Innovazione

F-35, tutte le fibrillazioni fra Pentagono e Lockheed Martin

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Il Pentagono ha annunciato di aver rinegoziato il prezzo del caccia stealth F-35 ottenendo uno sconto. Ma un report del Gao (Government Accountability Office) evidenzia le gravi sfide della supply chain e i costi associati al programma Jsf

Ieri il Pentagono e Lockheed Martin hanno annunciato il più grande appalto nella storia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Una volta finalizzato, l’accordo “handshake” da 34 miliardi di dollari per 478 nuovi caccia F-35, rappresenterà non solo il più grande contratto di produzione del caccia di quinta generazione, ma quello a prezzi più bassi per velivolo nella storia del programma. Ecco i dettagli.

L’ACCORDO “HANDSHAKE” TRA IL DOD E LOCKHEED MARTIN

In una dichiarazione congiunta, i funzionari del Dipartimento della Difesa e il colosso dell’industria privata dell’aerospazio e difesa LM hanno comunicato che il costo sarà inferiore dell’8,8% dal lotto 11 al lotto 12 degli F-35A. Prevista anche una riduzione media del 15% in tutte le varianti dal lotto 11 al lotto 14.

Come ha sottolineato Ellen Lord, sottosegretario alla Difesa, nel corso di tre anni l’accordo avrà un valore di  34 miliardi di dollari per 478 caccia F-35. Al momento l’intesa è preliminare e l’accordo finale dovrebbe essere siglato ad agosto per il dodicesimo lotto di jet, uno dei velivoli più costosi mai prodotti.

IL PREZZO SCENDE PER LA PRIMA VOLTA

Il prezzo dell’F-35 scende dunque sotto i 90 milioni di dollari per la prima volta nel nuovo accordo. L’F-35A, che è gestita dalla US Air Force, costerà meno di 80 milioni di dollari l’uno nel 2020, un anno prima del previsto. Secondo i dati del Pentagono dello scorso ottobre, 320 F-35 sono stati consegnati in tutto il mondo, di cui 245 negli Stati Uniti. “Questo accordo simboleggia il mio impegno a ridurre in modo aggressivo i costi dell’F-35, incentivare l’industria a soddisfare le prestazioni richieste e offrire le migliori capacità ai nostri militari al miglior valore per i nostri contribuenti”, ha dichiarato Lord.

IL PROGRAMMA PIÙ COSTOSO NELLA STORIA STATUNITENSE

Il programma, fiore all’occhiello di Lockheed Martin, è stato caratterizzato finora da polemiche per i frequenti ritardi nello sviluppo, i costi eccessivi e molteplici difetti tecnici. A febbraio, un nuovo rapporto del Pentagono ha rivelato che la durata della vita dell’F-35 è quasi quattro volte più breve del previsto e la precisione del sistema d’arma è “inaccettabile”. Lanciato negli anni ’90, il programma F-35 ha un costo stimato di quasi 400 miliardi di dollari per il Pentagono, con l’obiettivo di produrre quasi 2.500 velivoli nei prossimi decenni. Compresa la manutenzione, il costo totale del programma è stimato a 1,5 trilioni di dollari per l’intera durata fino al 2070.

INCORAGGIARE LE VENDITE STRANIERE

Il nuovo prezzo potrebbe incoraggiare più clienti stranieri ad aderire al programma Joint Strike fighter. Per i dirigenti di Lockheed qualsiasi paese con un jet F-16, il predecessore dell’F-35, è un potenziale cliente. Sebbene undici Paesi si siano già impegnati per gli ordini dell’F-35 sia come partner formali del programma Jsf (Australia, Canada, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Turchia e Regno Unito) sia in regime di Foreign Military Sales (Israele, Giappone, Corea del Sud e Belgio),  il colosso del Maryland sta cercando di espandere ulteriormente la sua presenza a livello globale. Il direttore esecutivo del programma congiunto F-35, Mathis Winter, ha dichiarato che la flotta globale è composta da più di 390 F-35. Questo numero si gonfierà fino a quasi 500 entro la fine del 2019. Secondo Winter, “i futuri potenziali clienti delle vendite militari straniere includono Singapore, Grecia, Romania, Spagna e Polonia”.  Come ha già scritto Start Magazine, in questi giorni Lockheed Martin sta presentando i dettagli degli F-35 alla Svizzera. Il paese deve decidere entro il 2020 con quale velivolo sostituire gli F/ A-18 C e D Hornets e F-5 Tiger II tra i caccia presentati da Airbus, Boeing, Dassault, Saab e LM. Oltre la Svizzera, anche Finlandia ed Emirati Arabi Uniti avrebbero messo gli occhi sul cacciabombardiere.

PENTAGONO ALLA MERCÉ DI LOCKHEED MARTIN

Come dicevamo, il programma concorre per vari primati, tra cui anche quello di più controverso. Sempre ieri Dan Grazier, associato presso il Center for Defense Information della POGO, ha firmato un’analisi dettagliata sulle criticità del programma F-35. Diversi rapporti hanno mostrato infatti quanto controllo il Pentagono è disposto a cedere a un appaltatore di difesa. Il più recente è il rapporto del Government Accountability Office (GAO) rilasciato ad aprile. Lo studio getta nuova luce sul livello del controllo che Lockheed Martin, primo appaltatore per l’F-35 Joint Strike Fighter, esercita su gestione e operazioni per l’intera vita del programma e su come questo ha impedito (finora) i tentativi ridurre i costi e ha ostacolato l’efficacia complessiva del programma.

Come sottolinea Grazier, in base al programma, i contraenti non possono eseguire in modo indipendente molte delle funzioni di base necessarie per impiegare correttamente il sistema d’arma più costoso della storia. Lockheed Martin ha ottenuto contratti che conferiscono all’azienda il controllo sui diritti tecnici dei dati del programma, il che significa che mantiene la proprietà dei dettagli di progettazione e del codice del software. I contratti consentono inoltre a Lockheed Martin di nascondere informazioni essenziali sull’F-35 e sul suo sistema di supporto come per esempio i costi di qualsiasi pezzo di ricambio. Ciò significa che il governo non dispone delle informazioni necessarie per cercare offerte concorrenti da altri contraenti per ridurre i costi sostenuti per sostenere il programma, lasciandolo alla mercé dell’appaltatore della difesa.

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