Innovazione

F-35, ecco come l’ambasciatore Usa coccola Leonardo-Finmeccanica e Lockheed Martin

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Randellate al governo M5S-Lega. Coccole per Lockheed Martin e Leonardo-Finmeccanica. Oggetto: gli F35. Svolgimento: randellate per i subbugli pentastellati contro i prossimi acquisti dei cacciabombardieri.

Coccole e randellate sono state distribuite ieri dall’ambasciatore americano in Italia Lewis Eisenberg, aprendo a Roma, al Centro studi americani (Csa) presieduto da Gianni De Gennaro presidente di Leonardo, l’evento “Nato at 70” organizzato per celebrare i sette decenni dell’Alleanza Atlantica.

CHE COSA HA DETTO L’AMBASCIATORE SU DIFESA E F35

La priorità per difende i valori di libertà e democrazia su cui si poggia la Nato è “investire nella nostra sicurezza”, ha rimarcato Eisenberg. L’ambasciatore americano segue con attenzione e dubbi le convulsioni della maggioranza di governo sul tema. Ad aumentare le preoccupazioni per un bilancio già risicato è poi la sua composizione interna. Rispetto agli altri Paesi dell’Alleanza, si nota una certa sproporzione, con un’altissima percentuale dedicata al personale a detrimento delle voci esercizio e investimento, come emerge dai consuntivi della Difesa italiana. Eppure, ha fatto notare l’ambasciatore statunitense, “investire in difesa vuol dire dare priorità alla modernizzazione”.

ECCO IL RESOCONTO DI FORMICHE.NET EDITO DA MESSA (LEONARDO-FINMECCANICA)

“Quale programma la incarna di più? Facile: l’F-35, un dossier particolarmente caro all’amministrazione Trump”, ha sintetizzato ieri, dando conto del discorso di Eisenberg, Formiche.net, il giornale edito da Paolo Messa, già direttore del Csa e attuale direttore Relazioni istituzionali Italia di Leonardo-Finmeccanica.

TUTTE LE PAROLE SECCHE DI EISENBERG SU F35 E NON SOLO

“L’Italia e il sito allo stato dell’arte di Cameri sono nel cuore del programma Joint Strike Fighter”, ha ricordato l’ambasciatore, invitando chi ancora non l’avesse fatto a visitare lo stabilimento novarese, l’unica Final assembly and check out facility (Faco) europea, chiamata ad assemblare i velivoli italiani e olandesi.

GLI ELOGI DELL’AMBASCIATORE AL CACCIA DI LOCKHEED MARTIN ASSEMBLATO NELLO STABILIMENTO DI LEONARDO

Il velivolo di quinta generazione, ha aggiunto Eisenberg, “rappresenta una tecnologia rivoluzionaria, e speriamo sinceramente che l’Italia possa avere vantaggi nel realizzarla”. E se ci fossero nuovi tagli rispetto ai 90 velivoli attualmente previsti? “L’Italia, in qualità di partner e non di semplice acquirente – ha spiegato Eisenberg – rischierebbe di sprecare un’opportunità incredibile per rafforzare ulteriormente la propria industria della difesa e spingere in avanti la propria economia”.

LE TENSIONI A 5 STELLE SUGLI F35

Preoccupazioni, quelle Usa, che paiono persuadere secondo alcuni osservatori il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a differenza del vicepremier a capo del Movimento, Luigi Di Maio. Giorni fa, nel corso della missione di Luigi Di Maio negli Stati Uniti, il vicepremier e capo politico del Movimento 5 Stelle ha parlato tra l’altro anche dei cacciabombardieri della Lockheed Martin che sono assemblati anche in Italia nello stabilimento di Cameri gestito da Leonardo-Finmeccanica.

LE PAROLE DI DI MAIO NEGLI STATES

Dopo polemiche e sbuffi contrapposti seguiti alle intenzioni trapelate da ambienti governativi su pagamenti sospesi e tagli nei prossimi acquisti, Di Maio da New York, dove ha incontrato gli investitori americani e i responsabili di Wall Street, si è spostato a Washington per gli incontri con l’amministrazione americana. Ai faccia a faccia già previsti con il consigliere alla Sicurezza nazionale John Bolton e il segretario al Commercio Wilbur Ross si è aggiunto un incontro con il segretario all’Energia Rick Perry, sempre nell’ottica dell’attrazione degli investimenti americani, soprattutto nell’hi-tech e nell’energia.

CHE COSA HA DETTO IL VICEPREMIER SUGLI F35

Con Bolton, Di Maio ha ribadito l’importanza dell’alleanza con gli Stati Uniti, secondo il resoconto del Sole 24 Ore: “I 400 milioni di dollari che gli americani attendono per saldare la commessa sugli F35 “sono in pagamento”. Per il futuro del programma sugli F35 “vedranno Conte e Trump”, ha aggiunto il quotidiano confindustriale diretto da Fabio Tamburini.

TRENTA SILURATA DA DI MAIO?

Dunque il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, indicata peraltro dal Movimento 5 Stelle e in passato esponente di spicco anche della Link University di Vincenzo Scotti vicino a Di Maio, non ha voce in capitolo sul dossier?, si sono chiesti alcuni ambienti del Movimento 5 Stelle. Passano poche ore e il titolare della Difesa “fa una significativa apertura sui caccia F35”, ha scritto ieri Airpress (qui un estratto dell’articolo).

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