Non è un imprenditore abituato ai riflettori, eppure oggi è il fondatore di intelligenza artificiale più ricco al mondo. Complice l’ultimo maxi finanziamento ottenuto da DeepSeek, Liang Wenfeng ha visto il proprio patrimonio crescere fino a 36 miliardi di dollari, superando Daniela e Dario Amodei di Anthropic e Greg Brockman di OpenAI. Un risultato che riflette la rapida ascesa della startup cinese e il crescente peso strategico dell’intelligenza artificiale nello sviluppo tecnologico del Paese.
IL SORPASSO SU AMODEI E BROCKMAN
L’ultimo round di finanziamento di DeepSeek ha più che raddoppiato la ricchezza del suo fondatore Liang Wenfeng, portandola da circa 16,7 miliardi a 36 miliardi di dollari. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, questo patrimonio lo rende il più ricco tra i fondatori di aziende specializzate nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale, davanti ai cofondatori di Anthropic, Daniela e Dario Amodei, e a Greg Brockman di OpenAI.
Per la classifica, Bloomberg ha preso in considerazione esclusivamente le società la cui attività principale e la maggior parte dei ricavi derivano direttamente dai modelli di IA, escludendo conglomerati diversificati come Alibaba Group Holding e Tencent Holdings, oltre alle aziende della filiera, come produttori di semiconduttori e gestori di data center. Con una ricchezza stimata di 36 miliardi di dollari, Liang è inoltre l’ottava persona più ricca della Cina, subito dietro Chen Tianshi, cofondatore di Cambricon Technologies.
LA CRESCITA DI DEEPSEEK
La crescita della fortuna personale di Liang è strettamente legata all’espansione di DeepSeek. La domanda degli investitori, riferisce Bloomberg, ha portato la valutazione della società da 10 miliardi di dollari, stimati ad aprile, a 50 miliardi dopo il round di raccolta da 7,4 miliardi di dollari concluso nel giugno 2026. Nell’operazione Liang ha investito personalmente 3 miliardi di dollari e, nonostante la diluizione, conserva una quota stimata intorno al 78% della società.
Proprio questa partecipazione rappresenta un elemento distintivo rispetto ai principali fondatori della Silicon Valley. Nelle grandi società statunitensi dell’intelligenza artificiale, infatti, il capitale è generalmente distribuito tra numerosi investitori e cofondatori, mentre Liang mantiene un controllo largamente maggioritario della startup.
DAL FONDO HIGH-FLYER ALL’IA
Nato nel 1985 a Zhanjiang, nella provincia del Guangdong, Liang ha studiato ingegneria elettronica e successivamente ingegneria dell’informazione e delle comunicazioni all’Università di Zhejiang, dove ha iniziato ad approfondire l’intelligenza artificiale. Nel 2016 ha cofondato l’hedge fund quantitativo High-Flyer, che in pochi anni ha visto il patrimonio gestito crescere da 1 miliardo di yuan nel 2016 a oltre 10 miliardi nel 2019 grazie a strategie di trading basate sull’IA.
Nel 2023 High-Flyer ha scorporato DeepSeek come laboratorio dedicato alla ricerca sull’intelligenza artificiale generale. L’obiettivo dichiarato era sviluppare ricerca di base di lungo periodo, favorendo “un’esplorazione mossa dalla curiosità” piuttosto che un approccio esclusivamente orientato al profitto.
IL VANTAGGIO DEI CHIP E L’ASCESA DELLA STARTUP
Come ha scritto Startmag all’inizio dell’anno scorso, negli anni precedenti alle restrizioni statunitensi sulle esportazioni, High-Flyer aveva investito una parte consistente dei profitti nell’acquisto di processori grafici Nvidia e nella costruzione di infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. L’hedge fund ha dichiarato di avere investito 200 milioni di yuan nel 2020 e 1 miliardo di yuan nel 2021 per realizzare i cluster AI Fire-Flyer, mentre secondo i media cinesi è riuscito ad accumulare oltre 10.000 unità di elaborazione grafica Nvidia prima dell’entrata in vigore dei divieti americani.
Lo stesso Liang ha indicato quale fosse il principale ostacolo allo sviluppo dell’IA cinese: “Il problema non è mai stato il denaro; il problema sono i divieti sulle spedizioni di chip avanzati”.
L’OBIETTIVO: PASSARE DALL’IMITAZIONE ALL’ORIGINALITÀ
DeepSeek ha attirato l’attenzione internazionale all’inizio del 2025 presentando un modello con prestazioni paragonabili a quelle di OpenAI a costi sensibilmente inferiori. Più recentemente la società ha presentato il modello V4, dichiarandone la compatibilità con i chip sviluppati da Huawei Technologies.
Liang ha più volte sostenuto che la Cina debba emanciparsi dal ruolo di inseguitrice nel settore dell’intelligenza artificiale. “Ci rendiamo conto che l’IA cinese non può rimanere per sempre in una posizione di inseguimento. Spesso diciamo che c’è un divario di uno o due anni tra Cina e Stati Uniti, ma il vero divario è tra originalità e imitazione. Se questo non cambia, la Cina sarà sempre un follower”. Coerente con questa impostazione è anche il motto scelto per il lancio di DeepSeek nel 2023: “Siate follemente ambiziosi e sinceri”.




