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Green Pass, che cosa (non) va

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Tutte le novità in Italia sul Green pass o certificato vaccinale: fatti, obiettivi, problemi e tempi

 

Il Green pass europeo, o Green Digital Certificate, dovrebbe essere “pienamente operativo all’inizio della stagione estiva”.

Lo ha detto oggi il ministro francese per gli Affari Europei Clément Beaune, a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles. “Speriamo che i lavori del Parlamento e del Consiglio permettano di concludere all’inizio di giugno, affinché questo certificato europeo armonizzato, che si fonda sulle vaccinazioni ma anche sui test, possa essere pienamente operativo all’inizio della stagione estiva e facilitare gli spostamenti in Europa”. Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto sentire la propria voce al social summit Ue a Porto lo scorso week end, chiedendo un’accelerazione, decisa e definitiva, sul green certificate europeo.

Ma come già riportato la settimana scorsa, l’Italia non aspetta il modello europeo e intanto procede da sola.

Il governo italiano ha introdotto infatti il pass verde nazionale che permetterà alle persone di muoversi liberamente tra le Regioni. Il pass entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio.

“Quindi non aspettiamo la seconda metà di giugno per avere quello europeo, ma già dalla seconda metà di maggio i turisti potranno avere quello italiano”, ha dichiarato Draghi in occasione della la riunione ministeriale del G20 Turismo il 4 maggio.

“Il green pass sarà molto semplice da ottenere: vale per chi vaccinato, per chi ha fatto il tampone nelle 48 precedenti, per chi ha avuto il Covid e ancora ha gli anticorpi” ha affermato Mariastella Gelmini a Domenica In. “Il ‘green pass sarà rilasciato dalle autorità sanitarie”, ha spiegato il ministro per gli Affari regionali.

Ma restano al momento irrisolti i dubbi sollevati dal Garante della Privacy italiano (qui l’approfondimento di Start) e non solo. “Chi ha lanciato in fretta e furia questo documento senza consultarsi con il Garante non conosce il concetto di privacy by design introdotto nell’art. 25 del Gdpr”, ha sottolineato Leonardo Felician, Docente di Progettazione del Software e Sistemi Informativi II, Università di Trieste su MF/Milano Finanza.

Tutti i dettagli.

COME SARÀ IL GRANN PASS EUROPEO SECONDO IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UE

Il green pass è “un certificato vaccinale europeo. Non è passaporto, ma l’attestazione che una persona ha fatto un percorso sulla strada del vaccino e del test, e questo può consentire di riaprire con ordine”. Lo ha spiegato il presidente del parlamento europeo David Sassoli parlando domenica a “Che tempo che fa”. “Naturalmente siamo impegnati — spiega — perché non ci siano elementi discriminatori ma certamente è uno strumento che può essere efficiente. Pensate alle persone che vanno in vacanza, all’autotrasporto, io credo che per tutto quello che riguarda la mobilità può essere molto utile. Se tutto va bene per il mese di giugno, lo avremo”, ha concluso Sassoli.

INIZIATA LA FASE DI TEST PILOTA IN VISTA DELL’OPERATIVITÀ 1° GIUGNO

Il 10 maggio è iniziata intanto la fase di test pilot per il green pass digitale Ue. “Sono coinvolti 18 Stati membri e l’Islanda, per le prossime due settimane”, ha comunicato ieri un portavoce della Commissione europea durante il briefing, rispondendo a una domanda. “Si tratta di un test, l’interoperabilità funziona, la struttura che sorregge il green pass digital è operativa, stiamo anche testando l’upload e il download dei dati. Finora non abbiamo utilizzato dati reali ma dati test. In questo momento, questo tipo di operazioni non coinvolgono i cittadini o i certificati nello specifico, ma l’infrastruttura. Per il primo giungo gli Stati membri, se sono pronti, potranno caricare dati reali”, ha aggiunto.

Il certificato europeo sta per diventare dunque operativo ma manca ancora il semaforo verde dell’Ue.

IL SOLLECITO DI MARIO DRAGHI

Proprio per questo, il premier Draghi, insieme ad altri leader Ue, ha insistito sabato scorso al Social Summit Ue affinché Bruxelles dia al più presto il via libera al green pass. Perché senza un modello unico si rischia solo confusione. Secondo la presidente della Commissione europea, Von der Leyen,  un accordo tra Consiglio e Parlamento europeo è prevedibile per fine maggio.

