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Difesa spaziale, la sonda della Nasa Dart è prossima all’impatto con l’asteroide

Dart Nasa

La sonda spaziale Dart della Nasa, progettata per colpire un piccolo asteroide e spingerlo fuori rotta, è sulla buona strada per l’impatto il 26 settembre. E a riprendere il test ci penserà il nanosatellite italiano LICIACube

 

Per scongiurare scenari come quello portato sulla schermo dalla pellicola “Dont’Look Up” (un gigantesco oggetto spaziale in rotta di collisione con la Terra), presto assisteremo alla prima missione al mondo di test di difesa planetaria.

Il prossimo 26 settembre la sonda della Nasa Dart (Double Asteroid Redirection Test) si scontrerà con Dimorphos, il più piccolo dei due asteroidi del sistema Didymos.

L’obiettivo della missione è guidare autonomamente un veicolo spaziale verso un asteroide, nella speranza di spingerlo fuori rotta piuttosto che distruggerlo. “Dimorphos è in realtà un tranquillo sasso spaziale, troppo lontano per poter solo pensare di farci male” sottolinea Repubblica. Dart dovrà quindi spostare la sua orbita di poco ma comunque in modo misurabile.

Lanciata lo 24  scorso novembre dalla base di Vandenberg in California a bordo di un razzo Falcon 9, la sonda Dart trasporta al suo interno il satellite LICIACube realizzato dall’azienda Argotec di Torino, in collaborazione e con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il nanosatellite italiano sarà il testimone oculare del primo scontro pilotato tra una sonda e un asteroide. Si tratta di un test che sarà eseguito in tutta sicurezza a 11 milioni di chilometri da noi, ma che dimostrerà la fattibilità di un’operazione simile per deviare eventuali futuri oggetti celesti pericolosi per il nostro pianeta.

Tutti i dettagli.

COSA FARÀ LA SONDA DART DELLA NASA

Il viaggio di Dart è durato oltre 10 mesi verso il piccolo asteroide Dimorphos, che ruota intorno al più grande asteroide Didimo. Il sistema, che si trova a circa 11 milioni di km dalla Terra, è composto dall’asteroide principale Didymos, di 780 m di diametro, e dalla sua “luna” Dimorphos di 160 m di diametro che subirà l’impatto di Dart alla velocità di circa 21.000 km/h.

Dart sarà quindi il primo test, in scala reale, della tecnica di impatto cinetico a scopo di Difesa Planetaria per la salvaguardia della Terra, qualora in futuro si creino situazioni di pericolo causate da oggetti celesti che intersecano l’orbita terrestre. Dimostrerà infatti la possibilità per un veicolo spaziale di viaggiare autonomamente verso un asteroide bersaglio e colpirlo intenzionalmente per modificarne il movimento nel caso in cui rappresenti una minaccia per la Terra. Eventualità remota ma non impossibile.

Ci vorranno “da settimane a un paio di mesi” prima che gli scienziati possano “determinare l’effetto che abbiamo avuto sull’orbita della luna” ha spiegato un ricercatore della Nasa a BreakingDefense.

COS’È LICIACUBE

A bordo di Dart c’è anche il microsatellite italiano LiciaCube (acronimo di Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids), di soli 30x20x10cm e di circa 13 chilogrammi. È un progetto dell’Asi realizzato interamente negli stabilimenti della società Argotec di Torino. Si tratta del primo satellite costruito nel nostro Paese ad affrontare un viaggio nello spazio profondo.

LICIACube, rimanendo a distanza di sicurezza, avrà il compito di fotografare e acquisire i dati dell’impatto per verificare se l’asteroide devierà la sua traiettoria.

IL TEAM ITALIANO

Il team scientifico di LICIACube, tutto italiano, comprende ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell’IFAC-CNR di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto (Inaf). Nei mesi scorsi Inaf ha coordinato con il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) una campagna di osservazioni spettroscopiche dell’asteroide Didymos che copre tutta la rotazione dell’oggetto.

NESSUNO DEI DUE ASTEROIDI RAPPRESENTA UNA MINACCIA… MA

Come ha spiegato l’Asi, nessuno dei due asteroidi rappresenta una minaccia per la Terra. Tuttavia, la loro orbita attorno al Sole li fa transitare abbastanza vicino al nostro pianeta da permettere ai telescopi di osservare le conseguenze della collisione di Dart e calcolare quanto la missione sarà stata efficace nel modificare la traiettoria di Dimorphos a seguito dell’impatto. La variazione del periodo di rivoluzione di quest’ultimo intorno al suo più massiccio compagno roccioso verrà misurata nelle fasi immediatamente successive all’impatto e poi in maniera cumulativa per i mesi e gli anni successivi.

In aggiunta a quanto rilevato da Terra, saranno le immagini acquisite da LiciaCube a fornire elementi unici acquisiti in situ e nei momenti appena successivi all’impatto, rilevanti anche per la misura della deflessione orbitale.

DOPO DART DELLA NASA VERSO LA MISSIONE HERA DELL’ESA

Infine, Dart e LiciaCube apriranno la strada a Hera, la missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) prevista nel 2024 che avrà il compito di eseguire un sorvolo ravvicinato della coppia di asteroidi, raccogliendo informazioni chiave su Dimorphos quali la sua massa e la sua struttura interna, oltre alle dimensioni del cratere generato dall’impatto con Dart. I dati extra di Hera – evidenzia l’Esa – aiuteranno a trasformare l’esperimento di deflessione Dart in una tecnica ben compresa e ripetibile che un giorno potrebbe essere davvero necessaria.

 

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