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Esportazioni armi, ecco la classifica del Sipri

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armi

L’articolo di Giuseppe Gagliano sul rapporto Sipri

 

Qual è lo stato dell’esportazione di armi a livello globale secondo l’autorevole istituto di Stoccolma Sipri?

Cinque sono i maggiori esportatori: Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Cina che assorbono il 76% di tutte le esportazioni di armi.

La Francia è certamente quella che ha fatto registrate il maggior incremento (+44%) nel quinquennio preso in considerazione, seguita poi dalla Germania (+21%) e dagli Stati Uniti (+15%). In calo invece l’ export di Cina e Russia.

Per quanto riguarda la Russia questa ha certamente incrementato la sua esportazione di armi verso la Cina, l’Algeria e l’Egitto.

Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese nell’ultimo quinquennio è sceso al decimo posto superata da Israele e Corea del Sud con un calo del 22% rispetto al quinquennio 2011-2015: dal 2,8 al 2,2%. I paesi verso i quali il nostro paese esporta di più sono Turchia (18%), Egitto (17%) e Pakistan (7,2%).

Un altro dato significativo è quello relativo al periodo compreso tra il 2011-15 e il 2016-20: sono incrementati i trasferimenti di armi verso il Medio Oriente (25%) e verso l’Europa (12%), mentre ci sono state diminuzioni verso l’Africa (-13%), le Americhe (-43%), Asia e Oceania (-8,3%).

Arabia Saudita, India ed Egitto risultano come i maggiori importatori, con l’Egitto che ha fatto registrare un incremento della esportazione di armi del 136% rispetto al quinquennio precedente. Allo stato attuale l’Egitto importa il 5,8%, mentre nello scorso quinquennio la quota era solo del 2,4% mentre Riyad, da sola ha rappresentato il 24% delle esportazioni totali di armi statunitensi.

Passiamo all’Africa. Sempre considerando l’ultimo quinquennio le importazioni da parte degli stati africani sono calate del 13%. Nello specifico i tre maggiori importatori africani sono stati l’Algeria (4,3% delle importazioni globali), il Marocco (0,9%) e l’Angola (0,5%). Considerando le importazioni di Algeria e di Marocco, queste hanno rappresentato il 70% delle importazioni totali africane di armi.

Nello specifico per l’Algeria la crescita è stata del 64% rispetto al quinquennio precedente, consentendo all’Algeria di posizionarci al sesto posto fra le principali nazioni importatrice di armi. La Russia rimane il suo maggiore fornitore, esportando 16 aerei da combattimento, 42 elicotteri da combattimento e 2 sottomarini. Altre esportazioni degne di nota sono le 4 fregate consegnate per metà da Berlino e per l’altra metà da Pechino.

Le importazioni di armi da parte del Marocco sono invece diminuite del 60% al quale gli Usa hanno fornito il 90% delle sue importazioni.

Nell’Africa subsahariana il Sipri registra che questa ha rappresentato il 26% del totale delle importazioni di armi africane, rispetto al 41% del 2011-15. Infatti il conflitto nel Sahel ha coinciso non a caso con un aumento delle importazioni da parte del Burkina Faso (83%) e Mali (669%), entrambi membri della Forza congiunta del Gruppo dei Cinque per il Sahel. Di estremo interesse osservare che alcuni di questi trasferimenti sono stati finanziati dall’Unione europea o sono stati consegnati sotto forma di aiuti militari da parte di Francia, Qatar o Emirati Arabi Uniti.

Per quanto riguarda la Russia questa rimane certamente il maggior esportatore nella regione poiché le sue consegne di armi in ben 12 Stati hanno rappresentato quasi il 30% delle importazioni totale di armi nel contesto sub sahariano rispetto al periodo 2011-2015 in cui si erano collocate al 25%.

Per quanto concerne invece la Cina sono state esportate armi a 21 paesi con un export che rappresenta il 20% delle importazioni complessive rispetto al 24% del periodo 2011 /2015.

Infine il terzo paese considerato dal Sipri è la Francia che ha venduto a 20 paesi con una percentuale del 9,5%. Un aumento significativo se consideriamo che nel quinquennio precedente la Francia si era fermata al 2,9%.

Il quarto esportatore di armi sono gli Stati Uniti che ha fornito armi a 17 Stati con una percentuale rispetto alle importazioni complessive solo del 5,4%.

Alcune considerazioni. I paesi considerati nel rapporto sono paesi che si ispirano a valori democratici e che esportano armi a nazioni assai lontane dai sacri valori della democrazia. Ed è evidente che tali esportazioni oltre che favorire le industrie produttrici contribuiscono a influenzare profondamente le scelte di politica interna ed estera dei paesi versi quali queste esportazioni vengono attuate.esportazioni quindi queste che favoriscono in modo piuttosto evidente il consolidamento di regimi politici autoritari.

Nulla di sconcertante almeno per coloro che abbracciano una visione realistica della politica internazionale. Opportunamente e realisticamente infatti il Ministero difesa francese ha affermato che “Le esportazioni di attrezzature militari fanno parte della politica di Difesa e Sicurezza della Francia.

Vitali per la nostra industria della difesa e per l’equipaggiamento delle nostre forze armate, contribuiscono anche all’autonomia strategica e all’influenza del nostro paese”. Un’affermazione questa che suonerebbe come una forma di cripto militarismo — se non addirittura di cripto fascismo — se fosse pronunciata dalla bocca di qualche ministro o sottosegretario della nostra Repubblica.

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