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Ecco come Apple bluffa sugli iPhone. Report Agcm

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iPhone

Perché l’Antitrust ha multato Apple per le pubblicità degli iPhone. Tutti i dettagli del provvedimento del Garante

 

L’Antitrust picchia su Apple: 10 milioni di euro di multa alla Mela morsicata per aver bluffato sulle caratteristiche dei propri iPhone e non aver coperto i danni con la garanzia. A mettere in guardia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sono stati alcuni clienti e utenti social che hanno riscontrato che quanto promesso nelle pubblicità non viene mantenuto. Bocciata anche l’assistenza post vendita.

Tutti i dettagli.

MULTA PER 10 MILIONI AD APPLE

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 10 milioni di euro l’americana Apple per due distinte pratiche commerciali scorrette, iniziate nell’ottobre 2017.

MESSAGGI PUBBLICITARI FALSI E NIENTE GARANZIA

In particolare, il colosso Usa è accusato di aver diffuso messaggi promozionali ingannevoli di diversi modelli di iPhone (iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max), sulla caratteristica di “resistenza all’acqua” di ciascuno dei prodotti.

Nel contempo prevedeva l’esclusione della garanzia per tutte le ipotesi di immissione di liquidi. La pratica, spiega Agcm, “è apparsa idonea ad indurre in errore i consumatori in ordine alle caratteristiche dei prodotti stessi e ai correlati diritti di assistenza che devono essere loro riconosciuti, in particolare la garanzia legale di conformità e la garanzia del produttore Apple, determinandoli ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti assunto”.

PROMOZIONI INGANNEVOLI

In base a quanto appurato dall’Autorità, la Casa di Cupertino ha diffuso messaggi promozionali in cui enfatizzava la caratteristica di “resistenza all’acqua” di ciascuno dei prodotti pubblicizzati fino ad una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro a seconda dei modelli e per ben 30 minuti.

Caratteristica, però, riscontrabile solo in presenza di specifiche condizioni, ovvero solo durante specifici e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi da parte dei consumatori. Nello stesso messaggio, Apple ha inserito un disclaimer “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”.

SCRITTE PICCOLE E “NASCOSTE”

Anche sul sito dell’azienda è stato possibile riscontrare bluff. “Dalla documentazione agli atti, è emerso che anche nei messaggi diffusi sul sito internet www.apple.com/it, la caratteristica di resistenza all’acqua summenzionata rappresenta uno dei principali aspetti della comunicazione commerciale di Apple, in cui si specifica “Resistente all’acqua (profondità massima di 4 [2 – 1] metri fino a 30 minuti” (vedi successiva immagine n. 4)”, scrive Agcm nel report, in cui si specifica che “Alla fine del messaggio pubblicitario può rinvenirsi, in caratteri minuscoli, una nota ipertestuale (indicata dalle frecce nell’immagine precedente), che riporta molto in fondo, al termine della pagina web, il seguente messaggio: “iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max e iPhone 11 resistono agli schizzi, alle gocce e alla polvere; sono stati testati in laboratorio in condizioni controllate, con un rating di grado IP68 (profondità massima di 4 metri fino a 30 minuti)”.

IL POST VENDITA

Per l’Antitrust, Apple è da bocciare anche sul fronte del post vendita di tali prodotti. Agcm ha “ritenuto idoneo a integrare una pratica commerciale aggressiva il rifiuto da parte di Apple, nella fase post-vendita, di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati a causa dell’introduzione di acqua o di altri liquidi, ostacolando in tal modo l’esercizio dei diritti ad essi riconosciuti dalla legge in materia di garanzia ossia dal Codice del Consumo”, spiega l’Antitrust.

COSA SI LEGGE SUL SITO DI APPLE

“Se i danni a un iPhone o iPod sono stati causati dal contatto con un liquido (come il caffè o un’altra bevanda), la garanzia limitata di un anno di Apple non copre l’intervento di assistenza, ma potrebbero essere previsti ulteriori diritti in base alle leggi per la tutela dei consumatori. I modelli di iPhone e la maggior parte dei modelli di iPod realizzati dopo il 2006 dispongono di indicatori integrati di contatto con liquidi, che segnalano se il dispositivo è entrato in contatto con acqua o altri liquidi. I modelli di iPhone e la maggior parte dei modelli di iPod dispongono di indicatori di contatto con liquidi (LCI) visibili dall’esterno. Il contatto con acqua o altri liquidi farà attivare un LCI”, si legge sul sito di Apple.

LE SEGNALAZIONI

Tutto è partito da alcune segnalazioni di consumatori e video social.

“Nel mio caso [n.d.r.: di acquisto di un iPhone XS MAX 54GB ARGENTO (Rating IP68 – profondità massima di 2 metri fino a 30 minuti)] si è rilevato non così resistente, dopo poche foto e una breve immersione nell’acqua di mare (…) ha smesso di funzionare correttamente (…). Non mi è stata riconosciuta alcuna garanzia. Ho dovuto pagare 640.00 euro per la sostituzione del prodotto (..)”.

LA RISPOSTA DI APPLE

Quale la linea di difesa Apple? La società ha con i propri scritti difensivi, scrive Agcom, “sostenuto che ciascuno degli addebiti contestati loro fosse manifestamente infondato e non idoneo a provare alcuna violazione del Codice del Consumo”.

E secondo quanto dichiarato dal gruppo di Cupertino, e riportato da Agcm, “sarebbe stata la stessa Autorità, nell’esercizio dei suoi poteri, ad indurla ad includere nelle proprie comunicazioni ai consumatori un disclaimer che, di per sé, non prevede alcun distinguo tra le due garanzie, in modo da prevenire ogni accertamento da parte della stessa in relazione al medesimo disclaimer”.

APPLE: MESSAGGI NON INGANNEVOLI

Apple, infatti, “ritiene che i messaggi promozionali relativi alla capacità di resistenza all’acqua dei propri iPhone non siano ingannevoli dal momento che nessun messaggio pubblicitario lascerebbe intendere la “possibilità di immergere il dispositivo in acqua senza problemi” non avendo, peraltro, mai riportato il riferimento ai metri di profondità come una caratteristica indipendente dei suoi iPhone”.

LA MULTA

Raccolte le evidenze e analizzati i fatti, l’Antitrust ha deciso di irrogare ad Apple la sanzione amministrativa pecuniaria di 5.000.000 di euro per aver diffuso messaggi ingannevoli e di 5.000.000 di euro per non aver coperto i danni provocati per quanto fatto credere da garanzia.

Qui il testo del provvedimento Agcm.

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