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Ecco come l’Australia con Google fa imbestialire Facebook

Facebook

Facebook limiterà la condivisione di news e link agli utenti in Australia come risposta alla proposta di legge di Canberra per costringere le piattaforme digitali a remunerare le testate giornalistiche

 

Le persone in Australia non possono più trovare notizie su Facebook.

Facebook ha annunciato di aver bloccato gli utenti dalla visualizzazione e condivisione di notizie sulla piattaforma in Australia.

Lo scrive Facebook in un post sul blog aziendale. La decisione arriva poche ore dopo l’accordo raggiunto tra Google e News Corp di Rupert Murdoch, che vedrà il colosso di Mountain View pagare per i link indicizzati nella sezione “News”.

Il parlamento australiano sta discutendo infatti una proposta di legge che costringerebbe Google e Facebook a pagare le testate per la condivisione delle news.

Tutti i dettagli.

LA DECISIONE DI FACEBOOK PER L’AUSTRLIA

“In risposta alla nuova legge australiana sulla media, Facebook limiterà per gli editori e le persone in Australia la condivisione o la visualizzazione di contenuti di notizie australiane e internazionali”.

Si legge sul blog del gruppo di Menlo Park.

“La legge proposta — prosegue la nota — fraintende fondamentalmente la relazione tra la nostra piattaforma e gli editori che la usano per condividere contenuti giornalistici. Ci ha lasciato di fronte a una scelta difficile: tentare di conformarci a una legge che ignora la realtà di questo rapporto, o smettere di permettere contenuti giornalistici sui nostri servizi in Australia. Con il cuore pesante, stiamo scegliendo la seconda”.

LA PROPOSTA DI LEGGE DI CANBERRA

In questi giorni infatti il parlamento australiano sta discutendo una proposta di legge che  sì che le due piattaforme raggiungano accordi per pagare le notizie australiane.

COME SI È MOSSA GOOGLE

Per un colosso che resta sul piede di guerra, un altro cede alle negoziazioni.

Durante un’udienza di gennaio al senato australiano, Facebook aveva suggerito che avrebbe potuto bloccare i contenuti nel paese in caso di approvazione del disegno di legge. Nella stessa occasione anche Google aveva minacciato di chiudere del tutto il suo motore di ricerca in Australia.

Ma ora Google sta concludendo accordi a pagamento con società di media australiane sfruttando l’iniziativa News Showcase. E gli utenti australiani non potranno condividere notizie su Facebook.

COSA SUCCEDE SULLA PIATTAFORMA

Tuttavia, la società di Zuckerberg ha precisato che gli editori australiani possono continuare a pubblicare contenuti di notizie su Facebook, ma link e post non possono essere visualizzati o condivisi dal pubblico australiano. Gli utenti australiani non possono condividere notizie australiane o internazionali. Anche gli utenti internazionali esterni non possono condividere le notizie australiane

LA REAZIONE DEL GOVERNO AUSTRALIANO

Il tesoriere australiano Josh Frydenberg ha detto di aver avuto “una discussione costruttiva ” con il ceo Mark Zuckerberg dopo che Facebook ha bloccato le notizie australiane.

“Ha sollevato alcune questioni rimanenti con il codice di contrattazione dei media del governo e abbiamo deciso di continuare la nostra conversazione per cercare di trovare una via da seguire”, ha twittato Frydenberg. Ma il ministro delle comunicazioni Paul Fletcher ha detto che il governo non si ritirerà dal suo programma legislativo.

LE CONSEGUENZE PER LA IL SOCIAL NETWORK DI ZUCKERBERG

Le notizie giocano un ruolo più importante nel modello di business di Google rispetto a quello di Facebook. Le notizie “costituiscono meno del 4% dei contenuti che le persone vedono nel loro feed”.

Eppure questa decisione renderà Facebook “un social network più debole” secondo Peter Lewis, direttore del think tank Center for Responsible Technology dell’Australia Institute. “Le azioni di Facebook significano che i fallimenti dell’azienda in materia di privacy, disinformazione e protezione dei dati richiederanno una regolamentazione del settore social media ancora più forte ”, ha detto Lewis. “Senza notizie basate sui fatti per ancorarlo, Facebook diventerà poco più che una vetrina per simpatici gatti e teorie del complotto”.

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