Innovazione

Microsoft bussa per entrare in Gaia-X

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Microsoft punta a diventare fornitore di Gaia-X, il progetto tedesco di respiro europeo per un Cloud Ue. Ecco dettagli e approfondimenti

Emancipazione a metà. Tra le aziende che potrebbero collaborare al grande progetto Gaia-X, che dovrebbe emancipare l’Europa dalla dipendenza cloud degli Stati Uniti, potrebbe esserci, a sorpresa, anche Microsoft. L’azienda a stelle e strisce punta infatti ad essere tra i fornitori del consorzio europeo.

I COLLOQUI DI MICROSOFT

Microsoft, la società con sede a Redmond, nello Stato di Washington, fondata da Bill Gates e guidata da Satya Nadella, ha bussato al ministero dell’Economia tedesco per poter entrare a far parte di Gaia-X. L’azienda ha rivelato di aver avuto dei colloqui per valutare la possibilità di essere considerata tra i fornitori per l’infrastruttura cloud europea.

“Attualmente stiamo discutendo della nostra partecipazione al ministero dell’Economia a Berlino”, ha dichiarato un portavoce di Microsoft a Euractiv.

LA MOSSA DI MICROSOFT

La mossa americana, che arriva dopo un primo momento di sconforto di Microsoft per la decisione tedesca ed europea, nasce dalla convinzione che “nell’era del cloud sarebbe errato definire la sovranità lungo i confini territoriali”, secondo quanto riferito dal portavoce.

LE GARANZIE

Nel caso fosse “assunta” per lo scopo, Microsoft si dice certa anche di poter offrire all’Europa “un’architettura tecnologica adeguata” per garantire all’infrastruttura cloud europea tutta la sicurezza di cui ha bisogno, proteggendola dall’accesso non autorizzato di attori malintenzionati.

IL PROGETTO

Ma per capire cosa significherebbe l’ingresso di Microsoft nel progetto serve fare un passo indietro. Gaia-X è un progetto Made in Germany dalla vocazione europea che nasce per smarcare il Vecchio Continente dal dominio americano e cinese sul cloud.

Il documento di Gaia-X, presentato il 29 ottobre 2019, parla della volontà di realizzazione di “infrastruttura dati potente e competitiva, sicura e affidabile per l’Europa”. L’idea è nata all’interno dell’International Data Space (IDS) del governo federale e della Fraunhofer-Gesellschaft, con particolare interesse anche da parte del settore privato.

LE INTENZIONI

Con Gaia-X la Germania intende mettere in rete le capacità del server di molte piccole e grandi aziende, in modo tale che “i dati possano essere resi disponibili, riuniti e condivisi in modo veloce e sicuro”, secondo quanto scrive Frankfurter Allgemeine Zeitung.

LE AZIENDE EUROPEE

Ma quali sono le aziende che collaboreranno al progetto? Tra i partecipanti certi ci sono pesi massimi come Bosch, SAP, Deutsche Telekom, Deutsche Bank, Siemens e Festo, che prenderanno parte attiva nello sviluppo dell’intero progetto.

Il progetto, secondo quanto dichiarato da Handelsblatt, dovrebbe coinvolgere oltre 100 società e “istituti di ricerca di 17 paesi” (qui i dettagli).

LO SPIRAGLIO DI GAIA-X PER I GRUPPI AMERICANI

Vista la natura del progetto e gli obiettivi verrebbe da pensare che le americane Amazon, Google, Ibm e Microsoft dovrebbero restare fuori, ma non è detto che sarà così. Secondo gli addetti ai lavori, come si legge in questo articolo di Start Magazine, le aziende a stelle e strisce potrebbero rientrare a far parte di Gaia-X, dal momento che “si stanno attrezzando da tempo per avere società controllate domiciliate e infrastrutture cloud nei Paesi dell’Unione europea così da concorrere a pieno titolo a gestire i cloud nazionali”. Anche perché lo stesso rapporto su Gaia-X lascia più di uno spiraglio aperto: “Il progetto si concentra principalmente sull’obbligo di creare una soluzione europea, che ovviamente dovrebbe essere aperta anche a livello internazionale. Accogliamo con favore anche partner extraeuropei, a condizione che condividano i nostri valori e obiettivi, che sono sovranità e disponibilità dei dati”, si legge sul sito di Gaia-X alla domanda: “Il progetto è aperto a fornitori di cloud americani/internazionali?”.

LE QUOTE DI MERCATO

Attualmente secondo la società di analisi Canalys, è Amazon, infatti, il leader di settore con una quota del 31,7% del mercato ed un fatturato annuo da 25,4 miliardi. Secondo posto per Microsoft Azure, con 13,5 miliardi e una quota di mercato del 16,8%. Segue Google con un fatturato di 6,8 miliardi e un market share dell’8,5%.

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