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Come difendersi dal Cyberbullismo

Cyberbullismo

Cosa è il cyberbullismo, i numeri del fenomeno e come difendersi. Siamo sempre più connessi e sempre più esposti al fenomeno

 

Troppo grassa o troppo magra. Troppo basso o tanto sensibile. Troppo buono o tanto timido. I motivi per cui tra i banchi di scuola e sulle pagine social si viene presi in giro sono tanti, anche se nessuno giustificato.

Bullismo e cyberbullismo sono piaghe (da risanare) della nostra società. Serve una buona educazione ma anche una legge ad hoc per arginare il problema, che cresce al ritmo di innovazione e tecnologia. I numeri si moltiplicano, così come i testionial che provano a sensibilizzare conto il fenomeno. Approfondiamo insieme.

Italiani sempre più connessi (e meno consapevoli)

Partiamo da questo. Gli italiani (picoli e grandi) sono sempre più connessi e sempre più social. Secondo una ricerca di IPSOS per Save the Children su “Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen e gli adulti”, adulti e ragazzi hanno una media di più di 5 profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone, ma, allo stesso tempo, sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete.

Sia tra i bambini che tra gli adulti è in forte crescita l’uso dello smartphone, la cui molteplicità di funzioni ha ormai rimpiazzato cellulari tradizionali, video e fotocamere, lettori mp3. Dalla ricerca emerge che quasi la totalità dei ragazzi (97%) e degli adulti intervistati (95%) ne possiede uno.

Quello che preoccupa è la scarsa cura della propria storia online, “che non prevede una “manutenzione” costante dei propri profili e che sembra quasi esasperare l’importanza esclusiva dell’essere “presente qui e ora”: circa 9 su 10 non compiono azioni efficaci per proteggere la propria immagine online”, denuncia Save The Children.

A testimoniare la costante connessione è anche una ricerca commissionata dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e realizzata dall’Università di Firenze e Skuola.net. I dati mostrano che il 19% dei teenager dice di essere connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno e quasi un intervistato su 5 dice di non poter fare a meno di Internet (neanche a scuola).

Cosa è il cyberbullismo

cyberbullismoIl termine cyberbullismo è stato coniato dall’educatore canadese Bill Belsey nel 2002, e poi ripreso nel 2006 da Peter K. Smith, che ha provato insieme al suo team, a dare una definizione del fenomeno.

Si tratta di “un atto aggressivo e intenzionale, condotto da un individuo o gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo contro una vittima che ha difficoltà a difendersi”, aveva detto nel 2008 Peter K. Smith.

Con cyberbullismo, dunque, intendiamo un comportamento malevole, che avviene attraverso mezzi informatici, ai danni di una persona. Si tratta di qualcosa di ben peggiore del bullismo: la vittima può essere raggiunta a qualsiasi ora del giorno e della notte, mentre i carnefici potrebbero anche trovare un modo per rimanere anonimi.

Le vittime più esposte sono gli adolescenti, tra i 13 e i 17 anni.

I numeri del cyberbullismo

Non esiste un stima realistica del numero delle vittime di cyberbullismo. Secondo gli ultimi dati della Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2016 sono stati trattati 235 casi di cyberbullismo, ovvero di denunce in cui i minori sono risultati essere vittime di reato.

In particolare, lo scorso anno sono stati segnalati 88 casi di minacce, ingiurie e molestie; 70 furti d’identità digitale sui social network; 42 diffamazioni online; 27 diffusioni di materiale pedopornografico; 8 casi di stalking. E ancora. Sono stati 31 i minori denunciati alle autorità perché ritenuti responsabili di reati: 11 per diffamazione online; 10 per diffusione di materiale pedopornografico; 6 per minacce, ingiurie e molestie; 3 per furto d’identità digitale sui social network; 1 per stalking.

Una legge per contrastare il cyberbullismo

I numeri hanno costretto il Governo italiano a prendere una posizione forte e decisa contro il fenomeno. È stata approvata la proposta di legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” (n. 1261/XVII), ovvero una normativa specifica di contrasto al bullismo attraverso internet.

cyberbullismoGrazie alle nuove norme, il Governo prova ad assicurare una tutela tempestiva ai minori che subiscono atti di bullismo attraverso la diffusione di contenuti in internet. La legge prevede l’obbligo del gestore del sito internet di cancellare il contenuto offensivo entro 12 ore. In mancanza di ottemperamento, le persone interessate possono rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali per la rimozione dei contenuti entro 48 ore.

Non solo. L’Italia si impegna all’attivazione di un Piano nazionale di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e nella redazione di un Codice di autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, rivolto agli operatori che forniscono servizi di social networking e agli altri operatori della rete internet.

Manca una educazione online

Come dicevamo, siamo sempre più connessi, ma anche sempre meno consapevoli delle loro azioni sul web. Ed infatti, se è vero che la maggior parte dei nativi digitali pare essere attenta alla privacy, l’indagine effettuata dal MIUR mostra che il 10% dei giovani intervistati ha condiviso online i propri segreti e soprattutto foto intime.

E ancora. Tra gli intervistati, l’8% ha dichiarato di aver attuato intenzionalmente comportamenti da bullo online (ma bisogna calcolare che su questo argomento ci potrebbe essere molta reticenza) e un ulteriore 10% banalizza le proprie azioni come semplici scherzi.

Come difendersi dal cyberbullismo

Denunciare, ma non solo. Serve conoscere internet, la rete, le insidie che nasconde e le giuste reazioni al fenomeno.

A spiegarci come difenderci dal bullismo online è un Vademecum, reperibile online. Si tratta una sorta di guida operativa per conoscere e orientarsi nella gestione della tecnologa ed del fenomeno.

Testimonial contro il cyberbullismo

A scendere in campo, contro il bullismo oline sono stati davvero tanti personaggi dello spettacolo del mondo calcistico. A sensibilizzare sul tema è stato, tra gli ultimi, il presentatore Tv Carlo Conti, che ha scelto di essere testimonial di ‘Una vita da Social’ per la Giornata contro il Cyberbullismo.“Se qualche imbecille vi fa del male non abbiate paura e denunciate”, ha detto Conti.

L’attore Pierfrancesco Favino ha aderito all’iniziativa #OFF4ADAY , realizzata da Samsung in collaborazione con il Moige e con il patrocinio della Polizia di Stato, nata per arginare il bullismo online. L’attore è stato protagonista di un video in cui accompagna gli spettatori in un viaggio emozionale per far conoscere loro il fenomeno del cyberbullismo, facendo loro vivere in prima persona l’esperienza di Laura, un’adolescente che decide di cyberbullizzare Martina, una sua compagna di scuola e mettendone in luce le emozioni e le sensazioni che la portano a compiere atti di prevaricazione sulla sua coetanea

E ancora. A dire o al bullismo online sono stati anche Massimiliano Allegri, che sui social network ha scritto: “”#OFF4aDAY contro il #cyberbullismo in rete e contro insulti, discriminazioni e provocazioni sui social”, Francesco Totti e la cantante Noemi. “Non essere bullo è fico”, ha detto Totti in un video destinato ai giovani.

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