Innovazione

Elezioni presidenziali: quando la politica influenza la tecnologia

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Le elezioni presidenziali dividono la Silicon Valley e influenzano gli investimenti in tecnologia

L’appoggio di Peter Thiel al candidato Repubblicano alle elezioni Presidenziali americane, Donald Trump, ha scosso la Silicon Valley. E l’ha scossa talmente tanto, da influenzare anche gli investimenti delle aziende tecnologiche. E mentre c’è chi si rifiuta di collaborare con qualsiasi società collegata a Thiel, c’è anche chi ha rifiutato una somma di denaro per un fondo nascente di Venture Capital.

Come racconta Bloomberg, Arlan Hamilton, managing partner presso Backstage Capital, non ha accettato un potenziale investitore perché la persona si è rifiutata di rinnegare e recidere i legami con Thiel, co-fondatore di PayPal e Palantir Technologies Inc.

Hamilton non ha rivelato il nome dell’investitore, ma ha detto che aveva offerto ben 500.000 dollari nel nuovo fondo di tecnologia di Los Angeles. “A causa della posizione di Peter Thiel, la mia azienda ha appena perso mezzo milione di dollari a nuovi fondi,” ha scritto Hamilton su Twitter.

Elezioni presidenziali: l’appoggio di Peter Thiel a Donald Trump

Peter Thiel ha sostenuto la candidatura di Donald Trump alle Elezioni presidenziali con un intervento alla convention repubblicana. E non solo. Secondo le indiscrezioni del New York Times, Thiel avrebbe anche donato un milione e 250 mila dollari per la campagna di Trump e sarebbe anche uno dei primi investitori per la pubblicità su Facebook.

Peter Thiel

Peter Thiel

Per Thiel, il Paese avrebbe “bisogno di essere sistemato” e per farlo servirebbe Trump. Il sostegno del co-fondatore di Paypal suona strano, soprattitto dopo le aperte critiche di Trump ad aziende come Amazon e Apple.

La posizione politica, ha messo Thiel in una posizione di minoranza all’interno della Silicon Valley. In una lettera aperta, ben 145 imprenditori e manager della culla dell’innovazione, criticano le modalità con cui Trump affronta alcuni temi centrali per la Silicon Valley, tra cui l’immigrazione e gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche.

Donald Trump, secondo gli imprenditori, ha dimostrato ampiamente, nella sua campagna, che per favorire la sicurezza e la prosperità dell’America intende ostacolare l’immigrazione, il libero scambio di idee e poco ha detto sugli investimenti nel settore tecnologia e nell’innovazione. “Noi crediamo in un paese inclusivo che promuove opportunità, creatività e parità di condizioni. Donald Trump non lo fa.

“Noi crediamo in un paese inclusivo che promuove opportunità, creatività e parità di condizioni. Donald Trump non lo fa. Egli ha incentrato la sua campagna sulla rabbia, sul bigottismo, sulla paura di nuove idee e nuove persone, e sulla convinzione fondamentale che l’America sia debole e in declino. Abbiamo ascoltato Donald Trump nel corso dell’ultimo anno e abbiamo concluso: Trump sarebbe un disastro per l’innovazione. La sua visione sta contro lo scambio aperto di idee, la libera circolazione delle persone, e l’impegno produttivo con il mondo esterno, che è fondamentale per la nostra economia – e che forniscono le basi per l’innovazione e la crescita”, scrivono i firmatari.

Mark Zuckerberg difende Peter Thiel

A difendere la libertà di pensiero di Peter Thiel è il numero 1 di Facebook, Mark Zuckerberg. Alcuni utenti hanno chiesto la rimozione dal consiglio d’amministrazione di Facebook  di Thiel. Mark Zuckerberg ha chiarito a tutti che la cosa non avverrà perchè è giusto sostenere la diversità di pensiero.

Persone come Peter Thiel, ha spiegato il numero 1 di Facebook, possono benissimo sostenere Trump senza condividere le idee del candidato in tema di razzismo, sessismo e tutte le etichette collegate al candidato repubblicano.

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