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Gpt-4o

Gpt-4o, cos’è e cosa promette di fare l’ultima Ia di OpenAI

Per Sam Altman Gpt-4o è una Intelligenza artificiale simile a quella del film di fantascienza Her di Spike Jonze, pellicola distopica e angosciante incentrata sull'alienazione dell'individuo. Ma è davvero questo il futuro che le Big Tech vogliono creare?

Lo stile, essenziale, dello scenario pareva quello degli eventi Apple progettati fin nel dettaglio dal compianto Steve Jobs che hanno contribuito a farne un guru per milioni di persone. Ma pareva anche rimandare agli ambienti zen, molto nipponici, degli show noti come Nintendo Direct progettati da un altro Ceo che sapeva bucare lo schermo ed era parecchio amato dal grande pubblico, anch’egli prematuramente scomparso: Satoru Iwata. L’ambiente luminoso e confortevole strizzava l’occhio a quello che solitamente fa da sfondo a Mark Zuckerberg di Meta. La capacità di generare ciò che gli internauti definiscono hype attorno all’evento, invece è proprio di Microsoft.

A livello comunicativo, OpenAi si è messa in scia alle Big Tech più affermate

PICCOLE STARTUP CRESCONO

Sorprende che una realtà che solo fino a poco fa era ancora allo stadio larvale della startup che stazionava ai margini di questo folle mondo hi-tech sia stata in grado di fare tanto, ma parte degli 11 miliardi che Redmond vi ha riversato devono essere finiti anche in schiere di esperti marketing che hanno saputo stimolare i gangli giusti del Web, persino creando disinformazione. Per diversi giorni, infatti, Gpt-4o (questo il nome dell’ultima arrivata nel vivaio delle Intelligenze artificiali di Open Ai) pareva dovesse rappresentare l’assalto definitivo a Google.

IL GUANTO DI SFIDA A GOOGLE È COMUNQUE LANCIATO

Ma così non è stato. Da Mountain View hanno indubbiamente tirato un sospiro di sollievo. Sì, perché quella ex startup, dopo aver mostrato al mondo cos’è stata in grado di fare con ChatGpt, oggi è in grado di impensierire Google. Di rendere almeno un po’ più periferica la principale piazza di Internet.

E sebbene Gpt-4o non sia la risposta di OpenAi al motore di ricerca/fornitore di servizi numero uno al mondo (davvero c’è ancora qualcuno che nonostante le mail, il PlayStore, YouTube, lo spazio in cloud, Maps, il Wallet, Google One, Meet, ecc… identifica Mountain View come motore di ricerca puro e semplice?), l’intento di infastidirlo era palese.

QUESTA SERA GOOGLE I/O 2024

O la diretta di OpenAi non sarebbe andata online 24 ore prima da Google I/O 2024, il tradizionale momento dell’anno in cui il colosso guidato da Sundar Pichai presenta al proprio pubblico le novità in canna. Del resto dalle parti di OpenAi avranno pensato anche che questa sera (prendendo in considerazione il fuso orario italiano) Google presenterà un bel po’ di novità a tema IA e che fosse meglio giocare d’anticipo.

VERSO UN CAMBIO DI BUSINESS DI OPENAI?

Siamo consapevoli che starete scalpitando per scoprire cos’è e cosa promette Gpt-4o, ma un ultimo paragrafo sul contesto è d’obbligo in quanto in un post pubblicato sul suo blog dopo l’evento in live streaming, il founder e Ceo di OpenAi ha detto che la ‘vision’ dell’azienda non è più quella di “creare un’intelligenza artificiale generale che porti benefici all’umanità”.

Sam Altman ha spiegato il nuovo modo in cui la sua software house intende sostenersi da qui in avanti: “Saranno gli altri a usare la nostra intelligenza artificiale per realizzare tutte le cose fantastiche di cui tutti potremo beneficiare”.

