Innovazione

Grindr, l’app di incontri gay tornerà in mani Usa (Pechino ha gettato la spugna)

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La società cinese dell’app di incontri gay Grindr deve vendere l’app entro giugno 2020. I funzionari statunitensi hanno fatto pressioni in nome della sicurezza dei dati personali degli utenti

Mentre salgono le tensioni nella guerra commerciale tra Usa e Cina, Pechino cede terreno nel campo delle app. Kunlun, la compagnia mobile cinese proprietaria di Grindr, dovrà vendere la popolare app per incontri gay entro la metà dell’anno prossimo.

Come ha riportato Reuters, la società di Pechino ha raggiunto l’accordo con i funzionari degli Stati Uniti che hanno sollevato preoccupazioni di sicurezza nazionale sulla proprietà della “più grande app di social networking per gay, bi, trans e queer”, secondo la definizione dell’app stessa.

I TIMORI DI WASHINGTON PER LA SICUREZZA DEGLI UTENTI

A marzo il Comitato per gli investimenti esteri statunitense (Cfius) ha informato la Kunlun che la sua proprietà di Grindr costituisce un rischio per la sicurezza nazionale. Gli alti funzionari della sicurezza nazionale temono che i dati personali raccolti possano essere sfruttati dal governo cinese per ricattare personalità con autorizzazioni di sicurezza, secondo le fonti sentite da Reuters.

LA POLITICA DI PECHINO SUI DATI

Secondo la legge cinese sulla sicurezza informatica in vigore da giugno 2017, le aziende che operano nel paese devono basare i loro dati lì, sollevando la preoccupazione dei Paesi stranieri che il governo di Pechino possa accedervi.

I DETTAGLI DELL’INTESA

Ieri Kunlun Tech ha fatto sapere che ha raggiunto un accordo il 9 maggio con i funzionari statunitensi in base al quale si impegna a vendere l’app entro il 30 giugno 2020.

Inoltre la società cinese non dovrà accedere alle informazioni personali degli utenti di Grindr, che includono la loro posizione e lo stato di HIV. Inoltre, l’intesa impedisce a Kunlun di trasmettere dati sensibili a qualsiasi entità con sede in Cina.

L’APP BORN IN USA

Lanciata su iTunes nel 2009 da un immigrato israeliano negli Usa, Joel Simkhai, Grindr è un’app di rete geosociale che consente agli utenti di localizzare altri utenti nelle vicinanze, consentendo la comunicazione e l’incontro. L’app ha guadagnato prima popolarità negli States per poi di attrarre utenti in tutto il mondo. Grindr ha raggiunto 7 milioni di utenti attivi mensilmente ed è disponibile in oltre 190 paesi.

DIVENTATA CINESE

Nel 2016 Kunlun, una delle più grandi aziende di giochi mobili della Cina, ha acquisito una partecipazione di maggioranza nell’app per 93 milioni di dollari e nel 2018 ha comprato il resto di Grindr. Tuttavia, secondo Reuters, nessuna di queste transazioni è stata autorizzata dal Cfius.

NON È LA PRIMA VOLTA

Come ha ricordato la Cnn, Grindr non è la prima app ad affrontare problemi di proprietà rispetto alla sicurezza nazionale. L’anno scorso, Washington ha bloccato l’acquisizione da 1,2 miliardi di dollari di Moneygram da parte di Ant Financial, una società di pagamenti elettronici di proprietà del miliardario Jack Ma, fondatore del colosso cinese Alibaba.

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