Innovazione

Il Cern ha deciso di sbolognare Microsoft. Ecco come e perché

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I software Microsoft hanno costi “insostenibili nel lungo termine” per il Cern. Per questo è stato avviato il progetto Microsoft Alternatives per un passaggio graduale a soluzioni open source

Il Cern, l’organizzazione europea per la ricerca nucleare che gestisce il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle e il più avanzato acceleratore del Pianeta, ha deciso di abbandonare l’uso di software sviluppato dalla Microsoft a causa degli alti costi di licenza. Al loro posto verranno selezionate delle alternative Open Source. Ad annunciarlo è stato lo stesso Cern in un post ufficiale.

COME SI È ARRIVATI ALLA DECISIONE? PER RAGIONI ECONOMICHE

Ma come mai si è arrivati a questa decisione? Il Centro di ricerche europeo, che ha dato i natali al World Wide Web, ha preso la decisione per ragioni economiche. Il colosso di Redmond, infatti, ha deciso di revocare lo status di istituzione accademica che consentiva uno sconto sui costi delle licenze. Il nuovo contratto avrebbe previsto un somma da corrispondere per ogni utente, che avrebbe fatto moltiplicare notevolmente i costi per l’uso del sistema operativo Windows.

AVVIATO DALLO SCORSO ANNO IL PROGRAMA MALT

Prevedendo quanto sarebbe successo, il Cern dallo scorso anno ha iniziato a sviluppare il programma Malt (Microsoft Alternatives), con il quale ha intrapreso un percorso che porterà l’istituto europeo a dismettere le soluzioni proprietarie a vantaggio di quelle “aperte”, operazione che si tradurrà in un notevole risparmio dei costi di licenza.

RIPRENDERE IL CONTROLLO USANDO UN SOFTWARE APERTO

“L’obiettivo è riprendere il controllo usando un software aperto. Il progetto è ambizioso ma è anche un’occasione unica per dimostrare che è possibile realizzare i servizi più importanti senza un accordo in esclusiva con un venditore”, ha spiegato in un post Emmanuel Ormancey, responsabile architetture di sistema del Cern.

UN PASSAGGIO GRADUALE CHE RICHIEDERÀ DIECI ANNI

Il passaggio non può essere repentino, “per questo il Cern ha negoziato con Microsoft un adeguamento graduale ai prezzi nel corso di 10 anni. Durante questo periodo, il programma MAlt cercherà di migrare il personale del CERN da vari servizi IT e pacchetti software forniti da Microsoft a soluzioni open source, alcune delle quali realizzate internamente dai dipendenti del Cern”, si legge sul fattoquotidiano.it.

UN PROBLEMA CHE NON RIGUARDA SOLO IL CERN

La situazione del Cern non è isolata perché, come si legge nel post, “molti altri istituti di ricerca stanno vivendo dilemmi simili. Un cambio di direzione da parte di un ente così grande e importante può fare da apripista anche a realtà minori, e non sarebbe la prima volta che al Cern si sviluppano soluzioni affermatesi a livello mondiale, come accadde per il World Wide Web”, conclude il fattoquotidiano.it.

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