Innovazione

Ecco perché Astrazeneca non testa il vaccino anti Covid in Italia

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vaccino Astrazeneca Italia

Il vaccino di Astrazeneca anti Covid-19 non si testa in Italia perché c’è una bassa carica virale da Sars-Cov-2, secondo Di Lorenzo (Irbm). Diversa, invece, la scelta della società italiana Reithera

 

Astrazeneca, che ha in fase di sperimentazione di fase 2-3 del vaccino anti Covid messo a punto con l’Università di Oxford e con l’italiana Irbm, non ha intenzione di testare il farmaco in Italia.

Scelta diversa rispetto a quella fatta dalla società italiana Reithera,

Tutti i dettagli.

DOVE SI TESTA IL VACCINO DI ASTRAZENECA ED IRBM

Dove si testa il vaccino si Astrazeneca? I volontari che testano il vaccino sono disseminati fra la Gran Bretagna (10 mila), gli Stati Uniti (25 mila) e il Brasile (15 mila), ha spiegato a Repubblica Piero Di Lorenzo di Irbm, azienda di biotecnologia molecolare nata a Pomezia nel 2009.

LE FUTURE SPERIMENTAZIONI

Il vaccino verrà testato anche in “Giappone e Russia”, ha aggiunto Di Lorenzo, intervenendo a Coffee Break, programma di La7 condotto da Andrea Pancani.

ITALIA: CARICA VIRALE BASSA PER TESTARE

Tra i Paesi citati (presenti e futuri), non c’è l’Italia, dove ha sede Irbm, che ha collaborato alla realizzazione del vaccino con l’Università di Oxford e con Astrazeneca.

A spiegare la scelta è sempre Di Lorenzo a Coffee Break: “Il vaccino non si sperimenta in Italia perché ora in Italia c’è una bassa carica virale di Sars-Cov-2”.

LA DIVERSA SCELTA DI REITHERA

Sono partite a fine agosto, invece, le sperimentazioni del vaccino di Reithera, azienda con sede a Castel Romano. Il farmaco, messo a punto dall’azienda con sede in Italia e dall’istituto Spallanzani, finanziamenti da Regione Lazio (5 milioni) e ministero della Ricerca (3 milioni), sarà sperimentato  su 90 volontari italiani, come racconta il Corriere della Sera.  

Anche la seconda fase, quella che dovrebbe coinvolgere 2000-5000 volontari potrebbe “potrebbe avvenire in Italia non appena saranno disponibili i risultati della prima fase. Per la terza stiamo pensando a Paesi ad elevata incidenza di casi, su 10 mila persone. La scelta dipenderà dall’evoluzione che avrà l’epidemia in autunno”, ha detto Antonella Folgori, amministratore delegato di Reithera (qui l’approfondimento di Start Magazine su soci, attività, conti e finanziatori della società).

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