Innovazione

Ecco come Amazon in Francia scaricherà sui clienti la tassa sul digitale

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Tutti i dettagli su come si muoverà Amazon in Francia per traslare la tassa approvata dal governo di Parigi

A partire dall’1 ottobre le commissioni per le vendite di Amazon in Francia aumenteranno del 3%, pari alla tassa sui servizi digitali che Parigi ha deciso di adottare recentemente.

A informare i clienti della novità è stata la stessa azienda, specificando che “per esempio, su un articolo per il quale la commissione per segnalazione è attualmente del 15% dovrà pagare una commissione del 15,45% a partire dal 1 ottobre 2019”.

SI COMPLICANO GLI SFORZI FRANCESI DI LIVELLARE LA CONCORRENZA

“La mossa di Amazon sembra in diretto contrasto con l’obiettivo del governo francese di livellare le condizioni di concorrenza tra Big Tech e le piccole e medie imprese, e complica ulteriormente lo sforzo della Francia di controllare aziende come Amazon, Facebook e Google – si legge su Cnbc -. ‘Il fatto che queste aziende paghino meno tasse in Francia di un grande panificio o di un produttore di formaggio in Quercy crea un problema reale’, aveva invece detto il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire all’inizio di quest’anno”.

UN PROBLEMA DI TASSE

Le imposte francesi sono destinate alle società che realizzano almeno 750 milioni di euro (832 milioni di dollari) di entrate annue derivanti dalle “attività digitali”, di cui 25 milioni di euro provenienti dall’interno della Francia. L’imposta si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2019 e raccoglierà, secondo le previsioni, circa 500 milioni di euro all’anno. Tuttavia, la tassa transalpina “ha già subito notevoli contraccolpi – ha evidenziato Cnbc -. L’amministrazione del presidente Donald Trump ha avviato un’indagine sulla misura e ha minacciato di ritorsioni tariffarie, affermando che ‘colpisce ingiustamente le imprese americane’. Gli economisti e le imprese tecnologiche, tra cui Amazon, avevano avvertito che l’imposta francese si sarebbe infine tradotta in prezzi più elevati per i consumatori”.

PER LE BIG TECH PRELIEVO ‘DANNOSO’ E ‘DISCRIMINATORIO’

“I dirigenti di Amazon, Facebook e Google testimonieranno a un’udienza del governo degli Stati Uniti sulla tassa digitale francese. In una testimonianza preparata, Peter Hiltz, direttore della politica fiscale internazionale e della pianificazione fiscale di Amazon, ha definito il prelievo del 3% ‘dannoso’ e ‘discriminatorio’. E aggiunto che ‘influenzerà negativamente le centinaia di migliaia di piccole e medie imprese che utilizzano i servizi di Amazon per aiutare a raggiungere i clienti in Francia’, tra cui più di 10.000 venditori con sede nel paese”, aggiunge Cnbc. “Nella loro testimonianza preparata, Facebook, Google e Amazon hanno tutti espresso il timore che l’approccio unilaterale della Francia con la tassa digitale incoraggerà altri paesi ad imporre misure simili. Hanno invece sostenuto che uno sforzo a livello Ocse per affrontare la tassazione digitale sarebbe meno dannoso per le imprese e i consumatori”.

LA NOTA AMAZON: NON ABBIAMO AVUTO SCELTA

“Questa tassa si rivolge direttamente al mercato dei servizi che forniamo alle imprese, quindi non abbiamo avuto altra scelta che trasferirla ai Selling Partners”, ha messo per iscritto Amazon in un comunicato. “Riconosciamo che questo può mettere le piccole imprese in Francia in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alle loro controparti in altri paesi”, si legge ancora su Cnbc.

AMAZON HA UN POTERE DI MERCATO SUFFICIENTE PER AUMENTARE LE COMMISSIONI

“Amazon detiene una quota del 49,1% del mercato dell’e-commerce negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, il 90% di tutti gli acquirenti utilizza regolarmente il rivenditore online, mentre in Francia, Amazon cresce due volte più velocemente del mercato retail online complessivo e detiene attualmente una quota di mercato del 19% – nota Forbes in un altro articolo -. Dato che così tante persone ora dipendono da Amazon per lo shopping, e dato che così tanti piccoli e medi rivenditori vendono attraverso Amazon Marketplace, è chiaro che il rivenditore statunitense ha un potere di mercato sufficiente per aumentare le commissioni dei suoi venditori terzi senza compromettere la sua crescita o subire una perdita di ricavi”.

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