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Perché l’Antitrust britannica chiederà lo scorporo di Giphy da Facebook?

Giphy

L’autorità britannica della concorrenza sta indagando sull’acquisizione di Giphy da parte di Facebook e potrebbe imporre lo scorporo. Tutti i dettagli

 

Il Regno Unito potrebbe imporre a Facebook di cedere Giphy, la piattaforma che permette agli utenti di creare, cercare e condividere file GIF.

L’INDAGINE ANTITRUST

L’autorità di regolazione britannica ha indagato sull’acquisizione di Giphy da parte di Facebook e concluso che l’accordo danneggerebbe il mercato del display advertising, ovvero quella pubblicità sui siti Internet fatta di banner o video che si riproducono in automatico.

L’ACQUISIZIONE DI GIPHY

Facebook, la società di social media più grande al mondo, ha comprato Giphy nel maggio del 2020 con l’intenzione di integrare la piattaforma in Instagram. L’accordo era stato valutato in 400 milioni di dollari.

DANNO ALLA CONCORRENZA?

L’autorità sulla concorrenza del Regno Unito, la Competition and Markets Authority (CMA), ha iniziato a esaminare l’acquisizione di Giphy lo scorso gennaio e lanciato un’indagine approfondita ad aprile.

Stuart McIntosh, a capo dell’indagine della CMA, ha detto che l’acquisizione di Giphy “rimuove un potenziale concorrente di Facebook” e potrebbe indurre la società a ritirare le GIF dalle piattaforme rivali o richiedere agli utenti di consegnare più dati personali per potervi avere accesso.

Oltre a Giphy, un’altra importante piattaforma per le GIF è Tenor, di proprietà di Google.

I PIANI (CASTRATI) DI GIPHY SUI SERVIZI PUBBLICITARI

La CMA afferma che, prima dell’accordo con Facebook, Giphy stava valutando di offrire i suoi servizi di pubblicità a pagamento anche in paesi diversi dagli Stati Uniti, come ad esempio il Regno Unito. Dopo l’acquisizione, tuttavia, Facebook ha cancellato le partnership pubblicitarie di Giphy.

IL COMMENTO DI FACEBOOK

Giphy non ha rilasciato commenti. Un portavoce di Facebook, invece, ha detto che la società dissente con le conclusioni dell’indagine della CMA e pensa che non siano “sostenute da prove. Come abbiamo dimostrato, questa fusione è nel migliore interesse delle persone e delle aziende nel Regno Unito e in tutto il mondo”.

È NECESSARIA UNA RIFORMA DELLA NORME ANTITRUST?

Lo strumentario “classico” dell’antitrust, che valuta il danno inferto dall’azienda ai consumatori sulla base del prezzo che questi ultimi devono pagare per usufruire di beni e servizi, non sembra adattarsi bene al nuovo contesto creato dall’economia digitale, dove praticamente ogni piattaforma è gratis.

I PROSSIMI PASSI

La CMA ha detto di aver avviato delle discussioni con altre agenzie in merito alla revisione della propria indagine sull’accordo Facebook-Giphy. Ha anche sollecitato l’invio di commenti dalle parti interessate entro il prossimo 2 settembre.

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