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Bei e Nato vanno in guerra per la difesa

Il Fondo europeo per gli investimenti, parte del gruppo Bei, e il Fondo per l'innovazione della Nato (Nif) hanno firmato un memorandum d'intesa per la cooperazione nel settore difesa e sicurezza in Europa

Bei e Nato si alleano per sostenere le imprese della difesa in Europa.

Oggi il Fondo europeo per gli investimenti (Eif) —  parte del Gruppo Banca europea per gli investimenti (Bei) — e il Fondo per l’innovazione della Nato (Nif) — il primo fondo di capitale di rischio multi-sovrano al mondo, sostenuto da 24 dei 32 stati membri della Nato — hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU) per cooperare nel sostenere la crescita a lungo termine dei settori della difesa, della sicurezza e della resilienza in Europa. Lo rende noto la Bei.

L’obiettivo è quello di ampliare i finanziamenti per start-up, PMI e mid-cap nei settori della difesa, della sicurezza e della resilienza.

Tuttavia, il memorandum “non fa riferimento a investimenti congiunti”, ha precisato un portavoce della Banca europea per gli investimenti a Defense News. Entrambe le parti continueranno a finanziare progetti separatamente e per i rispettivi stati membri: 24 paesi nel gruppo Nato e 28 nell’organizzazione Ue.

Da tempo in Ue si ragiona sulla necessità di rivedere la politica di prestito della Banca europea per gli investimenti (Bei) nei progetti militari. Questi infatti sono esclusi dall’elenco delle attività che possono essere finanziate dalla Bei.

“[La partnership con] il Nato Innovation Fund conferma l’impegno del Gruppo Bei a rafforzare il suo supporto all’industria europea della sicurezza e della difesa”, ha affermato Robert De Groot, vicepresidente della Bei, riporta ancora Defense News, aggiungendo che le recenti revisioni delle politiche di prestito della banca per consentire a più aziende orientate alla sicurezza di ricevere finanziamenti europei stanno già dando i loro frutti.

Tutti i dettagli.

LO SCOPO DELLA PARTNERSHIP TRA BEI E NATO

Il memorandum d’intesa mira a incoraggiare un maggior numero di fondi di capitale privato a diventare investitori attivi nei settori tecnologici associati alla difesa e alla sicurezza, consentendo alle imprese dell’Ue di raccogliere finanziamenti azionari da una gamma più ampia di fonti.

“Facilitando il dialogo regolare e la condivisione delle conoscenze, l’Eif e il Nif garantiranno un approccio coeso al rafforzamento dell’ecosistema di investimenti per la difesa, la sicurezza e la resilienza”, ha dichiarato Marjut Falkstedt, amministratore delegato dell’Eif. “Ciò andrà a vantaggio delle Pmi, delle midcap e del più ampio panorama europeo dell’innovazione”.

LA COLLABORAZIONE CON LA COMMISSIONE UE

Inoltre, i firmatari si scambieranno informazioni con la Commissione europea nei settori in cui il suo potenziale coinvolgimento potrebbe rivelarsi vantaggioso ai fini del protocollo d’intesa.

BOOSTER PER GLI INVESTIMENTI IN DIFESA

Il protocollo d’intesa delinea anche piani di cooperazione su attività ad hoc per condividere le conoscenze e aumentare la consapevolezza del potenziale degli investimenti nella difesa e nella sicurezza.

Ciò contribuirà a promuovere un ecosistema d’investimento completo, a garantire un’efficace sensibilizzazione dei fondi di capitale privato, a sostenere le aziende nei loro piani d’investimento e a far conoscere le opportunità d’investimento nei settori della difesa, della sicurezza e della resilienza ai partner limitati. La collaborazione è anche in linea con il Piano d’azione per la sicurezza e la difesa del Gruppo Bei, che si prevede sosterrà lo sforzo principalmente attraverso il prodotto di debito di rischio della Bei, progettato per rispondere alle esigenze di finanziamento delle imprese innovative e che in alcuni casi può integrare il capitale di rischio e il private-equity dell’Eif e del Nif.

LE PAROLE DI TRAVERSONE, MANAGING PARTNER DEL NIF

“C’è un grande slancio nella deep tech che sta spingendo le innovazioni per aiutare a rafforzare la difesa, la sicurezza e la resilienza europea”, ha commentato Andrea Traversone, Managing Partner, Nato Innovation Fund. “Siamo entusiasti di collaborare con l’Eif, il Gruppo Bei e la Commissione per sbloccare opportunità di investimento per le aziende europee, promuovere lo sviluppo delle capacità per l’innovazione a duplice uso e condividere le migliori pratiche tra investitori, innovatori e governo”.

CAMBIO DI ROTTA PER LA BEI?

Con un totale di bilancio di 544,6 miliardi di euro, la Banca europea per gli investimenti (Bei) di proprietà comune dei paesi dell’Ue, è la più grande istituzione finanziaria multilaterale del mondo per asset e il più grande prestatore multilaterale, con prestiti erogati e promessi per 562 miliardi di euro nel 2022 rispetto ai 171 miliardi di dollari della Banca Mondiale, ricordava di recente Reuters.

Tuttavia, i progetti militari e di difesa sono esplicitamente esclusi dall’elenco delle attività che possono essere finanziate dalla Bei e i 27 governi dell’Ue dovrebbero accettare di cambiare la situazione. La banca può già concedere prestiti per progetti a duplice uso civile-militare, come infrastrutture di trasporto o droni. La definizione di ciò che può essere definito “dual use” dovrebbe essere ulteriormente modificata.

Sempre il vicepresidente della Bei Dr Groot ha ricordato che “Alcune settimane fa, abbiamo annunciato il finanziamento di satelliti a duplice uso in Polonia e l’ammodernamento e l’ampliamento a duplice uso di un porto danese”.

Un’inversione di marcia dell’istituto nel comparto difesa che sembra accogliere l’invito di alcuni paesi europei. Lo scorso marzo quattordici paesi (tra cui l’Italia) hanno inviato una lettera ai funzionari della Banca europea per gli investimenti (Bei) chiedendo proprio di rafforzare gli investimenti per la sicurezza e la difesa.

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