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Difesa, ecco come Leonardo, Elettronica, Avio Aero e Mbda vogliono concertarsi

Collaborazione Industriale Difesa

Che cosa è emerso dal panel “Politica industriale: prospettive italiane e internazionali” della “Aerospace Power Conference” a Roma, in occasione del centenario dell’Aeronautica militare

 

Approccio multi dominio, nuove tecnologie, collaborazione con le forze armate ma anche (e soprattutto) tra industrie partner nel comparto dell’Aerospazio e della Difesa.

Sono alcune delle risposte emerse nel corso del 3° panel dal titolo “Politica industriale: prospettive italiane e internazionali” della “Aerospace Power Conference” a Roma, in occasione del centenario dell’Aeronautica.

I rappresentati delle industrie della difesa nazionali Elettronica, Avio Aero, Leonardo e Mbda, insieme a quelli di due colossi statunitensi (Lockheed Martin e Boeing), hanno discusso sulle soluzioni possibili per fronteggiare le principali sfide per l’industria della difesa europea nei prossimi vent’anni: investimenti insufficienti a lungo periodo per R&S, sovranità frammentata, mancanza di talenti e dipendenze esterne nella supply chain.

Tutti i dettagli.

ABBRACCIARE LE NUOVE TECNOLOGIE COME L’AI E IL MACHINE LEARNING

“Lo spettro elettromagnetico è al centro di una grande rivoluzione legata alla digitalizzazione” ha esordito così Domitilla Benigni, Chief Executive Officer e Chief Operating Officer di Elettronica, intervenendo alla “Aerospace Power Conference”.

“Dobbiamo prevalere in un approccio integrato e coordinato sullo spettro elettromagnetico” rispetto ai rivali in un ambiente sempre più trafficato e conteso, ha evidenziato Benigni.

“Non dobbiamo dimenticare la connessione umana, ma abbiamo bisogno di game changer”, per questo “dobbiamo abbracciare le nuove tecnologie, usando l’intelligenza artificiale e il machine learning”, ha aggiunto Benigni.

NECESSARIA LA COLLABORAZIONE CON LE FA E CON LE INDUSTRIE DEI PAESI PARTNER NELLA DIFESA

“L’industria deve lavorare in collaborazione con le forze armate per contribuire a definire requisiti operativi in un contesto in rapida evoluzione” ha illustrato Benigni sottolineando che “l’industria occidentale può svolgere un ruolo importante, ma dobbiamo avere partnership solide in Europa ma anche con altri paesi occidentali”.

Ancora, “dobbiamo collaborare e unire le forze, con il ministero della Difesa” per potere indirizzare gli investimenti in R&S e condividere analisi, fin da subito, dobbiamo introdurre nuove tecnologie come digital twin” ha osservato la ceo di Elettronica evidenziato che “la collaborazione con la Difesa serve per creare strategia a lungo periodo per l’esportazione e trasferimento delle nuove tecnologie”.

GCAP, IL PROGETTO DEL FUTURO SECONDO AVIO AERO

Concorda sull’importanza della collaborazione tra industrie della difesa partner anche Riccardo Procacci, ceo di Avio Aero che evidenzia come “il nome del nostro futuro si chiama Gcap, noi siamo partner dello sviluppo sistema dei sistemi, momento cruciale per la propulsione in Europa”. Il nostro Paese ha aderito infatti insieme a Giappone e Regno Unito al programma Global Combat Air Programme (Gcap) per lo sviluppo di un aereo da combattimento di sesta generazione operativo entro il 2035.

Visto che “in Europa non abbiamo sviluppato la tecnologia della propulsione per i caccia di quinta generazione — ricorda Procacci — arrivare allo sviluppo della propulsione per la sesta genazione è importantissimo se non vogliamo perdere l’abilità di produrre una propulsione all’avanguardia”.

Inoltre, “la tecnologia che sviluppiamo su queste applicazioni militari è importantissima per far funzionare e dare carburante a tutta l’industria della propulsione” ha ribadito Procacci precisando però che “la tecnologia di propulsione di sesta generazione non si può fare da soli, è così complessa che serve cooperazione”. Solo quest’ultima “permette di avere successo” ha aggiunto il numero uno di Avio Aero.

