Iliad grazie ad una azienda con bassi costi di esercizio, una struttura con poche centinaia di lavoratori, con un indotto fatto di lavoratori precari, uno spropositato utilizzo di appalti e subappalti e che grazie alle norme europee può utilizzare a prezzi agevolati le infrastrutture degli altri operatori”.

LA CRITICA A STUDIO I-COM

Ed è per questi motivi che Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil criticano lo studio I-Com, Istituto per la Competitività, presieduto da Stefano Da Empoli, sull’impatto economico dello sbarco di Iliad nel nostro Paese.

Lo afferma una nota dei sindacati del settore (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) dopo i dati di un rapporto I-com che invece rilevavano i benefici effetti dell’arrivo di Iliad su mercato e occupazione: “Apprendiamo con molto stupore l’analisi sulla competitività nel settore delle Tlc a cura di I-Com e soprattutto sul ruolo decisivo che avrebbe avuto Iliad sul versante della concorrenza, della soddisfazione del cliente, sull’economia nazionale e sull’occupazione”.

REALTA’ DISTORTA

“I dati economici ed occupazionali che leggiamo nel rapporto danno una visione distorta e distante da ogni ragionevole parametro di realtà, basta leggere la relazione annuale che l’Agcom presentata al Parlamento per rendersi conto di quanto sia critica la situazione economica –finanziaria del settore delle Telecomunicazioni, altro che potenzialità di crescita nel breve medio periodo”, spiegano i sindacati di settore.

LA CRITICA ALLA STRATEGIA

Nel mirino di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil c’è soprattutto la strategia dell’azienda francese. “Ad oggi l’unico driver strategico di Iliad è quello di sottrarre clienti agli altri operatori ed ostacolarli nelle politiche di investimento, innovazione e sviluppo, invocando l’intervento della magistratura e delle associazioni dei consumatori per rallentare il processo di digitalizzazione con gravi danni all’economia del Paese”

I SINDACATI SMENTISCONO I-COM

La critica dei sindacati riguarda anche i dati riportati nello studio I-Com sulla nuova occupazione

“L’impiego di nuova occupazione a seguito di investimenti miliardari, di cui non abbiamo prova, e che viene stimata in circa 34.000 nuovi posti di lavoro è una notizia priva di qualsiasi fondamento”, spiegano le sigle sindacali.

GESTIONE ESUBERI

Ai numeri di I-Com, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ribattono invece che: “il settore per reggere la competizione ha dovuto responsabilmente gestire migliaia di esuberi scaricandone i costi sulla fiscalità generale, e dovrà continuare a gestire il rischio occupazionale per il prossimo futuro in tutta la filiera delle tlc”.

CONFRONTO CON ILIAD?

E da qui l’invito delle sigle tlc: “Sfidiamo Iliad a un confronto sindacale per verificare i risultati e i dati diffusi che secondo la nostra visione sono distorsivi del mercato e della concorrenza, sia per il rispetto delle imprese che si sono accollate enormi investimenti in questo Paese e sia per la tutela dei lavoratori di Iliad sprovvisti di qualsiasi accordo aziendale, di regolamentazione normativa, di sicurezza sul lavoro, di turnistica condivisa, di agevolazioni e benefit e premio di produttività”.

LA REPLICA DI I-COM

“I-Com ribadisce la fondatezza delle stime contenute nello studio dal titolo “I benefici della concorrenza. L’evoluzione del mercato delle tlc in Italia e l’impatto dell’ingresso di Ilad”, ribatte in una nota l’Istituto per la Competitività pubblicata ieri dal Corriere delle Comunicazioni.

Quelli ripresi da I-Com sono “dati pubblici la cui fonte è rappresentata dal ministero dello Sviluppo economico e dai bilanci pubblici, ai quali l’istituto ha aggiunto il miliardo e mezzo di euro che Iliad ha programmato di investire (e in parte ha già investito) per la realizzazione della propria rete e che ha pubblicamente dichiarato. A questi numeri è stata poi applicata la metodologia standard usata a livello internazionale in questi casi, basata sulle tavole input-output e sui moltiplicatori forniti per l’Italia dall’Istat, al fine di effettuare un’analisi d’impatto degli investimenti attivati in qualunque settore del nostro sistema produttivo. Queste tavole consentono di misurare l’effetto moltiplicativo che un qualunque investimento in un determinato settore genera sul valore della produzione e sul valore aggiunto e quindi anche sull’occupazione. Si precisa che l’impatto stimato di 34.000 nuovi posti di lavoro si estende non solo al settore delle Tlc, ma anche a tutti i comparti produttivi ad esso collegati a monte e a valle, nonché all’intero indotto”.

E facendo riferimento ai dati economici, l’Istituto specifica che “le stime di I-Com si basano su 3,4 miliardi di euro che Iliad sta spendendo in Italia. Una cifra suddivisa in 1,2 miliardi derivanti dalla gara per il 5G, in 450 milioni per il trasferimento delle frequenze e 220 milioni per l’estensione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 1800 MHz”.

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