Innovazione

Il flop di Facebook sul video della strage in Nuova Zelanda

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Nonostante abbia annunciato di aver rimosso 1,5 milioni di video della strage di Christchurch, Facebook non è riuscito secondo TechCrunch ad impedire che ne venissero caricati 300.000, il 20% del totale

I social network sono entrati da tempo nelle nostre vite come elementi quotidiani per interagire con il mondo ma è in casi come quello della strage di Christchurch in Nuova Zelanda che il problema diventa evidente ed emblematico: nonostante Facebook abbia annunciato di aver rimosso 1,5 milioni di video della strage messa in atto da Brenton Tarrant in diretta per 17 minuti, la popolare piattaforma creata da Mark Zuckerberg non è riuscita a impedire che ne venissero caricati 300 mila, circa il 20% del totale.

LA “CONFESSIONE” DI MIA GARLICK, NUMERO UNO DI FACEBOOK IN NUOVA ZELANDA

“Nelle prime 24 ore, abbiamo rimosso 1,5 milioni di video dell’attacco in tutto il mondo, di cui oltre 1,2 milioni sono stati bloccati mentre venivano caricati”, ha riferito la responsabile di Facebook in Nuova Zelanda, Mia Garlick, in una serie di tweet dopo che il video del massacro di Christchurch era stato trasmesso in diretta dall’attentatore sul social. “Per rispetto alle persone colpite da questa tragedia e le preoccupazioni delle autorità locali, stiamo rimuovendo anche tutte le versioni editate del video che non contengono contenuti grafici. Continuiamo a lavorare giorno e notte per rimuovere questi contenuti, usando una combinazione di tecnologia e persone”, ha assicurato Garlick. Facebook non ha spiegato però perché 300 mila video non sono stati “catturati” al momento dell’upload, il che rappresenta un tasso di fallimento del 20%.

PER TECHCRUNCH 12 ORE DOPO L’ATTACCO SI CONTINUAVANO A CARICARE VIDEO DELL’ATTENTATO

Le statistiche del social, rappresentano solo il numero totale di video caricati di cui Facebook è a conoscenza. Ma a quanto risulta a TechCrunch, un sito di settore specializzato, sarebbero presenti diversi video caricati su Facebook più di 12 ore dopo l’attacco. Alcuni stanno contattando Facebook per comunicare le cifre di questa partecipazione – come il numero di visualizzazioni, condivisioni e reazioni – che sono state fatte prima che i video fossero eliminati, il che, secondo i critici, è una misura più corretta di quanto i video si sono diffusi.

L’ATTACCO METTE NUOVAMENTE SULLA GRATICOLA I SOCIAL

L’attacco verificatosi venerdì ha preso di mira i fedeli durante le preghiere mattutine a Christchurch. La polizia ha detto di aver fermato l’assalitore circa mezz’ora dopo l’attacco. Il 28enne autore della strage ha trasmesso il video su Facebook utilizzando una telecamera montata sulla testa, tipicamente usata per registrare eventi sportivi in prima persona. Facebook ha chiuso l’account dell’aggressore dopo un’ora dall’attacco, ma il video era già stato condiviso su Facebook, Twitter e YouTube. Le aziende tecnologiche devono affrontare sempre più critiche per la mancanza di risposte a numerose minacce emergenti e amplificate dall’uso dei social e dalla trasmissione di immagini violente.

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