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Come sarà il Green pass italiano secondo Draghi

Draghi

Tutti i dettagli sul Green pass italiano per spostarsi tra regioni

“È arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia, non vediamo l’ora di accogliervi di nuovo”. Così si è conclusa ieri la conferenza stampa del premier italiano Mario Draghi che ha introdotto la riunione ministeriale del G20 Turismo. 

Draghi: “Siamo pronti ad ospitare il mondo”

Il turismo è una voce di Pil molto importante per il nostro paese. Una miniera d’oro che, secondo il rapporto Enit del 2019, prima della pandemia pesava per circa il 13% del Prodotto interno lordo. “Noi siamo nuovamente pronti a ospitare il mondo. Le nostre montagne, le nostra spiagge, le nostre città e le nostre campagne stanno riaprendo – ha detto Draghi che riconosce quanto il settore del turismo sia stato colpito dalla pandemia -. Alcuni settori sono destinati a restringersi ma altri a crescere, non ho dubbi che il turismo in Italia tornerà forte come e più di prima”. “Il Governo – promette il Primo ministro –  intende offrire un aiuto all’industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura così prolungata. E naturalmente l’industria turistica è figura preminente nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Veniamo all’immediato futuro dobbiamo offrire regole chiare semplici per far sì che i turisti vengano da noi a viaggiare in sicurezza”. 

Green pass, l’Italia anticipa l’Europa 

A partire dalla seconda metà di giugno in Europa sarà attivo il certificato verde, documento indispensabile per muoversi all’interno dell’Unione Europea. “Grazie al pass i turisti saranno in grado di spostarti da un paese all’altro senza quarantena – continua Mario Draghi – a patto che possano dimostrare di essere guariti dal covid, di essere vaccinati o di essere negativi al tampone”.  La sorpresa arriva quando il Premier informa i giornalisti che l’Italia, questa volta, farà prima dell’Europa. “In attesa del certificato europeo il Governo ha introdotto un pass verde nazionale che permetterà alle persone di muoversi liberamente tra le regioni e che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio”. Il certificato verde per le vacanze italiane consentirà ai turisti di muoversi senza dover sottoporsi a quarantena. A patto, ovviamente, d’essere stati vaccinati con un farmaco già approvato dall’Aifa, guariti dal Covid o negativi al test. 

Certificato verde dopo un tampone: i dubbi degli esperti

“Il tampone recente per avere il ’pass’ è un pericolosissimo controsenso”. A dirlo è il virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, che affida le sue preoccupazioni a Twitter. “Dal punto di vista medico – scrive ancora Burioni -, gli unici che potrebbero muoversi con maggiore libertà sono i vaccinati e i guariti. Il resto è una sciocchezza”.


Certificato verde italiano uguale per cittadini e turisti 

Il 15 maggio, come scrive Repubblica, scade l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che impone, a chi arriva da un Paese europeo, un test antigenico o molecolare negativo, una quarantena di 5 giorni e un secondo tampone al termine dell’isolamento prima di viaggiare liberamente per l’Italia, rispettando ovviamente le sole regole dei colori. Il certificato verde italiano entrerà in vigore dal 16 maggio e sarà l’omologo “turistico” del modello in corso di validità  dal 26 aprile per muoversi da o verso una regione arancione o rossa. Il pass dovrebbe valere per i turisti europei ed e gli esperti stanno valutando la possibilità di estenderlo anche a paesi molto avanti nella vaccinazione della popolazione, come Israele o Stati Uniti. Come spiegato nelle FAQ del Governo, la certificazione verde per spostarsi tra regioni è un certificato cartaceo o digitale utile a dimostrare di essere in possesso di uno dei seguenti requisiti: aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid, essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio, aver contratto il virus ed essere guariti. Si tratta quindi di una versione nazionale del Green Pass europeo.

Il Green pass europeo: un diritto

Come ha detto il Premier Draghi il digital green certificate, il pass vaccinale europeo, arriverà a metà giugno. Il prossimo lunedì, scrive il Corriere della Sera, inizierà la sperimentazione in un primo gruppo di 16 Paesi, tra cui l’Italia. Una seconda fase di test partirà il primo giugno, quando il sistema europeo che consentirà di emettere il certificato sarà pienamente operativo. Martedì prossimo si incontreranno i negoziatori del Consiglio (cioè gli Stati membri ) e del Parlamento Ue per trovare l’accordo politico sul suo uso e per la definizione del regolamento. A quel punto il certificato, valido in tutta la Ue, diventerà un diritto.

Come funzionerà il Green pass europeo

Il certificato attesterà, attraverso una app dotata di codice Qr oppure in formato cartaceo, l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 e il numero di dosi ricevuto, l’avvenuta guarigione nei precedenti sei mesi e la presenza dei relativi anticorpi, oppure l’esito negativo di un tampone, Pcr o rapido (i dettagli tecnici su questo verranno negoziati dai colegislatori). Il pass sarà certificato con firma elettronica, per evitare frodi e falsificazioni. Per rispetto della privacy, i dati personali non potranno essere conservati nel Paese di destinazione, né ci sarà un database centralizzato Ue. Ogni Stato membro potrà stabilire i requisiti di ingresso nel proprio territorio. Il Parlamento Ue ha chiesto di estendere la durata del certificato per un anno. Inoltre per evitare discriminazioni, gli eurodeputati ritengono che i Paesi Ue dovrebbero garantire test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti. 

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