Innovazione

Ecco tutti i timori di Cia e Fbi (e non solo) su Huawei e Zte

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huawei

Perché gli 007 americani chiedono ai cittadini di non acquistare smartphone Huawei e Zte. L’articolo di Giusy Caretto 

 

Non usate cellulari Huawei e Zte. Questa la raccomandazione degli 007 americani ai cittadini: i vertici di Fbi, Cia, Nsa e il capo dell’intelligence Usa hanno lanciato in Congresso un allarme importante, convinti che i dispositivi che arrivano dalla Cina possano mettere a rischio la sicurezza del Paese. In corso, secondo i sei direttori delle agenzie statunitensi, ci sarebbe una guerra fredda digitale: Pechino potrebbe sfruttare la tecnologia di aziende vicine al governo per rubare dati e informazioni.

COSA PENSANO GLI 007 AMERICANI

Il rischio principale, secondo gli esperti di sicurezza degli Stati Uniti, è che le aziende si infiltrino nella rete tlc Usa. “Siamo profondamente preoccupati circa il rischio che qualsiasi compagnia o entità legata a governi stranieri che non condividono i nostri valori possa guadagnare posizioni di potere all’interno della nostra rete di telecomunicazioni”, ha detto il direttore dell’Fbi , Chris Wray. “Tale posizione permette di esercitare pressione o controllo sulla nostra infrastruttura e offre la possibilità di condurre campagne di spionaggio non rilevabili”.  

UNA SFIDA SEMPRE PIU’ DIFFICILE

La questione non è certo semplice, la globalizzazione e la diffusione delle tecnologie metteranno a dura prova i governi, spiega l’Ammiraglio Michael Rogers, il direttore della Nsa.

Per una maggiore sicurezza, infatti, si dovrebbe evitare che marchi e prodotti troppo vicini al governo comunista di Pechino entrassero sul mercato americano, ma – sostiene l’Ammiraglio – “questa è una sfida che nel tempo non potrà che farsi più difficile, e non più facile, per tutti noi. Bisogna analizzare a lungo e a fondo delle aziende come queste”.

LA RISPOSTA DI HUAWEI

Non è tardata ad arrivare la risposta della cinese Huawei, che sostiene di non rappresentare un rischio maggiore di qualsiasi altro produttore. L’azienda ha più volte tentato un ingresso più deciso nel mercato americano: proprio qualche mese fa, l’azienda puntava alla conquista degli Usa grazie ad un accordo per la vendita di smartphone tramite At&T, ma l’accordo sarebbe saltato all’improvviso. Nella scelta At&T sarebbe stata influenzata dal Senato del Congresso Usa e dal Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso avevano inviato una lettera alla Federal Communications Commission in cui venivano analizzati i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei.

Siamo al corrente di una serie di attività governative negli Usa volte a inibire le possibilità di business di Huawei sul mercato statunitense”, ha detto un portavoce dell’azienda di Shenzhen. “I governi e i consumatori di 170 paesi nel mondo si fidano di Huawei; non poniamo un rischio di cybersicurezza superiore a quello di qualsiasi altro produttore, considerato che [con i nostri concorrenti] condividiamo capacità di produzione e catene di fornitura globali”.

PREOCCUPAZIONI CON PRECEDENTI

In realtà, le preoccupazioni dell’America sono comprensibili. Basta ricordare il progetto Prism della Nsa, che ha sfruttato (come rivelato da Edward Snowden e dallo scandalo Datagate) i prodotti americani per facilitare lo spionaggio dei consumatori di mezzo mondo.

QUANDO PECHINO BOICOTTA(VA) APPLE

appleNemmeno boicottare la vendita di alcuni prodotti tecnologici stranieri su territorio nazionale è una novità assoluta. Basta andare indietro nel tempo (e nemmeno tanto) per ricordarsi di quando era proprio la Cina ad imporre di non acquistare telefoni Apple. Secondo un’indagine della BBC,  diverse aziende cinesi hanno imposto, in passato, ai dipendenti di non comprare un iPhone 7 o un iPhone 7 plus. Pena, anche il licenziamento. Quelle della BBC non sono accuse infondate o indiscrezioni. Ci sono nomi e lettere che testimoniano il sabotaggio di Apple. La casa farmaceutica Nanyang Yongkang Medicine Company, per esempio, avrebbe minacciato i propri dipendenti promettendo licenziamenti in tronco se questi comprassero un iPhone 7. L’azienda cinese non ha confermato, né smentito quanto detto dalla BBC. Anche un’ospedale avrebbe chiesto ai propri dipendenti, ad ottobre 2016,  di non acquistare i dispositivi della mela Morsicata. In particolare, l’unità di ginecologia del Fuling Xinjiuzhou Hospital di Chongqing ha avvisato i membri dello staff che avessero acquistato un iPhone 7 o un iPhone 7 Plus sarebbero stati esclusi dalla candidatura per i premi annuali sulle performance. Non solo: chi avesse acquistato un iPhone 7, sarebbe stato invitato a dimettersi.

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