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F-35B, prove di integrazione tra Aeronautica e Marina

F-35B

Com’è andata l’attività di integrazione interforze e multidominio con F-35B condotta da Marina e Aeronautica a Pantelleria

 

Seconda prova di integrazione per gli F-35B italiani di Aeronautica e Marina Militare.

​Si è svolta ieri, presso il Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria l’esercitazione interforze che ha visto l’interazione degli assetti F – 35B della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Lo ha reso noto la Difesa.

L’obiettivo dell’esercitazione interforze è di incrementare la capacità spedizione (expeditionary) da terra attraverso l’utilizzo di una base “austera” non idonea alle operazioni di volo di velivoli a decollo convenzionale e far interagire degli assetti F-35B della Marina militare e dell’Aeronautica nel processo di sviluppo di capacità interforze.

L’F-35B è la “variante a decollo corto e atterraggio verticale” dell’F-35, il velivolo da combattimento di quinta generazione del programma Joint Strike Fighter. La Marina Militare italiana ha acquistato 15 F-35B. Anche l’Aeronautica militare ha ordinato lo stesso quantitativo del modello B, oltre a 60 F-35A Ctol (a decollo convenzionale).

Un ulteriore passo quindi verso il progetto di gruppo integrato Marina Aeronautica degli F-35B.

Tutti i dettagli.

L’EVENTO ADDESTRATIVO A PANTELLERIA

L’evento addestrativo del 27 gennaio “si inquadra in pieno nel processo di sviluppo di capacità interforze, fortemente sostenuto dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini” sottolinea la nota dello Stato Maggiore della Difesa.

Oltre al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone hanno presenziato all’evento i due vertici delle forze armate: il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti.

Sfruttando le caratteristiche Short Takeoff and Vertical Landing (STOVL), gli assetti F-35B delle due Forze Armate, sono atterrati presso il Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria “expeditionary”, spiega la nota. Inoltre, hanno effettuato un’attività di rifornimento a terra a motori accesi, in gergo tecnico “hot-pit”, da un aereo KC-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, attraverso il particolare sistema ALARP (Air Landed Aircraft Refuelling Point).

A seguire, basandosi su uno scenario operativo/esercitativo, i due F-35 B e ulteriori 2 EF2000 hanno condotto operazioni complesse note come Comao, Composite Air Operation.

PASSO IN AVANTI DOPO L’ESERCITAZIONE SU NAVE CAVOUR

L’esercitazione ha sancito un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione di velivoli multiruolo di quinta generazione, avviato con l’esercitazione internazionale dello scorso novembre 2021 con gli F-35B italiani che appontavano sulla nave inglese (HMS Queen Elizabeth); F-35B americani che appontavano sulla nave italiana (Cavour) e F-35B dell’Aeronautica e della Marina Militare che appuntavano su Nave Cavour in sinergia.

COME AVVERÀ L’INTEGRAZIONE SECONDO IL CAPO DI SMD

“L’obiettivo è quello di raggiungere una capacità expeditionary tanto da terra che da bordo delle Unità Navali impiegando in maniera integrata e sinergica gli assetti F – 35 B della Marina e dell’Aeronautica, nel rispetto delle prerogative dei Capi di Forza Armata” ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

“Ci saranno sinergie sempre più proficue che consentiranno un impiego unitario della capacità STOVL” ha spiegato il Capo di Smd. Ovvero “a seconda del dominio di riferimento, gli F 35 B potranno essere ceduti sotto il controllo operativo dell’una o dell’altra Forza Armata, rispondendo sempre al Capo di Stato Maggiore della Difesa per tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze”.

FINE DELLE TENSIONI TRA AERONAUTICA E MARINA?

Queste due attività di utilizzo congiunto di velivoli F-35B di Marina e Aeronautica giungono un lungo periodo di tensioni tra le due Forze Armate circa l’assegnazione dei velivoli e l’utilizzo di basi differenziate.

Finora infatti si è assistito a una vera e propria “disputa fra l’Arma Azzurra e quella “Blu” per le consegne e l’impiego degli esemplari a decollo corto e atterraggio verticale del Joint Strike Fighter” ricordava Silvio Lora Lamia su AnalisiDifesa.

 

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