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BarMar, cosa sappiamo del gasdotto per l’idrogeno tra Francia, Spagna e Portogallo

Barmar

Francia, Spagna e Portogallo hanno raggiunto un accordo su un nuovo gasdotto, il BarMar, che cancella la contesa sul MidCat. Tutti i dettagli e le conseguenze energetiche per l’Europa

Francia, Spagna e Portogallo hanno raggiunto giovedì un accordo per la costruzione di un gasdotto sottomarino per il trasporto di idrogeno e gas naturale tra Barcellona e Marsiglia.

La condotta – soprannominata BarMar – va a sostituire, cancellandoli, i piani per il MidCat, il conteso gasdotto tra Spagna e Francia.

I CONTRASTI SUL MIDCAT

Promosso dalla Spagna e dal Portogallo con il sostegno della Germania, che consuma tanto gas e ha urgenze di approvvigionamento, il MidCat era però osteggiato dal governo francese. Parigi lo riteneva un’infrastruttura costosa, che avrebbe forse richiesto anni di lavori e priva di valore strategico, visti gli impegni comunitari a ridurre i consumi di combustibili fossili.

IDROGENO E GAS RINNOVABILI

Il BarMar, invece, sembra essere maggiormente allineato ai piani di transizione energetica. La condotta sarà destinata infatti al trasporto di idrogeno verde (un combustibile che non emette gas serra, prodotto dall’elettricità rinnovabile) e di altri gas rinnovabili come il biometano.

Nell’immediato, e solo per un periodo di tempo ridotto, il BarMar trasporterà anche una “quantità limitata” di gas naturale per alleviare la crisi europea delle forniture.

IL GAS “BLOCCATO” IN SPAGNA

Insieme, Spagna e Portogallo dispongono di una capacità di rigassificazione di 36,2 miliardi di metri cubi all’anno, che consente loro di ricevere grandi quantità di gas liquefatto (GNL). Non riescono tuttavia a ri-esportarle sul mercato europeo per via dell’insufficiente capacità dei gasdotti tra la Spagna e la Francia, che ammonta ad appena 7,5 miliardi di metri cubi.

Leggi anche: Snam, cosa si sa sul gasdotto Spagna-Italia. Chi pagherà?

L’INTERCONNESSIONE ELETTRICA

Oltre che sul BarMar, Madrid e Parigi hanno raggiunto anche un accordo per velocizzare il completamento di un interconnettore elettrico nel golfo di Biscaglia e per realizzare altre linee di contatto tra le loro reti.

TEMPI E COSTI (IGNOTI) DEL BARMAR

I tempi di realizzazione e i costi del BarMar non sono ancora noti. I leader di Francia, Spagna e Portogallo si riuniranno ad Alicante il 9 dicembre per discuterne.

COSA FA LA SPAGNA SULL’IDROGENO

Secondo la società di consulenza Wood Mackenzie, nel primo trimestre del 2022 la Spagna ha rappresentato il 20 per cento di tutti gli annunci sugli investimenti nell’idrogeno verde al mondo, seconda solo agli Stati Uniti.

La società energetica Iberdrola sta costruendo il più grande impianto per l’idrogeno verde d’Europa e Puertollano, nella Spagna centrale. Tra le aziende spagnole che stanno investendo nell’idrogeno da rinnovabili c’è anche Cepsa, una compagnia tradizionalmente focalizzata sugli idrocarburi, che spenderà 7-8 miliardi di euro entro il 2030 per riposizionarsi nel settore delle energie a basse emissioni.

I RIGASSIFICATORI SPAGNOLI

La Spagna possiede sei terminali di rigassificazione del GNL e tre impianti di stoccaggio che hanno quasi raggiunto la loro capacità massima. La Spagna vale, da sola, il 33 per cento della capacità di rigassificazione dell’Unione europea e il 44 per cento della capacità di stoccaggio di GNL.

Per via dell’isolamento infrastrutturale rispetto al resto del continente, i prezzi del gas naturale nella penisola iberica sono scesi fino ai livelli minimi da quasi sei mesi: i siti di stoccaggio sono quasi pieni, ed è impossibile ri-esportare il combustibile verso l’Europa centrale (dove ce n’è domanda) a causa della mancanza di gasdotti.

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