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Ecco perché Spotify ha comprato la società tech Kinzen

Spotify Kinzen

Spotify ha acquisito la società tecnologica di moderazione dei contenuti Kinzen per affrontare i problemi di sicurezza della piattaforma

Spotify arruola la società Kinzen per combattere la disinformazione.

Il servizio di streaming audio svedese ha annunciato di aver acquisito Kinzen, un’azienda tecnologica irlandese che l’ha aiutata a identificare i contenuti dannosi sulla piattaforma.

L’acquisizione fa parte degli sforzi di Spotify per affrontare i contenuti dannosi sulla sua piattaforma streaming dopo il caso Rogan all’inizio del 2022: il podcast “The Joe Rogan Experience” è stato accusato di diffondere disinformazione su Covid-19.

Spotify ha successivamente rivisto le sue politiche su Covid-19 e disinformazione, anche se critici ed esperti hanno sostenuto che i cambiamenti effettivi non hanno avuto un impatto considerevole. L’annuncio odierno dell’acquisizione di Kinzen è un’indicazione che anche quel passo non è stato sufficiente: Spotify doveva portare internamente le competenze sulla moderazione dei contenuti, evidenzia TechCrunch.

“Kinzen offre una combinazione di strumenti e competenze per aiutarci a comprendere meglio i contenuti sulla nostra piattaforma e le tendenze emergenti degli abusi”, ha affermato Sarah Hoyle, responsabile della fiducia e della sicurezza di Spotify.

I termini dell’accordo non sono stati divulgati.

COSA FA KINZEN

Fondata a Dublino nel 2017 da Áine Kerr, Mark Little e Paul Watson, la missione di Kinzen si è concentrata sulla protezione delle conversazioni pubbliche da “disinformazione pericolosa e contenuti dannosi”, secondo il suo sito web.

In realtà la società collabora con Spotify dal 2020, concentrandosi inizialmente sull’integrità dei contenuti relativi alle elezioni in tutto il mondo. Da allora, il mandato di Kinzen si è ampliato per includere il targeting di disinformazione, disinformazione e incitamento all’odio.

COS’È SUCCESSO CON THE JOE ROGAN EXPERIENCE

E arriviamo a inizio anno quando il cantante Young ha chiesto a Spotify di rimuovere tutta la sua musica dalla piattaforma per esprimere il dissenso nei confronti di Rogan, comico statunitense, autore del podcast The Joe Rogan Experience. Dopo Young anche la cantautrice Joni Mitchell ha ritirato la sua musica da Spotify. Le accuse a Rogan erano quelle di fare disinformazione sulla pandemia e promuovere contenuti no vax.

Dopo la fuga dei musicisti, a gennaio la società svedese ha rivisto le sue politiche su Covid-19 e disinformazione. Questo giugno, Spotify ha compiuto un altro passo verso una migliore gestione dei contenuti pubblicati sulla sua piattaforma con la creazione di un “Consiglio consultivo per la sicurezza”. Il mandato del board è di aiutare a guidare le future decisioni di Spotify sulla moderazione dei contenuti.

LA STRATEGIA DI SPOTIFY CON KINZEN

Ma ora con l’integrazione di Kinzen, Spotify ha fatto la mossa decisiva.

Spotify rileva che Kinzen sarà particolarmente prezioso in quanto è in grado di analizzare i contenuti in centinaia di lingue e dialetti. In questo modo aiuterà l’azienda a rilevare le minacce emergenti in tutti i mercati. La suite di strumenti di Kinzen include quelli che aiutano le piattaforme a pianificare in anticipo ricevendo avvisi sull’evoluzione delle narrazioni e delle tendenze che potrebbero in seguito diventare rischi di disinformazione.

“Abbiamo da tempo una partnership di grande impatto e collaborativa con Kinzen e il suo team eccezionale. Ora, lavorando insieme, saremo in grado di migliorare ulteriormente la nostra capacità di rilevare e affrontare i contenuti dannosi e, soprattutto, in un modo che consideri meglio il contesto locale”, ha affermato Dustee Jenkins, Global Head of Public Affairs di Spotify.

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