Insomma, per certi versi OpenAi fa un passo indietro e diventa fornitore di tecnologie, sviluppatore di API a pagamento per altre software house che, sulla base dei suoi algoritmi smart e ricettivi, creeranno le più disparate applicazioni e daranno vita a servizi innovativi. Probabilmente fregiandosi di un marchio simile al “powered by” dato che ormai ChatGpt è tanto famigerato (ricordiamoci il tema delle ricadute occupazionali) quanto famoso.

COS’È GPT-4O

Fatte queste premesse, doverose per capire l’ambiente in cui si muove questa azienda che oggi pare rivoluzionaria, vediamo allora di capire cos’aveva di così importante da dire al mondo intero la realtà guidata e fondata da Sam Altman, che ha voluto radunare attorno a sé fan, possibili investitori, nerd e semplici curiosi sul proprio sito per una live pubblicizzata per giorni e giorni.

 

Con un vero colpo di scena, appena Mira Murati, la Chief Technology Officer di OpenAI, ha alzato il velo su Gpt-4o, la società ha premuto il tasto che ha sguinzagliato la nuova Intelligenza artificiale lasciandola libera di interagire con gli utenti di tutto il mondo. Non tutti però la vedranno simultaneamente sul sito, via browser o app. E non è stata nemmeno chiarita la sua disponibilità nei vari Paesi.

Non abbiamo ancora avuto modo di provarla e, proprio per questo, non staremo a elencare tutti i plus elencati da OpenAi (più veloce, più efficiente, più interattiva…) perché si scadrebbe nello spot. Per quello appunto c’è il materiale marketing divulgato dalla compagnia. Chi volesse saggiare le capacità di Gpt-4o potrà nei prossimi giorni correre sul loro sito e iniziare a giochicchiarci.

GPT-4O CI VEDE (E CI SENTE) MEGLIO

Tra le nuove feature, il nipotino di ChatGpt è in grado di fagocitare video proposti dell’utente e restituirli sminuzzati, sotto forma di bignami e compendi. Una elaborazione che pare avvenire frame per frame e che, per quanto non naturalissima, comunque sorprende.

Si tratta di una funzione sulla quale OpenAi intende puntare molto: prova ne sia che l’abbiamo potuta utilizzare in quanto, a differenza delle novità in ambito musicale, è stata subito aperta a tutti, anche a noi utenti non paganti. E l’Intelligenza artificiale, si sa, per migliorare ha bisogno del maggior numero di stimoli possibili.

CI INNAMOREREMO DI GPT-4O?

Sam Altman, il Ceo di OpenAI, ha persino paragonato Gpt-4o all’intelligenza artificiale del film Her di Spike Jonze, nel quale un solitario Joaquin Phoenix finisce per innamorarsi di una vocina contenuta sul proprio smartphone. E non è esattamente il futuro distopico cui le Big Tech dovrebbero voler tendere.

Ma quel paragone la dice comunque lunga sulla convinzione che ha l’azienda circa le capacità del nuovo bot, che dovrebbe essere in grado di arguire, dal tono della voce del “suo umano” il relativo stato d’animo e adattarsi di conseguenza.

Nella sua nuova versione potrà anche essere interrotto per ricevere nuovi stimoli e spunti. Questa è, indubbiamente, una novità di rilievo. Inoltre, Gpt-4o pare cavarsela molto meglio con le lingue differenti dall’inglese, anche nel parlato: nella presentazione c’è stato persino il siparietto di una conversazione in italiano.

L’ultimo dato che citeremo è la velocità (dichiarata) di risposta: 232 millisecondi, con una media di 320 millisecondi. Un ulteriore passo nella conversazione uomo – macchina idoneo a renderla sempre meno artificiale. Ma la velocità di risposta, lo sappiamo, non basta a fare del proprio interlocutore un buon conversatore o i talk show politici sarebbero pieni di premi Nobel. Sull’intelligenza delle argomentazioni Gpt-4o è ancora tutto da testare.

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