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Che farà Apple Intelligence in Cina assieme ad Alibaba e Baidu?

Apple ha ottenuto l’approvazione delle autorità cinesi per lanciare Apple Intelligence nel Paese, un passaggio per cui si sono rivelate fondamentali le partnership con Alibaba e Baidu.

Apple ha ottenuto il via libera dalle autorità cinesi per lanciare Apple Intelligence, il suo ecosistema di IA generativa.

L’approvazione, che arriva nel momento in cui la competizione locale si fa sempre più agguerrita, segna comunque un passaggio importante per l’azienda di Cupertino.

Non si trattava soltanto di sbloccare nuove funzionalità, ma di ottenere un segnale tangibile della possibilità di restare protagonista nel mercato più grande e dinamico al mondo.

Come sottolinea il New York Times nell’articolo che rilancia la notizia, il nuovo pacchetto di tool, che include scrittura assistita, generazione di immagini, riassunti di notifiche ed emoji personalizzate, era stato presentato due anni fa ma aveva incontrato ostacoli regolatori e tecnici.

Ora però, grazie a partnership strategiche con colossi locali, Apple si prepara a recuperare terreno.

L’annuncio ufficiale

Mercoledì la Cyberspace Administration of China ha inserito ufficialmente le funzionalità di Apple Intelligence nell’elenco dei provider di IA generativa ufficialmente approvati, un passaggio avvenuto simultaneamente anche per le soluzioni proposte da Huawei e Xiaomi.

Per Apple questa decisione rappresenta una svolta: dopo mesi, se non anni, di attesa, le caratteristiche tanto pubblicizzate possono finalmente muovere i primi passi sul mercato cinese.

Il percorso non è stato semplice. L’azienda ha dovuto lavorare a stretto contatto con partner esterni per adattare il sistema alle rigide norme locali sulla sicurezza dei dati e sul controllo dei contenuti, dimostrando ancora una volta la capacità di Apple di navigare in acque regolatorie difficili.

Le partnership con Alibaba e Baidu

Uno degli aspetti più interessanti della versione cinese di Apple Intelligence riguarda proprio le integrazioni locali.

Per garantire la conformità alle regole del governo, Apple ha scelto di utilizzare la tecnologia di Alibaba, che fungerà da filtro per supervisionare e approvare gli aggiornamenti continui dei modelli linguistici di grande dimensione.

Il lavoro su questa architettura era già stato completato da circa un anno, segno che l’azienda si stava preparando da tempo a questo momento.

Sul fronte dei servizi di ricerca e IA, mentre negli Stati Uniti il sistema si appoggia a Google e OpenAI, in Cina Apple collaborerà con Baidu.

La notizia ha avuto immediate ripercussioni sui mercati finanziari: i titoli di Alibaba hanno registrato un balzo fino al 7,9%, mentre quelli di Baidu sono cresciuti fino al 4% nelle prime ore di contrattazione a New York.

Ritardi, incidenti e gli aggiornamenti in arrivo

Nonostante il via libera formale, Apple non ha ancora comunicato una data precisa per il lancio effettivo delle funzionalità, lasciando per il momento qualche incertezza tra gli utenti e gli osservatori.

Vale la pena ricordare che, all’inizio dell’anno, l’azienda aveva accidentalmente attivato per alcune ore tali funzionalità in Cina senza l’autorizzazione necessaria, un episodio che aveva creato un certo imbarazzo ma che forse aveva anticipato l’interesse del pubblico locale.

Nel frattempo, il sistema ha ricevuto una profonda revisione in vista del lancio di iOS 27, previsto per questo autunno. Tra le novità più rilevanti ci sono una nuova generazione di Apple Foundation Models, costruita sulla base dell’AI Gemini di Google, e un assistente vocale Siri completamente rinnovato e battezzato Siri AI.

Per quest’ultimo, però, Apple ha già anticipato che saranno necessari ulteriori confronti con le autorità regolatorie cinesi prima di poter procedere al varo.

La transizione in Apple

L’annuncio arriva in un periodo particolarmente delicato per Apple, segnato dalla presenza di Tim Cook nella delegazione imprenditoriale che ha accompagnato Donald Trump nella visita a Pechino dello scorso maggio alla corte di Xi Jinping.

Cook, che a settembre lascerà la carica di amministratore delegato per passare le consegne a John Ternus, ha continuato in questi anni a coltivare con cura i rapporti con le istituzioni cinesi.

Nonostante le tensioni ricorrenti tra Stati Uniti e Cina, questi legami hanno retto, permettendo ad Apple di mantenere una posizione privilegiata.

Una volta terminato il suo mandato, Cook resterà in azienda come executive chairman, con il compito di continuare a gestire le relazioni istituzionali a livello internazionale, un ruolo che si annuncia ancora più strategico in futuro.

Prospettive di mercato

Dal punto di vista commerciale, l’arrivo di Apple Intelligence in Cina permetterà di intercettare una popolazione giovane, dinamica e particolarmente curiosa nei confronti delle nuove tecnologie IA.

Dopo una fase di ripresa nel mercato cinese, il lancio potrebbe dare una spinta ulteriore alle vendite di iPhone, aiutando Apple a ridurre il divario con Huawei, che al momento detiene la leadership nel Paese.

Ma la strada per affermarsi come leader nell’IA non sarà in discesa per l’azienda americana. I produttori cinesi hanno goduto di un vantaggio temporale nell’integrare queste tecnologie nei loro dispositivi e hanno già abituato gli utenti a soluzioni avanzate.

Apple dovrà quindi dimostrare non solo l’affidabilità del proprio ecosistema, ma anche una capacità di innovazione percepita come all’avanguardia e in grado di conquistare la fiducia di un pubblico sempre più esigente.

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