Innovazione

F-35, Odin sarà la soluzione ai problemi del sistema Alis? Dibattito tra analisti

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F-35 Alis
Lockheed Martin sul cacciabombardiere F-35 ha gettato la spugna con Alis: il sistema sarà sostituito con l’Operational Data Integrated Network (Odin). I primi commenti in Italia


Non c’è pace per il programma militare più ambizioso e controverso della storia. È ufficiale infatti la sostituzione dell’Autonomic Logistics Information System (Alis), il sistema software di gestione del cacciabombardiere F-35 prodotto dalla statunitense Lockheed Martin.

Dopo decenni di lavoro e miliardi di dollari per tentare di riparare il software, Lockheed Martin ha gettato la spugna con Alis. Il sistema sarà sostituito con l’Operational Data Integrated Network (Odin). L’operazione verrà effettuata comunque da Lockheed Martin e senza costi aggiuntivi per il contribuente.

Il Government of Accountability Office (Gao) aveva stimato che Alis sarebbe costato più di 16,7 miliardi di dollari lungo il suo “ciclo di vita” pluriennale.

L’INTERESSE PER L’ITALIA

La notizia riguarda anche il nostro paese. Avviato negli Stati Uniti nella prima metà degli anni ’90, al programma Joint Strike Fighter (Jsf), l’Italia ha aderito al programma già dalla fine del 1998 come partner di secondo livello.

L’impegno italiano prevede l’acquisto di 90 velivoli (rispetto ai 131 iniziali), di cui 60 di tipo A, a decollo e atterraggio convenzionale, e 30 di tipo B, a decollo corto e atterraggio verticale, 15 per l’Aeronautica e 15 per la Marina militare.

Pertanto sulla sostituzione del cuore nevralgico dell’F-35 si interrogano anche esperti e addetti ai lavori italiani.  “Era nei piani perché i nuovi lotti di produzione hanno capacità operative e di software maggiori rispetto ai lotti fin qui prodotti” ha commentato su Facebook l’analista Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa, all’indomani dell’annuncio del Pentagono.

SOSTITUZIONE GIÀ NELL’ARIA

“La notizia è del 14 gennaio, ma è da almeno un anno che il Pentagono e il costruttore dell’aereo come pure di questa sorta di suo alter ego informatico pensano di dover realizzare un sistema interamente nuovo, per assicurare alle flotte di F-35 un sistema logistico davvero in grado di garantirne la prontezza operativa e l’efficienza ai livelli richiesti” si legge su Analisi Difesa, la rivista specializzata diretta da Gianandrea Gaiani. “Un annuncio che, intanto, contraddice notizie del gennaio 2019 che davano per lanciato un meno impegnativo “ALIS Next”, per il quale erano però previsti non due ma cinque anni di lavoro”.

Come sottolinea anche l’analista Franco Iacch in un approfondimento per Il Giornale “L’Autonomic Logistics Information System palesava serie criticità. Nonostante gli aggiornamenti incrementali ed i 180 milioni di dollari stanziati da Lockheed per risolvere i problemi, Alis conferma ancora oggi un alto tasso di falsi positivi. In sintesi: in svariate occasioni il sistema ha ritardato la manutenzione degli aerei”.

TEMPI PROSPETTATI TROPPO STRETTI

La responsabile degli acquisiti del Dipartimento della Difesa, Ellen Lord, ha dichiarato che il nuovo sistema informatico Odin dovrebbe essere disponibile per tutte le unità F-35  entro il 2022, se tutto andrà secondo i piani. Anche se il deputato John Garamendi, presidente del sottocomitato per la prontezza dei servizi armati della Camera, ha definito due anni “un arco temporale molto stretto”.

“Uno o due anni appaiono comunque un arco di tempo insufficiente” commenta Silvio Lora Lamia su Analisi Difesa, “dati i difficili trascorsi del programma, e nella fattispecie, di un sistema logistico così complesso i cui problemi vennero evidenziati da Analisi Difesa già nel lontano 2013.”

IL NUOVO SISTEMA ODIN

Secondo il Joint Program Office dell’F-35, sarà un sistema nativo cloud che incorpora un nuovo ambiente di dati integrato e una nuova suite di applicazioni centrate sull’utente. Il sistema costituirà “un significativo passo avanti per migliorare le prestazioni di sostegno e disponibilità della flotta F-35”, ha dichiarato il Jpo. Odin sarà progettato per ridurre sostanzialmente il carico di lavoro dell’amministratore e del manutentore dell’F-35 e aumentare i tassi di capacità della missione per tutte le varianti dell’F-35. Consentirà inoltre agli ingegneri del software di sviluppare e distribuire rapidamente gli aggiornamenti in risposta ai requisiti emergenti dei combattenti.

TROPPO PRESTO PER ESPRIMERE UN GIUDIZIO

Per Lora Lamia “è troppo presto per capire se, come e quanti elementi di hardware e software e funzionalità di Alis il nuovo Odin incorporerà. Bisognerà poi stabilire come avverrà il “passaggio di consegne” fra il vecchio sistema e quello nuovo, con quali misure transitorie, e se queste funzioneranno o metteranno ancora di più i bastoni fra le ruote del programma più incasinato di tutta la storia dell’aviazione”.

QUESTIONE DI PROPRIETÀ DEI DATI

Infine, Lora Lamia si chiede se “il passaggio a un sistema basato sul cloud computing [Odin] risolverà finalmente, o invece complicherà ancora di più la annosa battaglia per il trasferimento dal costruttore all’utilizzatore della proprietà intellettuale di ciò che il primo svilupperà?”

Perché in realtà, oltre ai ritardi e ai costi, ci sarebbe stata la proprietà intellettuale dei dati forniti dal velivolo alla base dello scontro tra Pentagono e Lockheed Martin sul sistema di gestione Alis. Ovvero

Come aveva riportato Defense News lo scorso novembre, era in corso un braccio da ferro tra Pentagono e Lockheed Martin sul controllo dei dati cruciali per il sistema Alis.

“Capire dove si trova tutta la proprietà intellettuale e assicurarsi che il governo abbia accesso a ciò per cui ha pagato è una parte fondamentale dello sviluppo di Alis” aveva dichiarato Ellen Lord.

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