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Perché Facebook e Instagram restringono le regole per la pubblicità

Facebook

Da gennaio gli inserzionisti non potranno più pubblicare annunci personalizzati su Facebook e Instagram sulla base delle preferenze sessuali, politiche o religiose degli utenti. Tutti i dettagli

 

A partire da gennaio Meta (la società precedentemente nota come Facebook) impedirà agli inserzionisti di pubblicare, su Facebook e Instagram, degli annunci personalizzati a partire dai post relativi a questioni come l’orientamento sessuale, la fede religiosa, le idee politiche o l’appartenenza etnica che gli utenti delle due piattaforme hanno pubblicato o vi hanno interagito.

In sostanza – come riassume il Guardian – da gennaio gli inserzionisti non potranno più pagare Facebook e Instagram per mostrare pubblicità targetizzate a utenti che hanno mostrato interesse per il matrimonio tra persone dello stesso tempo o per la religione cattolica, ad esempio.

COSA HA DETTO META

Graham Mudd, vicepresidente della divisione marketing di Meta, ha spiegato che “vogliamo soddisfare meglio le aspettative in evoluzione delle persone su come gli inserzionisti possono raggiungerle sulla nostra piattaforma, e recepire il feedback degli esperti di diritti civili, dei decisori politici e degli altri stakeholders in merito all’importanza di impedire agli inserzionisti di abusare delle opzioni di targeting che mettiamo a disposizione”.

QUANTO VALGONO LE PUBBLICITÀ PER META

Le pubblicità sulle proprie piattaforme sono assolutamente fondamentali per Meta, dato che rappresentano il 98 per cento delle sue entrate. Ad attirare gli inserzionisti su Facebook e Instagram è la possibilità di pubblicare annunci specifici che vadano a raggiungere categorie molto specifiche di consumatori, grazie alla grande mole di dati posseduti da Meta sulle preferenze e l’attività online dei suoi utenti. Ogni giorno quasi 2 miliardi di persone utilizzano l’app di Facebook.

Nel 2020 Meta – che offre spazi pubblicitari anche su Messenger  e su applicazioni di terze parti – ha guadagnato 86 miliardi di dollari con le pubblicità.

COSA SI POTRÀ CONTINUARE A FARE

Meta riconosce che la sua decisione potrebbe avere un impatto sulle organizzazioni politiche e sui movimenti attivisti, molti dei quali utilizzano Facebook – e la possibilità di pubblicare annunci ben mirati – per raccogliere fondi per le loro campagne.

Nonostante la rimozione di alcune opzioni, gli inserzionisti possono comunque continuare a pubblicare annunci mirati verso miliardi di utenti sulla base della loro età, genere, occupazione lavorativa e posizione geografica.

COSA DICE FACEBOOK SULL’HATE SPEECH

Questa settimana Meta ha pubblicato un rapporto sulla presenza del cosiddetto hate speech, i “discorsi d’odio” su Facebook, parlando di un loro calo per il quarto trimestre consecutivo. Nel terzo trimestre del 2021 c’è stato lo 0,03 per cento di visualizzazioni di contenuti con messaggi d’odio, vale a dire tre visualizzazioni ogni 10mila. Nel secondo trimestre la percentuale era stata dello 0,05 per cento.

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