Dopodiché altro elemento cruciale “è creare e sostenere una supply chain che sostenga la nostra innovazione, una catena vicina alla nostra tecnologia altrimenti ci troveremmo ad affrontare gravi problemi” ha chiosato Procacci.

CONIUGARE COLLABORAZIONE TRA INDUSTRIE DELLA DIFESA PARTNER E SOVRANITÀ NAZIONALE

Come ha messo in evidenza la guerra in Ucraina, “l’evoluzione delle minacce rende i sistemi più complessi e quindi più costosi, una nazione da sola non riesce a sopportare questo sforzo”. Ne è convinto Lorenzo Mariani, managing director di Mbda Italia e neo condirettore generale di Leonardo.

I Paesi europei devono “lavorare insieme” con urgenza per superare i limiti che devono fronteggiare le singole nazioni nel contesto dello sviluppo tecnologico, ha puntualizzato Mariani che ha ricordato come Mbda nasca da un’idea “geniale” di Italia, Francia e Regno Unito “di mettere insieme tutti i propri asset” relativi ai sistemi missilistici.

L’esperienza odierna è che “siamo stati in grado di fornire ai clienti” sistemi e armi che altrimenti “non saremmo riusciti a dare loro”. “Oggi per i Paesi europei è ancora più urgente” lavorare insieme perché “una sola nazione non può riuscire a sviluppare nei tempi necessari” i sistemi complessi richiesti dalla realtà geopolitica, ha osservato Mariani.

Se la “sovranità è un’esigenza per le nazioni, non possiamo eliminarla ma non può essere la ragione per cui non facciamo programmi di collaborazione” ha sottolineato Mariani. “L’industria, soprattutto le grandi aziende come Leonardo e Lockheed Martin, possono dare delle soluzioni compatibili con la politica oppure possono creare ostacoli, e io ovviamente sono a favore della prima opzione”, ha proseguito. “Penso sia possibile fare di più anche a livello di cooperazione transatlantica, purché adottiamo l’approccio giusto, prendendo in considerazione lo sviluppo di partenariati”, ha detto ancora Mariani.

IMPORTANZA DELLA COLLABORAZIONE TRANSATLANTICA PER BOEING

E sull’approfondire la collaborazione transatlantica è d’accordo anche l’altro lato dell’Atlantico.

“Negli ultimi anni abbiamo capito quanto è importante portare avanti la collaborazione transatlantica su tutti i fronti. Dobbiamo capire come progredire insieme, capire dove sono le opportunità che ci fanno andare avanti” ha fatto eco Ted Colbert, President & ceo di Boeing Defense, Space & Security intervenendo alla “Aerospace Power Conference.

“Dobbiamo lavorare insieme all’interno della Nato insieme per eliminare le barriere negli acquisti ed aumentare la collaborazione all’interno per migliorare la velocità di sviluppo nelle nuove tecnologie. Se pensiamo a tutte le capacità che vediamo, abbiamo grandi piattaforme e soluzioni, ma anche AI, materiale avanzati, e per poter velocizzare il tutto abbiamo bisogno di tecnologie” ma soprattutto di “lavorare insieme” ha spiegato Colbert.

FONDAMENTALE L’INTEROPERABILITÀ DEI SISTEMI D’ARMA

Infine, “L’interoperabilità dei sistemi d’arma è fondamentale, tutti i domini devono mettersi insieme in maniera interoperabile e dobbiamo portare innovazione a tutto questo” ha spiegato Michael E. Williamson, President International di Lockheed Martin Corporation.

“Dobbiamo capire se lungo la supply chain possiamo fare tutto da soli oppure no, adesso parliamo di fragilità nella supply chain pensando negli ultimi 18 mesi. Ciascun paese cerca di costruire il meglio che può con la miglior qualità possibile, ma abbiamo forze e capacità che vengono dai nostri partner. Non è qualcosa su cui dobbiamo lavorare dopo il combattimento, ma qualcosa da pianificare in anticipo. Capire la supply chain che le rende possibili nel tempo” ha concluso il manager di Lockheed Martin.

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