L’ITALIA PROCEDE INTANTO DA SOLA

Tuttavia, come dicevamo, il nostro paese è pronto a procedere in maniera autonoma dal green pass europeo. Già la settimana scorsa — alla conferenza seguita alla riunione ministeriale del G20 Turismo — Draghi aveva annunciato che l’Italia intanto farà da sola, a metà maggio sarà pronta a riaprire al mondo cancellando i 5 giorni di quarantena per chi è munito di tampone negativo, di un attestato di avvenuta e completa vaccinazione o guarito dal Covid negli ultimi sei mesi.

SILERI: “GREEN PASS STIMOLO A VACCINARSI”

Sul green pass ieri Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, in un’intervista al Corriere della Sera ha detto che “arriverà entro due settimane. Sarà un ulteriore stimolo a farsi vaccinare”.

E LE QUESTIONI SOLLEVATE DAL GARANTE PRIVACY?

Ma resta da sciogliere la questione legata alla privacy.

In relazione al progetto nazionale di certificazione verde introdotto con il decreto “Riaperture”, il Garante della privacy ha segnalato al governo che i trattamenti dei dati personali connessi all’avvio di iniziative che limitano fortemente i diritti e le libertà delle persone possono avvenire solo nel quadro di un’idonea base giuridica. A seguito inoltre di una valutazione dei rischi e con l’adozione di adeguate misure a tutela degli interessati.

L’ISTRUTTORIA AVVIATA SU CORONAPASS ALTO ADIGE

E sul tema l’Autorità presieduta da Pasquale Stanzione è rimasta in allerta.

A fine aprile il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria per verificare la liceità del progetto locale di “certificazione verde” Covid, avviato dalla Provincia autonoma di Bolzano.

In base alle dichiarazioni pubbliche rilasciate dall’ente provinciale e al testo di una specifica ordinanza adottata dal suo presidente — spiega il Garante — verosimilmente già dal 26 aprile solo i possessori del cosiddetto “CoronaPass Alto Adige” possono accedere a determinate strutture ricettive; luoghi ricreativi e di formazione; nonché partecipare ad altre attività, come eventi e pratiche sportive. Il pass viene rilasciato solamente alle persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione, a chi è guarito dal Covid o ha da poco eseguito un test negativo.

Il Garante, inviando una comunicazione alla Provincia Autonoma di Bolzano, “si riserva ogni valutazione in ordine all’adozione di provvedimenti finalizzati ad imporre una limitazione provvisoria o definitiva del trattamento dei dati previsto nel progetto di certificazione verde locale, incluso il divieto di trattamento”.

I PROBLEMI DI PRIVACY SECONDO IL PROF. FELICIAN

“Chi ha lanciato in fretta e furia questo documento senza consultarsi con il Garante non conosce il concetto di privacy by design introdotto nell’art. 25 del Gdpr” ha sottolineato Leonardo Felician, Docente di Progettazione del Software e Sistemi Informativi II, Università di Trieste su MF.

“Se pertanto il Green Pass, per come è stato concepito e dichiarato, serve esclusivamente per gli spostamenti delle persone, ogni altro uso è escluso e ogni dato non pertinente a questa finalità è vietato. Il nome del vaccino, il numero di serie del lotto e il numero di dosi non rilevano per questi fini e dunque non vanno riportati nel documento. L’informazione che il via libera allo spostamento dipenda dalla vaccinazione oppure dalla guarigione è addirittura aberrante — incalza Felician —: chi ha avuto il Covid ha diritto che ciò resti altamente riservato senza farlo conoscere a chiunque controlli i suoi spostamenti, non solo le forze dell’ordine, ma magari anche per l’accesso a uno spettacolo culturale o sportivo, a una discoteca o a un centro termale. Secondo la legge sulla privacy i dati sensibili, e questo lo è assolutamente, devono essere trattati con il più alto livello di protezione”.

“Per poter legittimamente contenere i dati che attualmente sono riportati, si devono ampliare le finalità del Green Pass e preventivamente informare gli interessati che il documento ha anche altre finalità e proprio per esse i dati suppletivi sono stati inseriti” ha aggiunto il professore.

IL TWEET DELLA GIURISTA VITALBA AZZOLLINI

CARTABELLOTTA (GIMBE): “TAMPONE GRATUITO PER GREEN PASS”

LA PROTESTA DI FNOMCEO

Infine anche gli ordini dei medici protestano contro il green pass.

Con la sua durata di sei mesi dalla vaccinazione, il certificato “escluderebbe di fatto i medici, vaccinati a gennaio, dalla possibilità di spostarsi questa estate”. Si legge in una nota del presidente degli ordini dei medici, Filippo Anelli.

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