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F-35: Israele accetterà gli Emirati Arabi Uniti nel programma Jsf?

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F-35 israele

Secondo il New York Times il primo ministro di Israele, Netanyahu, non si opporrà alla vendita di armi statunitensi (tra cui gli F-35) agli Emirati Arabi Uniti

 

Un “no” non proprio definitivo. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe aderito segretamente al piano dell’amministrazione Trump di vendere armi avanzate agli Emirati Arabi Uniti. Nonostante abbia dichiarato pubblicamente l’opposizione di Israele all’accordo sulle armi tra Usa ed Eau.

Lo ha rivelato il New York Times che cita funzionari legati al dossier, i quali affermano che Netanyahu abbia mentito sulla sua opposizione all’accordo. Quest’ultimo prevede i caccia di quinta generazione F-35 oltre ai jet Growler in grado di bloccare i radar che potrebbero dare agli Emirati Arabi Uniti un vantaggio.

Nelle ultime due settimane la Casa Bianca ha accelerato sulla vendita di armi all’avanguardia agli Emirati, dopo lo storico accordo di pace stretto a metà agosto tra Israele e Emirati Arabi Uniti.

Ma Netanyahu si è subito opposto a una tale vendita, a qualsiasi altro paese del Medio Oriente, rendendo nota la sua posizione agli Stati Uniti in diverse occasioni. Secondo il Nyt, non sarebbe proprio così contrario.

COSA HA RIVELATO IL NEW YORK TIMES

Segretamente il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rimosso qualsiasi opposizione alla vendita di aerei da caccia americani F-35 agli Emirati Arabi Uniti, nonostante le ripetute assicurazioni di essere contrario all’accordo. È quanto evidenzia il rapporto del New York Times pubblicato ieri.

L’ACCORDO MILITARE TRA USA E EAU

Il rapporto, che cita fonti anonime coinvolte nei colloqui, afferma che, insieme ai caccia F-35 e ai droni Reaper, l’accordo include anche i jet Growler EA-18G. Quest’ultimi potrebbero erodere l’efficacia delle capacità di difesa aerea di Israele conferendo agli Emirati Arabi Uniti un considerevole vantaggio militare.

Proprio l’inclusione dell’aereo Growler nell’accordo, mai segnalato in precedenza, potrebbe dar man forte alle preoccupazioni di Israele.

Tuttavia, il fulcro dell’accordo restano i caccia F-35.

Come ha spiegato Giacomo Cavenna su AresDifesa, “Tel Aviv è l’unico paese di tutto il Medio Oriente a possedere un velivolo di Quinta Generazione (l’F-35 appunto) e vuole conservare questo vantaggio ancora a lungo”.

Lo Stato del Golfo, uno dei più stretti alleati del Medio Oriente di Washington, ha da tempo espresso interesse per l’acquisizione del jet da combattimento della Lockheed Martin.

L’ACCORDO DI PACE TRA ISRAELE E GLI EMIRATI ARABI UNITI

In seguito alla normalizzazione dei rapporti tra Emirati Arabi Uniti e Israele, è tornato in primo piano l’accordo sulle armi tra Eau e Stati Uniti.

Qualche giorno dopo, il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Anwar Gargash aveva dichiarato in un’intervista con l’Atlantic Council che la normalizzazione dei rapporti con Israele dovrebbe rimuovere “qualsiasi ostacolo” per gli Stati Uniti per vendere l’F-35 agli Eau.

LA POSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

Di questa idea è anche Washington, come dimostrato dalle dichiarazioni del consigliere speciale della Casa Bianca Jared Kushner.

“Gli Emirati Arabi Uniti volevano gli F-35 da molto tempo”, ha detto Kushner alla Cnn a fine agosto. “La realtà è che questo nuovo accordo di pace dovrebbe aumentare le probabilità che li ottengano”.

Durante un viaggio celebrativo da Tel Aviv ad Abu Dhabi con le delegazioni statunitensi e israeliane questa settimana, Kushner ha difeso le vendite di caccia. Aggiungendo inoltre che il rapporto di Washington con gli Emirati Arabi Uniti era forte quanto quello con Israele.

L’OPPOSIZIONE DI NETANYAHU

Di tutt’altro parere è il primo ministro di Israele. Nelle scorse settimane Netanyahu ha insistito sul fatto che si oppone ancora alla vendita e che ha ripetutamente informato Washington della sua opposizione.

Netanyahu ha detto lunedì che la venditA di aerei F-35 non faceva parte dell’accordo con gli Emirati Arabi Uniti.

“Gli americani lo hanno riconosciuto. La nostra posizione non è cambiata “, ha detto Netanyahu.

Ha detto che il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Robert O’Brien gli ha chiarito durante una visita in Israele questa settimana che gli Stati Uniti sono impegnati a preservare il vantaggio militare di Israele nella regione instabile.

IL VANTAGGIO MILITARE DI ISRAELE GARANTITO DA WASHINGTON

Israele, che ha l’F-35 e l’ha utilizzato in combattimento, si è opposto a qualsiasi altra potenza del Medio Oriente che ottenga l’aereo, citando le leggi statunitensi che dovrebbero mantenere un vantaggio militare nella regione.

Washington garantisce che Israele riceva armi americane più avanzate rispetto agli stati arabi, dandogli quello che viene etichettato come un “vantaggio militare qualitativo” sui suoi vicini.

IL PROGRAMMA JSF

Gli Stati Uniti hanno venduto l’F-35 agli alleati, tra cui Turchia, Corea del Sud, Giappone e Israele. Le vendite nel Golfo richiedono una revisione più approfondita a causa della politica degli Stati Uniti per Israele per mantenere un vantaggio militare in Medio Oriente.

Sebbene Israele non possa effettivamente fermare una vendita, una piena opposizione potrebbe seriamente ostacolare un accordo in avanti. Secondo The Times of Israel è improbabile che il Congresso degli Stati Uniti vada contro la posizione di Israele pubblicamente.

Qualsiasi vendita richiederebbe infatti anche l’approvazione del Congresso statunitense.

COSA HANNO RIFERITO I FUNZIONARI AL NYT

Secondo il rapporto del Nyt, dopo le dichiarazioni pubbliche di Netanyahu contro la vendita, i funzionari statunitensi hanno chiarito agli Emirati Arabi Uniti che la vendita resta sul tavolo e che i commenti di Netanyahu avevano lo scopo di placare una protesta pubblica per l’accordo.

Un’ammissione pubblica di accordo da parte di Netanyahu avrebbe infatti suscitato proteste in Israele, come ha fatto la divulgazione della proposta di vendita di armi.

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