Innovazione

Fallisce la fusione Taboola-Outbrain (Google e Facebook godono)

di

Taboola Outbrain

A un anno dall’annuncio della fusione, i colloqui tra le piattaforme di pubblicità digitale Taboola e Outbrain sono sfumati: sfida rinviata a Google e Facebook?

Google e Facebook possono dormire sogni tranquilli, per ora restano leader del mercato della pubblicità digitale.

L’accordo di Taboola per l’acquisizione della rivale Outbrain è stato annullato. Lo ha riportato il Wall Street Journal citando fonti al corrente del dossier.

Taboola e Outbrain, startup che forniscono ciascuna agli editori piattaforme di segnalazioni/consigli di contenuti basati su annunci, hanno annullato la fusione pianificata da 850 milioni di dollari che avrebbe valutato la società frutto della fusione a oltre 2 miliardi di dollari.

Le aziende avevano annunciato la fusione nell’ottobre 2019, affermando che insieme avrebbero raggiunto 2 miliardi di persone al mese. La nuova società combinata avrebbe offerto agli inserzionisti una “scelta significativa” al di fuori dei “giardini recintati” di Facebook e Google, che dominano l’ecosistema della pubblicità digitale.

I colloqui si sono conclusi dopo che le due società non sono riuscite a concordare i termini dell’accordo.

Se le authority di Stati Uniti e Germania avevano approvato l’accordo, mancava ancora l’approvazione dell’antitrust in Israele e nel Regno Unito.

Tutti i dettagli.

COSA FANNO TABOOLA E OUTBRAIN

Taboola e Outbrain generano le “storie promosse” o le sezioni “intorno al Web” posizionate nella parte inferiore degli articoli web.

Per capirci, sono le società che collocano i widget con titoli come “8 celebrità che vivono a Malibu” o “Ecco come far sparire i brufoli per sempre”, generando entrate per gli editori dei siti web dove compaiono. Offrono anche annunci web tradizionali.

Come ricorda TechCrunch, l’accordo aveva richiesto anni di lavoro — i primi colloqui risalgono al 2015 — ma è stato concluso solo circa 11 mesi fa, nell’ottobre 2019. Tuttavia, da allora a oggi, una combinazione di fattori si è intromessa.

L’ACCORDO PER LA FUSIONE

Le due società, entrambe fondate in Israele ma con sede a New York, avevano descritto il loro accordo pianificato come una fusione. In realtà la società finale si sarebbe chiamata Taboola, con il fondatore di Taboola Adam Singolda a ricoprire il ruolo di Ceo.

Secondo l’accordo, gli azionisti di Outbrain avrebbero dovuto ricevere 250 milioni di dollari in contanti, oltre il 30% delle azioni della società risultante dalla fusione.

IL CONTRACCOLPO DELLA PANDEMIA

Una persona informata del deal ha detto che Taboola ha cercato di rinegoziare l’accordo poiché la pandemia di coronavirus ha colpito l’attività di ciascuna società.

Come dicevamo le attività di Taboola e Outbrain si basano su widget posizionati sui siti web degli editori.

Ma negli ultimi otto mesi, il mondo dei media basati sulla pubblicità ha subito una picchiata. Molti grandi marchi hanno frenato infatti i loro budget pubblicitari e questo ha avuto un effetto a catena sugli altri attori all’interno dell’ecosistema.

IN CERCA DI CONDIZIONI FINANZIARIE MIGLIORI

Non solo. Secondo una fonte, Taboola ha cercato di cambiare i termini dell’accordo e pagare meno della metà dei termini del 2019. Ma stavolta le società non sono riuscite a raggiungere un accordo, terminando così i colloqui.

GLI ASPETTI NORMATIVI

Infine, non va tralasciato la questione normativa. Le due società operano nelle segnalazioni dei contenuti e sono feroci concorrenti. Uno dei motivi per cui la fusione non è ancora avvenuta è la lunga attesa per le approvazioni da parte delle autorità antitrust di tutto il mondo. L’accordo è stato approvato negli Stati Uniti e in Germania, ma non in Israele e nel Regno Unito.

Nel Regno Unito, le società attualmente non hanno concorrenti significativi, sollevando preoccupazioni in materia di antitrust.

FESTEGGIANO GOOGLE E FACEBOOK

Con la mancata fusione di Taboola e Outbrain, resta intatto il duopolio di Google e Facebook nel mercato degli annunci digitali.

Negli ultimi anni le due società hanno affrontato la stessa minaccia affrontando molte preoccupazioni nel mercato dei media. Il duopolio formato da Big G e il colosso di Mark Zuckerberg ha conquistato il settore dei contenuti pubblicitari online.

In realtà Google e Facebook sono entrati indirettamente nel campo dei consigli sui contenuti ma entrambi (principalmente Facebook) stanno compiendo grandi sforzi per formare alleanze con società di comunicazione.

Google e Facebook vogliono mantenere gli utenti all’interno delle loro piattaforme, in modo che siano loro a mostrare loro tutti gli annunci. Per fare ciò, hanno sviluppato strumenti ad hoc che consentono loro di beneficiare di due direzioni: gli utenti consumano i contenuti dei loro fornitori preferiti, ma rimangono comunque all’interno della piattaforma Google o Facebook.

Facebook afferma di avere 2,6 miliardi di utenti attivi mensilmente ad aprile 2020. Google afferma che la sua Rete Display raggiunge il 90% delle persone su Internet.

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