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Gli asintomatici trasmettono o no il coronavirus?

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Gli asintomatici trasmettono Sars-Cov-2? Le piroette dell’Oms, il commento di Crisanti e un report della fondazione Gimbe

Gli asintomatici sono contagiosi? Sì, no, forse.

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità fa confusione.

La dottoressa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha prima sostenuto che è “raro” che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus, per poi fare marcia indietro e dire che le sue affermazioni si rifacevano ad un un “set di dati limitato”.

Ma quali sono, al momento, le evidenze scientifiche?

A provare a dare una risposta è un report Gimbe.

Ecco il punto della situazione.

LE DICHIARAZIONI DELL’OMS

“È molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus”, ha detto lunedì 8 giugno la dottoressa Maria Van IKerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

LE RETTIFICHE

Il 9 giugno, le affermazioni sono state rettificate. “Ho ricevuto molti messaggi e richieste di chiarimenti dopo quanto affermato ieri in conferenza stampa” in merito alla trasmissione del Covid-19 da parte degli asintomatici.

“Stavo rispondendo a una domanda e non esprimendo una posizione dell’Oms. Ho usato la parola ‘molto rara’ e c’è stato un fraintendimento perché è sembrato che dicessi che la trasmissione asintomatica è globalmente molto rara. Mentre mi riferivo a un set di dati limitati”, ha spiegato la dottoressa Maria Van Kerkhove.

RICCIARDI: OMS HA SBAGLIATO

Sull’argomento è intervenuto anche Walter Ricciardi, che ha definito l’intervento della Van Kerkhove quale “una risposta inaccurata e sbagliata”.

“La trasmissione da asintomatici è, invece, tipica di questo virus e proprio ciò lo differenzia da Sars e Mers”, ha sostenuto Ricciardi – consigliere del ministero della Salute e membro italiano del board dell’Oms – intervenendo ad Agorà, su Rai 3.

LE CRITICHE DI CRISANTI

“È l’ennesima svista, fatta forse per nascondere tutte le stupidaggini che hanno detto prima – ha commentato con il Giornale Andrea Crisanti, docente di Microbiologia all’università di Padova – Comunque dire che gli asintomatici sono poco infettivi è un’affermazione che va contro ogni osservazione scientifica. Purtroppo sono i giovani a trasmettere la malattia, perché spesso manifestano l’infezione in maniera asintomatica, mettendo più a rischio la salute degli altri». Ha aggiunto Crisanti: «Dico che nell’Organizzazione mondiale della Sanità ci sono troppi burocrati e pochi esperti con competenze: serve più presenza qualificata sul territorio e meno gente a Ginevra».

GIMBE: ECCO LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

Ma dichiarazioni e smentite a parte, quali sono le evidenze scientifiche? A provare a rispondere alla domanda è la fondazione Gimbe presieduta da Nino Cartabellotta, rifacendosi ad una pubblicazione effettuata lo scorso 3 giugno a firma di Daniele Horan ed Eric Topol sugli Annals of Internal Medicine in cui vengono sintetizzate le migliori evidenze disponibili sull’infezione asintomatica da SARS-CoV-2 in base ai dati di 16 coorti, tra cui quella italiana di Vo’.

ASINTOMATICI: TRASMISSIONE DEL VIRUS PER PERIODO PROLUNGATO

Tra le prime evidenze emerge che circa il 40-45% delle persone infette da SARS-CoV-2 risultano senza sintomi, “suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%”, spiega Gimbe, aggiungendo che secondo quanto emerso “i soggetti asintomatici possono trasmettere il virus per un periodo prolungato, verosimilmente anche maggiore di 14 giorni”.

ASINTOMATICI E SINTOMATICI: CARICA VIRALE SIMILE

Secondo uno studio condotto in Lombardia, c’è una carica virale simile tra soggetti asintomatici e sintomatici, che non coincide con la trasmissibilità del virus, ancora non adeguatamente studiata.

LESIONI ANCHE IN ASSENZA DI SINTOMI

Qualche indizio in materia potrebbe anche arrivare dal fatto che asintomatico, purtroppo, non coincide con zero lesioni. “L’assenza di sintomi non equivale ad assenza di lesioni: infatti, nelle 2 coorti che hanno sottoposto alla TAC i soggetti inclusi (Diamond Princess, Corea del Sud), sono state rilevate negli asintomatici anomalie polmonari subcliniche di incerto significato che richiedono ulteriori studi”, spiega Gimbe, sottolineando che è indispensabile estendere le strategie di testing alle persone senza sintomi.

CARTABELLOTTA: SERVE IDENTIFICARE, TRACCIARE ED ISOLARE

“Le evidenze ad oggi disponibili dimostrano che la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-Cov-2. Di conseguenza in questa fase della pandemia le misure di sanità pubblica devono essere orientate sia a identificare, tracciare e isolare i soggetti asintomatici, sia a fare rispettare il distanziamento sociale e utilizzare la mascherina quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.

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