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Cosa fanno Google e Facebook sui cavi di Internet tra Asia e Africa

Facebook

Google e Facebook hanno presentato un piano per un cavo sottomarino nell’Asia-Pacifico. Facebook, intanto, insieme a un consorzio di aziende (anche europee e cinesi), annuncia l’espansione del progetto di connettività Internet per l’Africa. Tutti i dettagli

 

Google e Facebook hanno presentato lo scorso lunedì il piano per la realizzazione di un nuovo cavo sottomarino di Internet che collegherà Guam, Giappone, Filippine, Taiwan, Indonesia e Singapore.

Il nome del progetto è Apricot (“Albicocca”): sarà lungo circa 12mila chilometri ed entrerà in funzione nel 2024, una volta che avrà ricevuto l’approvazione delle autorità di regolazione.

IL COMMENTO DI FACEBOOK

Nico Roehrich, manager di Facebook per l’Asia-Pacifico, ha detto che il progetto “porterà l’indispensabile capacità di Internet, la ridondanza e l’affidabilità per espandere le connessioni nella regione dell’Asia-Pacifico”.

“Il cavo Apricot”, ha proseguito, “è parte del nostro impegno continuo per espandere l’infrastruttura globale di rete e servire meglio gli oltre 3,5 miliardi di persone nel mondo che utilizzano i nostri servizi ogni mese”.

IL COMMENTO DI GOOGLE

Nei mesi scorsi Google e Facebook avevano annunciato un altro cavo sottomarino di Internet per collegare gli Stati Uniti, Guam, Singapore e l’Indonesia. Il nome del progetto è Echo.

Il vicepresidente di Google Cloud, Bikash Koley, ha spiegato che i cavi Echo e Apricot sono “sistemi sottomarini complementari che offriranno benefici con più percorsi dentro e fuori l’Asia, incluse rotte uniche attraverso l’Asia meridionale, garantendo un grado di resilienza significativamente più alto per Google Cloud e i servizi digitali”.

Koley ha aggiunto che i cavi Echo e Apricot, “insieme, forniranno alle aziende e alle startup in Asia minore latenza, maggiore larghezza di banda e resilienza aumentata nelle loro connessioni tra il Sudest asiatico, l’Asia settentrionale e gli Stati Uniti”.

IL VALORE STRATEGICO DEI CAVI SOTTOMARINI

I cavi sottomarini di Internet sono probabilmente le infrastrutture di connettività più importanti e strategiche della nostra epoca: al loro interno passa circa il 99 per cento dei dati scambiati su Internet. Basta questo dato a far capire perché gli Stati Uniti non vogliano lasciare la loro posa nelle mani di aziende cinesi come HMN Tech (precedentemente nota come Huawei Marine Network).

Oltre agli interessi economici di Google e Facebook, infatti – che vedono nei cavi sottomarini lo strumento necessario all’espansione dei propri servizi nei mercati asiatici -, i progetti legati a queste infrastrutture sono sempre monitorati con grande attenzione dal governo americano.

Nei mesi scorsi, ad esempio, Google e Facebook hanno definitivamente cancellato i piani per lo sviluppo di un cavo tra la California e Hong Kong: c’entrano le pressioni di Washington, che non considera più Hong Kong un “porto sicuro per i dati” dopo che le autorità cinesi si sono garantite un maggiore controllo sulla città-regione.

Più di recente, a giugno, gli Stati Uniti hanno fatto pressioni su un gruppo di stati insulari del Pacifico per convincerli ad abbandonare un progetto della cinese HMN Tech per un cavo sottomarino – chiamato East Micronesia Cable – che si sarebbe collegato a Guam, territorio americano che ospita molte strutture militari.

IL CAVO DI FACEBOOK IN AFRICA

Sempre lunedì scorso, Facebook e un gruppo di società di telecomunicazioni hanno annunciato l’espansione del progetto per un cavo sottomarino di Internet in Africa, che collegherà altri quattro paesi oltre a quelli previsti: le Seychelles, le Comore, l’Angola e la Nigeria sud-orientale, dove verrà realizzato un punto di approdo. Solo recentemente il consorzio aveva annunciato l’inclusione nel progetto delle isole Canarie.

Il progetto, che si chiama 2Africa, sarà il più grande cavo sottomarino al mondo.

LE AZIENDE COINVOLTE E I TEMPI PREVISTI

Di 2Africa fanno parte, oltre a Facebook, anche la britannica Vodafone, la francese Orange, la saudita stc, l’egiziana Telecom Egypt e la cinese China Mobile International.

Ad occuparsi della posa delle nuove tratte di cavo è la francese Alcatel Submarine Networks.

Il progetto 2Africa disporrà di 35 punti di approdo in 26 paesi diversi. I primi segmenti di cavo dovrebbero venire installati nel 2022; il sistema entrerà in funzione alla fine del 2023.

L’INTERESSE ECONOMICO PER L’AFRICA

L’interesse economico per l’Africa si spiega con la ancora scarsa penetrazione di Internet nel continente, nonostante la crescita sia della popolazione che degli utenti in rete, favorita – quest’ultima – dalla diffusione di smartphone a prezzi accessibili.

Rispetto alla media globale del 51 per cento, in Africa la percentuale di utenti Internet da dispositivi mobile è del 26 per cento.

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