(L’Opinion, Muriel Motte, 18 marzo 2026)
Soltanto il 7 % dei dipendenti francesi utilizza quotidianamente l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro, una percentuale dimezzata rispetto alla media mondiale, e per la prima volta in Francia si registra un calo dell’adozione secondo l’indagine PwC condotta in 48 paesi.
I lavoratori francesi percepiscono chiaramente la profonda trasformazione del mondo del lavoro indotta dall’IA, ma lamentano una grave carenza di fiducia, punti di riferimento e supporto adeguato, che rallenta l’adozione per mancanza di investimenti nella formazione e di un quadro organizzativo efficace.
Le resistenze sono evidenti: rispetto alla media globale, i francesi attribuiscono all’IA minori benefici in termini di qualità del lavoro, creatività e sicurezza dell’impiego; molte imprese, grandi e piccole, faticano a creare casi d’uso concreti e a sensibilizzare i propri collaboratori, arrivando talvolta a limitarne persino l’accesso.
Utilizzo quotidiano bassissimo in Francia.
Solo il 7 % dei dipendenti francesi ricorre ogni giorno all’IA generativa in azienda, dato stabile rispetto all’anno precedente ma doppio inferiore alla media mondiale del 14 %, posizionando la Francia al penultimo posto in Europa.
Primo calo storico dell’adozione aziendale.
Per la prima volta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese francesi registra un arretramento, mentre nella sfera privata gli impieghi crescono a doppia cifra, evidenziando un netto divario tra vita personale e ambiente professionale.
Accompagnamento insufficiente come ostacolo principale.
L’intelligenza artificiale può rivelarsi molto deludente se i dipendenti non ricevono un adeguato supporto o se non è integrata nel flusso concreto del lavoro quotidiano; un utilizzo sporadico, come una volta alla settimana per il 14 % dei lavoratori francesi, impedisce di coglierne i reali vantaggi.
Percezione meno positiva rispetto al resto del mondo.
I francesi sono sensibilmente meno convinti della media globale che l’IA migliorerà la qualità del loro lavoro nei prossimi tre anni (46 % contro 60 %), la creatività (42 % contro 55 %) o la sicurezza dell’occupazione (26 % contro 38 %).
Responsabilità cruciale di imprese e risorse umane.
L’IA è innanzitutto una questione di risorse umane che rivoluzionerà mestieri, assunzioni e carriere; l’unica vera responsabilità spetta alle aziende, ai loro dipartimenti HR e in definitiva ai vertici aziendali, che devono anticipare e gestire questo cambiamento con urgenza.
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







