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Ecco come Virgin Orbit tenterà un nuovo lancio dal Regno Unito

Virgin Orbit

Dopo la missione fallita dallo Spaceport Cornwall nel Regno Unito, la compagnia aerospaziale di Richard Branson vuole riprovare con altri lanci entro la fine dell’anno

Virgin Orbit non si arrende e si impegna a pianificare il lancio di un nuovo satellite dal Regno Unito entro la fine dell’anno.

Lo scorso 10 gennaio è fallito lo storico tentativo del Regno Unito di diventare la prima nazione europea a mettere in orbita i satelliti. Il razzo lanciato da Comisc Girl, un jumbo Boeing 747 della compagnia aerospaziale Virgin Orbit, decollato con successo dalla pista dello Spaceport Cornwall, ha subito un malfunzionamento durante la missione, che ha portato alla perdita del suo carico utile di nove satelliti.

In caso di successo il Regno Unito sarebbe diventato il nono paese al mondo in grado di mettere in orbita i satelliti e il primo a lanciare satelliti commerciali dall’Europa occidentale.

Giovedì Virgin Orbit, la compagnia aerospaziale del gruppo Virgin di Richard Branson (con una quota maggioritaria del 75%), ha dichiarato che tenterà un altro lancio di razzi dalla Cornovaglia.

Tutti i dettagli.

ENTRO LA FINE DELL’ANNO VIRGIN ORBIT CI RIPROVA

“Virgin Orbit… anticipa il ritorno allo Spaceport Cornwall per ulteriori lanci, ed è in trattative attive con le principali parti interessate governative e commerciali nel Regno Unito per iniziare a pianificare opportunità di missione entro la fine dell’anno”,  ha dichiarato la società aerospaziale in un comunicato stampa.

IL LANCIO FALLITO DAL SUOLO BRITANNICO

Quello di lunedì scorso era il sesto lancio per Virgin Orbit, ma i cinque precedenti erano decollati dalla California. Questo sarebbe stato il primo lancio orbitale fuori dagli Stati Uniti, il primo da suolo britannico, ma il razzo non è riuscito a raggiungere l’orbita target. Dopo essere decollato con successo dalla pista dello Spaceport Cornwall e aver viaggiato verso la zona di rilascio designata, il Boeing 747 che funge da velivolo da trasporto del sistema LauncherOne, ha rilasciato il razzo. Dopodiché, quest’ultimo ha subito una “anomalia” che gli ha impedito di raggiungere l’orbita. La missione Start me Up doveva schierare nove satelliti in orbita, tutti andati persi. Nessun problema per il Boeing “Cosmic Girl”, rientrato alla base insieme all’equipaggio.

La società con sede in California ha dichiarato di aver avviato un’indagine formale sulla fonte del guasto del secondo stadio del suo razzo. “Ad un certo punto durante il volo del razzo nello spazio, lo stadio superiore ha subito un’anomalia”, ha detto la compagnia.

“Questo evento anomalo ha posto fine alla missione, con i componenti del razzo e il carico utile che sono scesi sulla Terra all’interno del corridoio di sicurezza approvato senza aver raggiunto l’orbita” ha specificazione Virgin Orbit. Ha aggiunto che tutte le azioni correttive richieste identificate durante le indagini sarebbero state completate prima dell’inizio della sua prossima missione, che dovrebbe avvenire dal Mojave Air and Space Port in California.

L’OBIETTIVO DELLA COMPAGNIA DI SIR BRANSON

Il fallimento della missione rappresenta un duro colpo non solo per il Regno Unito, che sperava di rivendicare la corona come principale fornitore europeo di servizi di lancio, ma anche per Virgin Orbit, che mirava a dimostrare di poter far volare i satelliti da qualsiasi parte del mondo.

Virgin Orbit contava sulla missione di lunedì per dimostrare che il suo sistema di lancio mobile poteva essere portato su qualsiasi pista adatta, offrendo un rapido accesso allo spazio per le nazioni che in precedenza avevano dovuto fare affidamento su altri Paesi.

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